GASPORT (BOLDRINI) - Le foto che lo hanno immortalato in slip dopo Bordeaux-Valenciennes troneggiavano ieri sui giornali francesi: eppure riesce difficile immaginare un Yoann Gourcuff in mutande. Gioca nei girondini, il cartellino è di proprietà del Milan, si sta facendo sotto il Bayern che vorrebbe affiancarlo a Ribery. Ma la premessa per intervistare Gourcuff è il divieto assoluto di parlare del futuro. Questa clausola lascia intendere due cose: il ragazzo non vuole commettere errori e non ha ancora ben in testa che cosa fare della carriera. Il suo cognome in bretone significa «uomo dolce», ma il Gourcuff pubblico è piuttosto aspro.
Roma-Bordeaux martedì vale gli ottavi di Champions: è la partita più importante della sua carriera?
"No, è semplicemente una partita affascinante da vincere a tutti i costi se vogliamo proseguire la corsa in Europa".
Perché sfida affascinante?
"Roma e Bordeaux sono due squadre che amano il bel gioco. Garantiamo sempre lo spettacolo".
Laurent Blanc, il vostro allenatore, ha detto: "Per vincere a Roma dobbiamo difenderci bene".
"E' la regola del calcio: se ti difendi bene, hai qualche possibilità in più per vincere".
La Roma non è la squadra in crisi che giocò a Bordeaux due mesi fa.
"La Roma in crisi nel nostro stadio vinse 3-1. Quella sera mostrò le qualità che fanno grande una squadra: cinismo e praticità. La Roma attuale è diversa anche perché è cambiato il modulo".
Totti è tornato ai suoi livelli: è il pericolo numero uno?
"Totti è il simbolo della Roma. E' il leader che trasmette sicurezza alla squadra. Ma nella Roma ci sono altri campioni".
I nomi?
"Baptista, De Rossi, Pizarro e Mexes".
Menez ha detto di voler tornare in Francia perché a Roma gioca poco (ma ha segnato proprio ieri...): avendo vissuto lo stesso problema nel Milan, potrebbe essere una decisione corretta?
"Chiedetelo a lui. Io dico solo che Menez è bravo. Lo conosco bene perché abbiamo giocato insieme nell'Under 21".
Che cosa non ha funzionato per Gourcuff al Milan?
"Non rispondo".
Che cosa le ha dato l'esperienza al Milan?
"Ho cercato di rubare il mestiere a molti compagni. Il Milan è stato una grande scuola".
Ha mai sentito in questi mesi Ancelotti?
"No, mai".
Giusto il Pallone d'oro Cristiano Ronaldo?
"Sì. Ha segnato 42 gol ed è stato spesso decisivo".
C'è un Pallone d'oro nei sogni di Gourcuff?
"Non mi pongo questi obiettivi. Io vado in campo e gioco".
In Francia è considerato l'erede di Zidane: le pesa il confronto?
"Etichetta giornalistica. Ogni giocatore ha la sua storia".
Perché rifiuta quasi sempre di essere intervistato?
"Perché preferisco parlare sul campo. Non amo la vetrina".
Bordeaux, Milan, Bayern: c'è l'imbarazzo della scelta per il suo futuro.
"La saluto, arrivederci".