JESUS: "Ho ricevuto offerte dal Brasile, ma qui mi trovo bene. Spalletti ci ha insegnato che conta di più chi siamo dentro" (VIDEO)

Interviste AS Roma
venerdì, 14 febbraio 2020 alle 23:21
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DAZN - In vista della sfida di domani in casa dell'Atalanta, ha parlato all'emittente streaming il difensore giallorosso Juan Jesus. Queste le sue parole:
Sul rapporto con l’Italia e con Luciano Spalletti.
“Benvenuti sulle spiagge romane. C’è molto Brasile a Roma, il tempo, la gente, il profumo del mare… e poter passare un po’ di tempo in spiaggia è davvero bello. Sono molto grato all’Italia, è il primo paese che mi ha accolto dal Brasile quando avevo solo 20 anni. Ho vissuto a Milano per 4 anni, e ormai questo è il quarto che sono a Roma. Il mio primo allenatore in giallorosso è stato Spalletti. Diceva al gruppo che avremmo potuto vincere tanti titoli e anche premi individuali, ma che poi ciò che conta davvero è chi siamo dentro. Non c’è niente di più importante che essere una bella persona, perché poi la gente si dimentica delle tue vittorie. Sono sempre stato sereno da questo punto di vista.
Sul tema razzismo.
“Non succede spesso, ma è capitato che qualcuno mi scrivesse commenti offensivi online, o che mi dicesse qualcosa. Ad esempio, quando vado a fare la spesa devo essere ben vestito, altrimenti le persone possono essere diffidenti nei miei confronti solo per il colore della mia pelle. Un esempio che ricordo è capitato una volta che ho portato mio figlio a nuoto. Mia moglie lo ha accompagnato in bagno a cambiarsi e io li ho aspettati fuori. E’ uscita una bambina piccola, ha iniziato a fissarmi e poi è scappata via molto spaventata da me. Ma non avevo fatto niente, ero lì fermo. Gli italiani hanno il detto de ‘l’uomo nero’, che in Brasile chiamiamo semplicemente l’uomo col sacco, che cattura i bambini se non si comportano bene. E’ una storia che raccontano in tanti, ma in Italia questo lo chiamano ‘uomo nero’, per cui tanti bambini crescono un po’ con questa mentalità. Ringrazio davvero la Roma per questa presa di posizione, perché hanno fatto la cosa giusta per aiutarmi. Non era la prima volta, questo ragazzo mi ha scritto di continuo per 2 mesi usando certe parole: ‘Devi morire’, ‘Devi andare alo zoo’. Per questo insieme alla Roma dovevo per forza fare qualcosa”.
Sul rapporto con la moglie, Caroline Neto Jesus.
Caroline Neto Jesus: “Ci siamo sposati, poi ci siamo trasferiti a Milano, perciò la nostra prima casa insieme l’abbiamo presa lì: è un posto speciale per noi per questo motivo. Abbiamo ancora tanti amici lì. Abitavamo in centro a Milano, mentre qui a Roma abbiamo scelto di sistemarci abbastanza lotnani da tutto. La vita qui è un po’ diversa”
Juan Jesus: “Milano è più piccola, è più facile muoversi, è più vivibile”.
Caroline Neto Jesus: “A Milano studiavo, quando ci siamo trasferiti è iniziata una vita diversa, ed ero anche incinta”.
Juan Jesus: “Come famiglia siamo migliorati molto, siamo cresciuti nel nostro rapporto di coppia, siamo cambiati, vivendo lontano da tutti. C’è una ragione se le nostre vite si sono incontrate”.
Sul rapporto con la famiglia e la madre, Zelina Jesus.
Juan Jesus: “Mia mamma e tutta la famiglia hanno aiutato molto il mio percorso, hanno lavorato duro per darmi il meglio possibile nella vita. Non eravamo poveri, ma una famiglia normale. Mio padre ha sempre lavorato tanto per sostenerci in tutto”.
Zelina Jesus: “E’ stato suo fratello a decidere di giocare a calcio e a portarsi lui con sé. Tutti pensavano che il fratello maggiore sarebbe diventato un calciatore, da piccolo ha fatto 3 provini, ma Juan con tutta la sua determinazione e la sua forza di volontà ci è riuscito, è diventato un giocatore. Suo fratello è un ingegnere civile, potete capire come Dio sistemi le cose.
Juan Jesus: “Ho fatto tutto l’intero percorso nelle giovanili, poi Jorge Fossati, allenatore uruguayano dell’Internacional, mi vide giocare e chiese di me: ‘Chi è quel ragazzo?’. Gli parlarono di me, quel giorno giocavo da terzino, anche se di solito giocavo come centrale: eppure gli sono piaciuto tantissimo. Ho iniziato ad allenarmi con loro e a giocare i prima squadra, poi l’esordio in Copa Libertadores. Purtroppo poi Fossati andò via, ma arrivo Celso Roth, con lui ho avuto ancora più chance. Questa è la mia storia, poi sono partito per l’Italia”.
Zelina Jesus: “Mi rende orgogliosa, mi commuovo per tutta la strada che ha fatto. Per me è sempre un bambino, non cresce mai. Siamo uniti, nel bene e nel male, in ogni traguardo. E’ tutto merito suo, dei suoi sforzi, Dio gli ha concesso questo onore, guidandolo nel suo percorso e donandogli questo talento, lo ha reso un ragazzo forte”.
Sulle offerte ricevute di recente.
“Ho ricevuto due offerte dal Flamengo, li ho ringraziati molto per il loro interesse. La prima chiamata è arrivata quando l’allenatore era ancora Abel Braga, la seconda appena Jorge Jesus si è preso la panchina. Ne ho parlato con Juan, che da piccolo è stato uno dei miei idoli, abbiamo pure lo stesso nome, lui è stato una leggenda della Roma e della Selecao. Li ho ringraziati perché quando il Flamengo ti chiama, ci devi pensare due volte prima di dire di no, è una grandissima squadra. Ma dovevo rifiutare, non era il momento giusto, la mia famiglia si trova bene qui e sto facendo bene con la Roma. Sto bene in questo club, sono ancora giovane, ho solo 28 anni . Se non molli mai, se sai quello che vuoi, puoi ottenere tutto”.
L'importanza di Spalletti nella vita di Juan Jesus ?
Il difensore della Roma si racconta a #DAZNpic.twitter.com/Y2BQfFfIft

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