CONTI: "Totti è stato un fenomeno della Roma, io vengo dopo"

31/01/2020 alle 15:53.
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RAI UNO - Ospite del programma 'Vieni da me' in onda sull'emittente pubblica,  Bruno Conti, ex calciatore e attuale dirigente della Roma, si è raccontato tra vita sportiva e vita privata, rivivendo anche i passaggi più importanti della sua carriera in giallorosso. "Dato che ne ho segnati pochi, non me li ricordo...(ride, ndr). Ero più uomo assist, basta chiedere a Paolo Rossi o al bomber Pruzzo, che ne sanno qualcosa", così racconta Conti  mentre gli mostrano in un video il suo primo gol il 30 gennaio 1977. "Il numero 7 mi ha portato bene, ma anche il 16...Ho esordito con la Roma poi sono andato in prestito al Genoa. Mio padre è romanista sfegatato e quando gli ho detto del prestito al Genoa non mi ha rivolto la parola. Questo per far capire cosa significa la Roma per lui". "Totti mio erede? E' stato un fenomeno di questo club, ha battuto tutti i record. E' stato il massimo, io vengo dopo".

Sul baseball: "Io ho la fortuna di vivere a Nettuno, dove ho giocato d’estate a baseball: mio zio era il custode comunale di Nettuno, io con la scusa di andare a trovare mio cugino ho colto l’occasione. Prima di andare alla Roma, ero un ottimo lanciatore, ero bravissimo: mi cercarono anche dall’estero, mi voleva il Santa Monica. Due anni dopo mi ha preso la Roma calcio".

Un ricordo anche di Enzo Bearzot, ct dell'Italia con cui Conti vinse i Mondiali nel 1982: "E' il mio secondo papà. Prima del Mondiale ho avuto un infortunio, lui mi assicurò che sarei stato titolare". E sull'allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, e la presenza in Spagna: "Uno spettacolo, è stato un viaggio indimenticabile in aereo, presenza molto importante".

Un pensiero sui figli, entrambi calciatori: "Non ho mai imposto niente, è venuto spontaneo: gli è sempre piaciuto. Andando avanti, per loro è stato anche un cognome pesante, ma penso di avere soddisfazioni: Andrea ha avuto sfortuna, era più forte di me e di Daniele. Daniele ha battuto tutti i record del Cagliari, ora fa il responsabile della Primavera e guai a chi gli tocca Cagliari. Son contento perché ha messo a tacere tanta gente, i paragoni sono stati tanti".