Maranza (preparatore Chievo): "Correrete come bestie fino alla fine"

04/12/2008 alle 14:30.

IL ROMANISTA (RICCARDI) - «La Roma ha ritrovato se stessa, sono sicuro che da qui alla fine dell’anno calcistico volerà». Detto da uno che conosce bene lo spogliatoio (e i giocatori) della Roma, allora ci si può fidare. Lui è Ugo Maranza, preparatore atletico nella stagione 2004/2005, arrivato con Delneri in autunno, rimasto pure con Bruno Conti nel finale di campionato. E sabato sarà un avversario, perché ora è nello staff del Chievo di Iachini. Ma il suo cuore sarà dalla parte giusta. La nostra.



La squadra di Spalletti è tornata a correre, proporre gioco e fare risultati come una volta. Ci sono i presupposti per arrivare in questo stato di forma fino a maggio?


«Penso proprio di sì. Conosco bene Paolo Bertelli, da tanti anni, e lo ritengo uno dei professionisti più preparati e discreti nel nostro ambito. Se è tornata la convinzione e l’autostima degli anni passati, le gambe risponderanno fino all’ultimo. E poi i ragazzi sono gli stessi che ho allenato io: gente come Perrotta, Brighi, , Aquilani, lo stesso , è gente tenace, che saprà sopperire pure nei momenti di difficoltà. A proposito di Francesco, ma voi avete visto che struttura fisica ha? Ha subito due infortuni così gravi ed è tornato sempre ai suoi livelli, se non superiori. Non è un fenomeno solo tecnicamente, anche fisicamente».



Sabato avrà l’occasione per salutarli tutti. Che Roma si aspetta?


«Mi aspetto delle bestie. Ho visto qualche filmato delle gare precedenti e ho notato un gruppo in salute, che vorrà vincere la partita. Noi, però, non partiamo battuti, vogliamo ripeterci dopo l’impresa di Udine. Credo proprio che assisteremo a uno spettacolo divertente».



Che ricordi le ha lasciato l’esperienza nella Capitale?

«Sono rimasto affascinato, tornerei anche domani, poi per un romanista come me è stato il massimo».



Prego?


«Ha sentito bene, sono romanista, solo che non ho voluto mai rendere pubblica la mia fede per non passare da ruffiano. Il primo giorno che entrai nello spogliatoio e misi addosso la maglia con la lupa sul cuore, provai un brivido unico, che solo chi è tifoso veramente può capire. Questo resta uno dei ricordi più belli della mia carriera, pari a quando col Chievo venimmo promossi in serie A nel 2001».