Atalanta, Gasperini: “Mancini e Cristante si sono inseriti bene nella Roma, diventare top in queste squadre è difficile...”

15/02/2020 alle 11:39.
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SPORTWEEK - L’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini ha rilasciato un’intervista al settimanale de ‘La Gazzetta dello Sport’, dove parla del suo club ma anche del futuro dei giovani calciatori italiani. Queste le sue parole:

Vorrebbe fare, prima o poi, una nuova esperienza in una società più grande?
Da una parte sì, ma dall’altra metto molti più paletti di prima. Sono in una situazione veramente privilegiata. Schiodarmi da qui non sarà facile…

Dove può arrivare questa Atalanta?
Noi, in questi anni, gli obiettivi ce li siamo costruiti strada facendo. (...) Il campionato quest’anno è strano, abbiamo fatto molto bene e potevamo avere, alla fine del girone di andata, dei punti in più. Abbiamo conosciuto, diciamo così, diversi episodi non fortunati. Pensi all’infortunio di un giocatore come Zapata. Alcune squadre come Napoli, Milan, Torino, Fiorentina hanno faticato, anche se sono certo che potranno migliorare, di qui in avanti. A me piacerebbe, a fine stagione, rimanere in Europa. Arrivare nuovamente in Champions sarebbe, per noi, quello che, per altre, è vincere uno scudetto.

Molti giocatori forti nella sua Atalanta poi si sono perduti in squadre più forti. Come mai?
È sempre difficile il passaggio nelle grandissime squadre. Alcuni si sono inseriti molto bene. Penso a Bastoni nell’Inter o a Mancini, e anche a Cristante, nella Roma. Diventare top in queste squadre è difficile. Se arrivano in grandi società è perché sono giocatori di valore. Altri sono rimasti invischiati nelle difficoltà delle loro squadre.

Chi le piace dei giovani italiani?
Emerge una bella generazione. Mancini sta facendo un grande lavoro. Non so quanto potremo essere competitivi a breve, ma il materiale c’è. Forse non è esploso il talento d’attacco eccezionale, il Baggio, il Totti, il Del Piero di questi tempi. Ma ci sono Zaniolo (al quale faccio un augurio affettuoso), Chiesa, Barella… Tanti ragazzi che portano alla ribalta una nuova generazione. E poi vanno bene anche le nazionali giovanili. L’Italia, con la passione che fin da bambini si ha per il calcio, ha una base larga. Se si lavora bene, come sta facendo Mancini, potranno nascere fior di giocatori e fior di squadre.