INTER CHANNEL - La stagione è ancora lunga, ci sarà da lottare. E occhio alla Roma. Dal ritiro di Abu Dhabi, Javier Zanetti esorta l'Inter a tenere la guardia alta anche nel 2010. I nerazzurri chiudono il 2009 con il solido primato in classifica: Milan e Juventus sembrano lontane, ma i giochi non sono ancora fatti. Anche perchè, alle spalle delle prime 3, riemerge in maniera prepotente la Roma.
Le vacanze sono durate poco. «È bello ritrovarsi, ma in realtà è come se non ci fossimo mai lasciati. Il periodo di ferie è stato breve e siamo sempre rimasti in contatto fra noi. Questo è lo spirito di questo gruppo», sottolinea Zanetti. La squadra ha lasciato l'Italia per riaccendere il motore. «Lavorare al caldo fa certamente bene, in Italia le temperature in questo periodo dell'anno sono rigide e quindi aumentano i rischi. Però dovremo fare attenzione al rientro del 3 di gennaio, per assimilare bene lo sbalzo climatico. Comunque, siamo oramai abituati e organizzati per questo», spiega Zanetti.
Difficile distinguere gli obiettivi personali da quelli della squadra. Coincidono. «La mia mentalità - ribadisce - non cambia mai. Lavoro per essere a disposizione dell'allenatore e quindi utile alla squadra. È vero, arrivo da stagioni nelle quali non mi sono mai fermato, però non mi sono mai chiesto che cosa farò se un giorno dovessi essere meno utilizzato», dice lo 'stakanovista'. «Non me lo sono chiesto perchè la mia mentalità non cambierà: a disposizione dell'allenatore per essere utile alla squadra quando servirà», prosegue. La squadra di Josè Mourinho deve «continuare sulla strada tracciata nella prima fase della stagione; i traguardi sono ancora lontani da raggiungere; in campionato abbiamo un discreto vantaggio in classifica, però sono convinto che tutte le squadre cercheranno di far meglio, penso anche alla stessa Roma, che ha fatto un buon filotto di risultati ed è risalita; la Roma è un avversario forte e, con Luca Toni, lo sarà ancora di più».
Zanetti dedica un pensiero anche al Banfield, il club nel quale si è formato, che ha vinto il primo titolo della sua storia (l'Apertura 2009) e ha invitato il capitano nerazzurro a ritornare 'a casa' per disputare la Libertadores. «Ero, sono e sarò sempre un tifoso del Banfield - ricorda Zanetti- e mi ha fatto molto piacere la loro dimostrazione di attenzione e affetto vuol dire che ho fatto qualcosa di buono anche all'inizio della mia carriera. Però del Banfield resto solo un tifoso».