Stadio Roma, Grancio-Fassina: "Si renda noto il parere dell'avvocatura". Palumbo (Pd): "Sembra il terzo segreto di Fatima"

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martedì, 16 aprile 2019 alle 4:20
tor di valle vista aerea progetto
La commissione capitolina allo Sport ha rinviato l'espressione del parere sulla delibera presentata dai consiglieri di opposizione Stefano Fassina e Cristina Grancio per l'annullamento in autotutela del pubblico interesse sullo stadio della Roma a Tor di Valle. Grancio, ha letto in commissione il parere di Andrea Magnanelli dell'avvocatura capitolina
«ricevuto e secretato dalla sindaca Raggi», ha detto la consigliera ex-M5S. «La scelta di realizzare un impianto del tutto nuovo in un'area non edificata - ha letto Grancio in commissione - richiede un'adeguata motivazione [...] In caso di mancata motivazione l'intero procedimento si porrà a rischio annullamento nelle competenti sedi giuridiche. Nella deliberazione in esame e nello studio di fattibilità la questione non viene minimamente trattata con evidenti violazioni degli obblighi di motivazione se non anche con violazione di legge».
«Se ciò che sto divulgando non dovesse corrispondere al vero - ha continuato Grancio - allora mi denunciassero per falso. Il problema invece è che non mi sono inventata niente ed è dovere della maggioranza rendere pubblico il parere dell'avvocatura capitolina». Stefano Fassina, capogruppo di Si in Campidoglio e cofirmatario della delibera ha sottolineato che: «l'avvocatura non dovrebbe essere un organo al servizio della maggioranza e non può entrare nella discussione politica di un'amministrazione».
«Sembra il terzo segreto di Fatima questo ormai misterioso parere dell'Avvocatura sullo Stadio della Roma firmato da Andrea Magnanelli. Tutti ne parlano ma pochi sembra lo abbiano letto. Eppure quel parere è stato un documento decisivo, che ha guidato le scelte della Giunta comunale sulla decisione di andare avanti nell'iter di realizzazione dello Stadio. La Commissione Trasparenza ha da tempo acceso un faro su questa vicenda e continuerà ad occuparsene. Abbiamo già effettuato una procedura di accesso agli atti e ne faremo una seconda». Lo dichiara in una nota il presidente della commissione capitolina Trasparenza Marco Palumbo. «L'amministrazione comunale ha il dovere di rendere pubblici gli atti che riguardano le procedure amministrative. Se la Giunta ostacola la diffusione di questo parere, allora deve motivarne le ragioni. Siamo sicuri che l'amministrazione comunale abbia il potere - amministrativamente parlando - di secretare un atto firmato da un avvocato comunale?».

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