Conferenza stampa, MOURINHO: "Non è la Roma di Mou ma quella dei romanisti. Tra 3 anni mi immagino a festeggiare". TIAGO PINTO: "A fine mercato avremo una squadra degna di lui" (FOTO e VIDEO)
AltreDurante la domanda, Mourinho si alza e va a togliere i teli dalle vetrate vicine al tavolo della conferenza stampa. "Ho dovuto già cambiare telefono 3 volte perché non so come ma trovate sempre il numero. Scherzi a parte, è fantastico, è incredibile, per qualcuno che ha lavorato già in Italia, quando non sei qui ti manca, per chi pensa calcio per 24 ore, ti manca. C'è un lavoro da fare nel club ma noi dobbiamo concentrarci su questo, con tutto il rispetto per voi. Tutti sanno che non sono una persona troppo simpatica quando lavoro e magari non sarà così un piacere per voi, perché io vado a difendere il mio club e voglio che alcune cose rimangano interne"
"Conoscere il gruppo, perché non cambiano delle cose quando non siamo ancora consapevoli di quello che c'è all'interno del gruppo. Ovviamente ci sono principi fondamentali, che non sono negoziabili. Oggi c'è il primo giorno di allenamento e i calciatori devono capire come lavoriamo noi ed è molto semplice: tutto quello che non è al 100% non va bene e parliamo solo dell'allenamento. Tu parli dei giocatori e io invece parlo di tutti quelli all'interno del club, la quarantena mi ha permesso di stare dentro al centro sportivo e parlare con le persone. Ho visto una gioia terribile di tutti di lavorare insieme, di dare tutte le condizioni possibili per lavorare e questo è incredibile"
"Non ho parlato con nessuno. Parlo con Tiago, tu puoi pensare che sia vero o meno ma ti dico la verità, non ho parlato con nessuno. Con Tiago, con la proprietà, con persone del club di diverse aree ma con nessun giocatore"
"In questo senso, la prossima sfida è sempre la più importante della mia carriera. E ovviamente lo è in questo caso. Quando parli del campionato italiano però stiamo parlando come minimo di una nazione almeno finalista degli Europei. E la maggior parte di quei giocatori gioca in Italia, se non è visto dall'estero come un campionato principale la responsabilità è nostra e tutti abbiamo la necessità di fare qualcosa in più. Io lavoro per la Roma ma in maniera indiretta anche per il calcio italiano e se possiamo fare qualcosa in più, dobbiamo farlo"
"Ti voglio rispondere alla domanda perché non ti devo dire quello che faccio all'interno del mio club. Se entriamo in questa dinamica, scusa ma sarò antipatico, non condivido quello che faccio all'interno del club. La questione del capitano dovranno saperla prima i giocatori di voi"
"Prima di tutto siamo molto felici di avere questi giocatori in una Nazionale che sta facendo molto, molto bene in Nazionale. Anche se non ho mai lavorato con loro, li sento già come i 'miei' giocatori. La Nazionale è piena di giocatori di talento, Cristante ha avuto meno spazio ma Mancini ha un grande rispetto del giocatore perché in ogni momento di difficoltà delle partite Cristante è stato lì ad aiutare. Credo sia un giocatore di personalità che aspetto a braccia aperte, Spinazzola è incredibile perché è arrivato con gioia al centro sportivo nonostante un infortunio tremendo. E' una situazione dura per lui ma anche per noi. Abbiamo un ragazzo giovane come Riccardo Calafiori che deve lavorare molto ma sarà un giocatore della prima squadra"
Risponde Tiago Pinto: "Mi aspettavo queste domande di mercato, abbiamo fatto un'analisi della squadra, sappiamo tutti di cosa abbiamo bisogno, stiamo lavorando ogni giorno per trovare la soluzione ma l'analisi è stata fatta, sicuramente alla fine del mercato avremo una squadra degna di Mourinho"
"Sono l'allenatore della Roma, prima di tutto. Non voglio essere nulla di più perché c'è tanto da fare qui e devo concentrarmi su questo. Se come conseguenza del nostro lavoro, nel club, possiamo dare qualcosa in più nel calcio italiano, è fantastico. Per difendere i miei farò di tutto, per cercare io dei problemi ovviamente no. Mi voglio divertire e penso possiamo farlo tutti ma non ho tempo per cercare altro però ripeto: per difendere la mia squadra, la mia società, siamo qui"
"In maniera molto pragmatica, noi vogliamo vincere la prima partita ufficiale che sarà in Conference League probabilmente. Questa società e questa squadra, ogni giorno, deve essere migliore. Obiettivamente, parlando della struttura fisica che abbiamo a Trigoria è già diversa e migliore da quando sono arrivato il primo giorno qui. Poi la struttura funzionale, quella umana. C'è tanto lavoro ancora da fare, a partire da oggi l'obiettivo è questo: ogni giorno dovremo essere una squadra migliore"
"Niente. I miei ultimi 3 club: scudetto col Chelsea, 3 coppe col Manchester United, una finale col Tottenham. Quello che per me è un disastro, magari qualcuno non lo ha mai fatto nella vita"
"Prima di tutto non voglio la Roma di Mourinho, voglio la Roma dei romanisti. Sono uno di più. Niente di più. Se vuoi parlare della Juve di Max, del Napoli di Spalletti o la Lazio di Sarri puoi farlo ma la Roma di Mourinho non mi piace"
"Non penso in questa maniera. C'è una cosa da cui non possiamo scappare, abbiamo chiuso il campionato 29 punti dietro lo scudetto e 16 punti dietro il 4° posto. Non possiamo scappare da questo ma prima di tutto vogliamo capire il perché. Ovviamente parliamo di tempo, è stata una parola chiave nel primo incontro con la proprietà, è una parola chiave in questo progetto, poi se possiamo accelerare questo processo, meglio. Questa è la mia natura e vorrei che tutti all'interno del club avessero questa mentalità"
"Voi parlate sempre di titoli, noi parliamo di tempo, progetto e lavoro. Titoli è una parola troppo facile, poteva essere una promessa molto facile. Tu parli di titoli, noi parliamo di tempo, di lavoro, di progetto, di migliorare. Poi i titoli arriveranno. La proprietà non vuole un successo isolato, vogliono arrivare lì e rimanere lì. Questo è più difficile, perché in maniera isolata è più facile. E' ancora più facile se tu vinci e non paghi gli stipendi..."
"Dobbiamo capire, dobbiamo comunicare, analizzare. Ho una squadra tecnicamente fantastica, che mi piace molto, con tanto talento e passione. Abbiamo giocatori che hanno lasciato situazioni confortevoli in altri club per venire da noi, dobbiamo lavorare tanto e capire tutte queste cose. Zaniolo ha un talento fantastico come altri all'interno della squadra, sappiamo cos'è successo sugli infortuni, dovremo trovare all'interno della dinamica della squadra il suo habitat naturale"
"Abbiamo un'idea ovviamente ma deve essere lavorata ogni giorno e come possa far esprimere i giocatori al massimo. Dobbiamo mettere i giocatori in situazioni confortevoli, facendoli giocare in una maniera che non piace a loro. Il modo migliore di giocare per una squadra è quello in cui i giocatori si sentono a loro agio. Durante la partita oggi devi avere la capacità di cambiare, tu puoi giocare in un modo quando hai il pallone e in un altro quando non ce l'hai. All or nothing? Non l'ho visto però sì perché noi eravamo naturali. La prima/seconda settimana tu sei preoccupato e lo sai però poi dopo sei naturale, nello spogliatoio dopo la partita sei quello"
"Ci sono allenatori nelle storie del club che tu non devi paragonare mai. Qui, per esempio, non puoi paragonare nessun con Liedholm o Capello. Quando parli dell'Inter, nessuno può essere paragonato a me o Herrera. Ronaldo non deve preoccuparsi, se giocassi difensore centrale forse, perché lo picchierei"
"Festeggiando. Cosa? Non lo so ma festeggiare"
"Giuseppe"
APPENA ARRIVATO

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