RADIO RADIO - Ieri cè stata una riunione del tavolo tecnico tra Ministero, Comune di Roma e la Regione. Nel corso di questa riunione sia Comune che Regione hanno ammesso in maniera inequivocabile che non hanno nelle mani alcun progetto relativo allo stadio. Ho letto le parole del sindaco Alemanno, ma evidentemente ha delle informazioni parziali. Nessuno di noi ha visto alcun progetto. Cè stata una conferenza nel corso della quale sono state mostrate delle immagini che non costituiscono il progetto.
Due stadi nuovi? Assolutamente no. Sono favorevole ad un nuovo stadio condiviso tra Roma e Lazio. Chi paga poi? Dicono i privati. Ma di solito i privati fanno anche i lavori urbanistici. La scelta della conferenza stampa si è rivelata una scelta erronea. Il primo passo è stato sbagliato. Da quello che so larea della Monachina è vincolata sotto il profilo paesaggistico, il ptp. Adesso la Regione Lazio dovrà approvare il ptpr che cuce tutti i 12 ptp del Comune di Roma. La nuova zona è stata declassata ad area agricola, non edificabile. Servirebbe una variante urbanistica. Servirà un accordo di programma che potrebbe durare a lungo, ma prima servono le carte del progetto. Se ci sono persone serie alla guida di questo tutto si potrà risolvere il più velocemente possibile. La Roma sta attraversando un momento delicato, ci sono i conti economici che sono noti. Questo progetto è calato come un astronave in un clima che era incandescente. Il momento è stato però sfortunato. Servivano nervi saldi e testa sulle spalle da parte della società. Ci doveva essere un minimo di profilo condiviso, poteva essere presentato a dicembre come regalo di Natale ai tifosi. La Roma è una società quotata in borsa, tutto quello che fa può essere un boomerang. Può diminuire la credibilità della società. Perciò stiamo parlando di aria fritta di panna montata".



