Clicky

Hellas Verona-Roma, GASPERINI: "Il rapporto tra giocatori e tifosi ci ha portato a questo risultato, ora una Roma più competitiva. Dybala resta? Sono convinto di si, l'ho messo in contatto direttamente con la proprietà"

24/05/2026 alle 23:30.
hellas-verona-roma-gasperini

Al termine della sfida vinta contro il Verona, che ha sancito il ritorno dei giallorossi in Champions League, ha parlato il tecnico Gian Piero Gasperini. Le sue parole:

GASPERINI A DAZN

La festa?
“È stata una bellissima serata anche se difficile. Il Verona ha giocato come nelle ultime partite e noi abbiamo faticato stranamente quando siamo rimasti in superiorità numerica, forse per la tensione e la fretta di voler chiudere il match. Non abbiamo giocato bene e non abbiamo sfruttando le occasioni”.

La sliding door è stata la sconfitta di San Siro…
“Ho trovato sin da subito un gruppo che si è applicato e questo è stato molto gratificante. Siamo partiti bene, conquistando anche la credibilità dei tifosi. È stata un’annata difficile per altri aspetti e non per il rapporto con i giocatori e il pubblico. Questi aspetti sono stati la locomotiva che hanno portato al risultato”.

Lei ha alzato sin da subito le aspettative parlando di Champions League: perché lo ha fatto?
“Abbiamo avuto pochi momenti difficili, quello più difficile è stato il ko a San Siro contro l’Inter. Io ho alzato l’asticella perché vedevo come lavoravano questi ragazzi. Nel girone di andata abbiamo perso molti scontri diretti, ma al ritorno abbiamo sempre avuto la sensazione di essere cresciuti e di poterci giocare le nostre chance. Siamo cresciti anche sul piano del gioco e Malen ci ha fatto fare un salto di qualità incredibile in attacco, ma allo stesso tempo abbiamo perso una quantità incredibile di giocatori come Dybala, Soulé… In attacco eravamo pochi, ma chi ha giocato ha sempre dato il massimo. Aspettavo di fare il filotto, ce lo dicevamo sempre tra di noi. Noi non eravamo riusciti a farlo, ma alla fine lo abbiamo fatto nel momento giusto”.

Interviene Fabregas in collegamento: “Complimenti mister!”
“Complimenti! Sono veramente contento per il Como, perché quest’anno è stato una grande espressione di calcio. A parte quando si buttano per terra… (ride, ndr)”.

Risponde ironicamente Fabregas: A parte quando giochiamo con il portiere…
“Siete stati bravissimi, un grande esempio di calcio. Vedere giocare il Como è sempre stato un grande piacere”.

GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA

Terzo posto inimmaginabile.
«Diamine, non risco ad arrivare quarto (ride ndr)».

Qual è stato il segreto?
«I giocatori, l’ambiente sempre pieno che ha aiutato la squadra e me in particolare, la società che, pur avendo investito tanto, non aveva raggiunto questo traguardo e spero che questo risultato possa coinvolgere ancora di più la proprietà, che ha passione e vorrebbe forse anche partecipare di più e se riusciamo a unire queste componenti saremo ancora più forti».

Riesce a dirsi bravo?
«Siamo contenti. L’anno scorso ho lasciato la Champions e non è facile perché la competizione più prestigiosa, l’ho fatto perché ero convinto fare un buon lavoro a Roma. Non sapevo fosse così difficile ma è andata molto bene, con le componenti che mi hanno aiutato. La Champoins è bella ma competitiva quindi dobbiamo stare molto attenti, vogliamo fare squadre sempre più forti e competitive».

Terzo posto inimmaginabile.
«Diamine, non risco ad arrivare quarto (ride ndr)».

Qual è stato il segreto?
«I giocatori, l’ambiente sempre pieno che ha aiutato la squadra e me in particolare, la società che, pur avendo investito tanto, non aveva raggiunto questo traguardo e spero che questo risultato possa coinvolgere ancora di più la proprietà, che ha passione e vorrebbe forse anche partecipare di più e se riusciamo a unire queste componenti saremo ancora più forti».

Riesce a dirsi bravo?
«Siamo contenti. L’anno scorso ho lasciato la Champions e non è facile perché la competizione più prestigiosa, l’ho fatto perché ero convinto fare un buon lavoro a Roma. Non sapevo fosse così difficile ma è andata molto bene, con le componenti che mi hanno aiutato. La Champoins è bella ma competitiva quindi dobbiamo stare molto attenti, vogliamo fare squadre sempre più forti e competitive».

Il cambio di Ziolkowski?
«Temevo il secondo giallo, la partita era ancora aperta, lui è un ragazzo di prospettiva ma, al momento, incorre troppo spesso in queste ammonizioni ed eravamo quindi a rischio. Sarebbe uscito Hermoso, se non ci fosse stata l’ammonizione. Queste gare si decidono poi nei finali e potevamo chiudere la gara, senza riuscirci. Non abbiamo gestito bene la superiorità numerica, c’è stata un po’ di frenesia, lo vedremo il prossimo anno (ride ndr)».

Questo il primo tassello per lo scudetto?
«L’obiettivo è sempre crescere. Quando arrivi in Champions devi poi stabilizzarti, bisogna capire bene le dimensioni del FPP, pensavo che a giugno sarebbe finito e invece bisognerà capire questo. La Champions ti dà l’opportunità di prendere giocatori che non vorrebbero altrimenti, poi non sarà comunque facile sul mercato, bisognerà operare bene. C’è tanta concorrenza. Le italiane hanno preso delle belle scoppole. È una manifestazione che ti aiuta a crescere, non c’è dubbio. Giochi contro le migliori ma ne esci più forte».

Cosa chiedere alla lampada di Aladino per fare una Roma competitiva in Champions?
«Ci vuole un po’ di tempo, intanto la voglio rendere più competitiva in campionato, per arrivare a essere competitiva in Champions non è il momento, vogliamo fare bella figura, certo. Dalla Champions devono arrivare i mezzi per fare la Roma più forte».

Solo lei era riuscito a rimontare dal sesto posto, all’Atalanta. 
«Siamo stati sempre alti nel girone di andata, poi siamo calati al sesto posto ma eravamo agganciati alla Champions. È stata una gara a eliminazione, c’è un momento del campionato dove il calcio cambia un po’, cambia il clima, si accumulano le fatiche, abbiamo centrato il filotto nel momento giusto. In precedenza, abbiamo avuto un periodo sfortunato per gli infortuni e questo ci ha penalizzato eccessivamente, tutti infortuni lunghi, tre mesi, 50 giorni, molti giocatori in attacco. Malen è stato straordinario, sempre con pericolosità e segnando gol».

Chiederebbe alla società uno sforzo per tenere Dybala?
«Non lo dico oggi, purtroppo Dybala è stato fuori 3 mesi, Koné è mancato per 12 partite. Dybala è straordinario, quando sta bene è forte. Il suo problema sono gli infortuni, lui sa stare in campo tranquillamente perché ha qualità fisico atletiche importanti, purtroppo ha infortuni che poi si rivelano essere più lunghi di quello che dovrebbero essere, non ci sono».

GASPERINI A SKY

Che emozioni ha?

"Abbiamo fatto filotto al momento giusto, lo abbiamo inseguito per tutto il campionato pur stando sempre in zone alte dopo un inizio buono. Nel momento peggiore eravamo quinti o sesti. Recuperati tutti i giocatori siamo ripartiti"

El Shaarawy lo ha fatto esordire lei in questo stadio...

"Lo ricordo benissimo, lo dicevamo anche prima. Ricordo bene quella gara, per molto tempo è stato il più giovane esordiente del Genoa. Questa sera ha chiuso con questo gol portando la Roma definitivamente in Champions"

Avete finito meglio delle altre, una questione fisica o mentale?

"La squadra ha sempre reagito anche alle sconfitte che non sono state poche, ma siamo ripartiti sempre più forte . I ragazzi hanno una grande appartenenza con la Roma e con l'amnbiente. Alcuni no erano mai riusciti a centrare questo obiettivo, qualcuno diceva che erano da sesto posto. Ero convinto che bastava migliorare un po la squadra intorno per essere ad alti livelli"

Dybala resta?

"Credo di si, per me mai stati dubbi, è stato fuori 3 mesi e questo ci ha portato difficoltà. Sono riuscito a mettere in contatto Dybala e la proprietà, se non rimane adesso...(ride, ndr). Sono convinto di si. Non dipende da me, devono trovare la quadra. Sono giorni che parlano, la smetteranno di parlare no"

Cosa per una Roma più competiva?

"Il FFP pesava, io speravo fosse solo nei rmercati precedenti ma non è così. La Champions aiuta e ci mette nella condizione di migliorare la squadra. Uno per un motivo economico, possono arrivare giocatori che altrimenti non vorrebbero. Poi giocare la Chapions a Roma è ambito. Giocando contro squadra forti rischi le scoppole come successo ad altre squadre ma la Champions ti migliora per forza"