Non solo la tessera del tifoso «è necessaria» ma servono anche «pene più severe» per gli ultrà che si rendono responsabili di violenze nel corso degli incontri di calcio. Risponde così il segretario del Sindacato autonomo di polizia (Sap) Nicola Tanzi, al vice capitano della Roma Daniele De Rossi
«È ora di mettere mano ad una norma di legge - ribadisce il Sap - che aggravi la pena e che non consenta la sospensione condizionale della pena per chi si rende protagonista di incidenti e violenze durante le manifestazioni sportive».
Con le sue parole De Rossi ha dimostrato «poco rispetto nei confronti di chi rischia la vita, per garantire la sicurezza dei cittadini e anche per far arricchire quelli come lui». È duro anche il commento del segretario generale del Siulp, Felice Romano, alle parole del centrocampista delle Nazionale che ha criticato la tessera del tifoso, invocando invece «una tessera del poliziotto».
De Rossi, dice ancora Romano, «farebbe bene a se stesso e a tutti gli altri campioni, che vengono pagati profumatamente per poche ore di lavoro a settimana e che sono simboli per i giovani, a ricordarsi che i primi a dare l'esempio in campo, visto quello che è accaduto nelle ultime partite, dovrebbero essere proprio loro». I poliziotti però, «a differenza di De Rossi, non generalizzano - prosegue Romano - nè sono abituati a condannare un'intera categoria a fronte di centinaia e centinaia di partite per un solo episodio accaduto». Al vicecapitano delle Roma dunque, conclude il Siulp, «servirebbe non solo il ritiro della Nazionale ma anche un ritiro spirituale, dove imparare a trasmettere il rispetto verso il prossimo».




