Roma Femminile, Bernauer: "Hanno fatto bene a scommettere sul mio recupero, non lo dimenticherò"

Roma Femminile
giovedì, 14 marzo 2019 alle 2:55
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Oggi è stata tra le protagoniste del match di Coppa Italia pareggiato 1-1 con la Fiorentina. Vanessa Bernauer, centrocampista della Roma Femminile, ha rilasciato una lunga intervista per la newsletter 'Rudi'. Queste le sue parole
Lei oggi è l'unico numero 10 di una prima squadra della Roma. Una grande responsabilità per chi indossa quella maglia.
«Lo so, all'inizio non ci pensavo molto. Poi però tutti hanno iniziato a dirmelo. Totti è stato un grandissimo campione che ammiravo anche prima di arrivare qui. Ho avuto l'occasione di conoscerlo, è stato un onore, mi ha dato molti consigli. Cercherò di dare sempre il massimo, consapevole di quanto sia importante questo numero nella storia della Roma».
Il suo calciatore preferito?
«Zinedine Zidane:. Lo stimo molto anche come personaggio. Tra le donne invece dico Mia Hamm, e non solo perché fa parte della Roma (è nel cda, ndr) ma perché è stata una leggenda del calcio femminile americano».
Come sta vivendo Roma?
«Sono arrivata qui a Roma da sola, vivo in un appartamento con due mie compagne di squadra, abitiamo tutte vicino ai Monti Tiburtini. All'inizio non è stato semplice, ora però in città riesco a orientarmi. I miei posti preferiti sono Piazza del Popolo, il Colosseo e tutta l'area del centro storico vicino al Vaticano. E poi a Roma c'è il mare, quello di Ostia, ci vado sempre ogni volta che posso».
Il suo approccio al mondo del calcio?
«Mio papà è stato calciatore, ha giocato anche un anno tra i professionisti, mamma mi portava sempre a vedere le sue partite, mentre con lui guardavamo sempre quelle alla tv della Bundesliga».
L'arrivo alla Roma?
«Ho passato un periodo difficile, la scadenza del contratto con il Wolfsburg, l'infortunio al ginocchio. C'è stato un contatto con la Roma, il club ha scommesso sul mio recupero, è stato un gesto che ho molto apprezzato. Onestamente non pensavo all'Italia, poi però c'è stato questo contatto e ho accettato. Vedo con i miei occhi quanto alcuni club stiano investendo, penso alla Roma ma anche a Juve, Fiorentina, Milan. È davvero bello».
I pregiudizi attorno il calcio femminile?
«Dovrebbero trattare nella stessa maniera uomini e donne, in Danimarca per esempio lo hanno fatto. Il trattamento economico è importante per far diventare le calciatrici delle professioniste, ma allo stesso tempo si potrebbe contribuire alla visibilità del calcio femminile organizzando le partite delle nazionali negli stadi delle principali città, magari favorendo la vendita dei diritti televisivi. Quello sarebbe davvero utile anche per attirare investimenti pubblicitari. So benissimo quanto sia cresciuto il movimento calcistico femminile. Ci sono alcune giocatrici che a livello tecnico possono competere con gli uomini. A livello tattico si vedono in giro certe partite anche tra gli uomini che sarebbe meglio non parlarne. In generale dico che si dovrebbe parlare bene del movimento per aiutarlo nel percorso di crescita. Le nostre partite sono divertenti, si segnano molti gol, perché le donne hanno un'interpretazione diversa del calcio rispetto agli uomini. Succede anche negli altri sport, le differenze atletiche tra uomini e donne ci sono. Per questo cambia la filosofia di approccio. Ma la passione e i sacrifici sono gli stessi. Sento molto spesso persone cambiare idea dopo aver visto una partita di calcio femminile. Prima di giudicare è sempre importante conoscere».
La prima squadra?
«Quando possiamo andiamo sempre a vedere la Roma maschile allo stadio. Durante la pausa del campionato ero con la mia Nazionale, ma ho guardato la partita con il Porto e ho sofferto. De Rossi ci chiede sempre come vanno le cose, è molto simpatico e sempre molto carino con noi, ci fa sentire parte di una grande famiglia. Anche Kolarov è un altro che ogni tanto segue le nostre partite. L'aria che si respira a Trigoria è buona».
Il suo futuro?
«Non so ancora cosa farò da grande. Mi piace il mondo del calcio mi piacerebbe dare il mio contributo per far crescere il movimento femminile, in un club o in Nazionale. Per ora voglio giocare ancora tanto. Nella Roma? Perché no. Non dimentico quello che questa società ha fatto per me. Prima di Roma-Bologna ci hanno fatto sfilare sotto la Curva Sud, è un altro segno di quanto il club creda nella nostra squadra
(rudi.news)

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