Sensi-Unicredit: ecco la firma. E ora si vende

26/07/2010 alle 23:44.

Rosella Sensi firma. Italpetroli azzera il debito. E UniCredit si assume l'impegno di trovare un compratore per l'As Roma. Si chiude così il contenzioso tra la famiglia Sensi, da 17 anni alla guida del club giallorosso, e la banca di Alessandro Profumo su quei 325 milioni di euro ereditati in seguito all'acquisizione di Capitalia (oltre gli 80 milioni verso Mps). La giornata si è svolta sull'asse Roma-Milano, con Rosella che è volata nel capoluogo lombardo accompagnata dall'avvocato Antonio Conte

Il tutto mentre nella capitale si è svolta l'udienza davanti al collegio arbitrale presieduto da Cesare Ruperto che ha deciso di rinviare la sentenza all'11 ottobre. Lasciando l'udienza l'avvocato di UniCredit, Francesco Carbonetti, ha sottolineato che «l'accordo è stato firmato a Milano ed è in linea con la puntuazione», ovvero con la lettera d'intenti siglata lo scorso 8 luglio. Sempre a Roma poi sono arrivati in serata da Ruperto anche i legali della famiglia Sensi, Agostino Gambino e . In particolare, l'accordo prevede che, per rientrare del debito, i Sensi cedano la holding Italpetroli (che controlla il 67% del club giallorosso), mentre il pacchetto azionario dell' As Roma confluirà in una società appena costituita, Newco Roma, che sarà controllata dalla famiglia al 51%, mentre Unicredit deterrà il restante 49 per cento. Alla famiglia resteranno comunque una serie di asset dal valore di circa 30 milioni di euro. Come comunicato a inizio luglio Newco Roma «avrà l'obiettivo prioritario di procedere alla valorizzazione e alla vendita (...) del pacchetto di controllo dell'As Roma». Le parti avrebbero riconosciuto un valore della squadra intorno ai 150 milioni di euro. E nel caso in cui la vendita, attraverso l'advisor incaricato Rothschild, dovesse generare un incasso superiore ai 100 milioni, ai Sensi andrebbe un riconoscimento pari al 5% dell'eccedenza. Al momento però non si vedono acquirenti all'orizzonte. Si sono fatti molti nomi: da possibili fondi americani al re della tachipirina Francesco Angelini, senza scordare l'imprenditore romano Tonino Angelucci e i diversi sceicchi o il gigante russo Gazprom. Ma sul tavolo di Unicredit non sono arrivate ancora manifestazioni d'interesse vere e proprie.