Roma-Spal: ancora una volta vietato all'Olimpico il volto di Federico Aldrovandi (FOTO)

20/10/2018 alle 20:47.
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Proprio ieri Lino Aldrovandi, papà di Federico, ucciso durante un fermo di polizia il 25 settembre del 2005, era intervenuto a Rete Sport augurandosi che in occasione della partita di oggi tra Roma e Spal non fosse proibito l'ingresso allo stadio di bandiere raffiguranti il volto del proprio figlio, perché "quell'immagine è pace, non è guerra". Ma così non è stato perché un gruppo di tifosi spallini, con indosso una maglietta con la scritta "Ovunque tu sarai un coro sentirai"  e con il volto di Federico, è stato fermato dalle forze dell'ordine che hanno invitato i sostenitori ferraresi di svestirsi di quella maglia. Al contrario, nella , è stata permesso di affiggere l'immagine di Aldrovandi sulla vetrata del settore 20, dove di solito risiede il gruppo dei Fedayn. 

Poco dopo è arrivato anche il pensiero di Lino Aldrovandi che, attraverso un post pubblicato sul proprio profilo , ha commentato così la notizia: "Che dire, spiace veramente per quei ragazzi che dopo centinaia di km e sacrifici, oggi si sono visti costretti a non assaporare insieme a Federico, una vittoria sportiva. Null’altro che una vittoria sportiva. Ai solerti funzionari vorrei dire loro che Federico oggi non c’era perché ucciso senza una ragione un 25 settembre 2005 da 4 persone in divisa (loro colleghi?), e forse oggi avrebbe potuto anche esserci, in carne ed ossa. Quelle magliette, quella bandiera con quel volto, danno così tanto fastidio? Sono le regole si dirà. Ma allora se un giorno decidessi personalmente di andare allo stadio, o magari, perché no, a teatro, o al cinema, o in piazza con la maglia raffigurante l’immagine di mio figlio, me lo impedirebbero fino a negarmi di tenermi addosso mio figlio? Non pensa qualcuno forse di aver già fatto abbastanza male?
Nessuno ha mai chiesto a quei ragazzi alcunché. Quella bandiera, quelle magliette sono un qualcosa che è nato spontaneamente dai loro cuori e dalla loro anima, ed io a chi parla con il cuore magari continuando a tenermi la mano, avrò sempre nei suoi confronti un sentimento grande di riconoscenza umana, di quell'umanità che certuni non riescono ancora a capirne il significato. Nessuna offesa ad alcuno, perché Federico così vorrebbe. Grazie"