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Neri (preparatore nazionale inglese): "In Italia si svolge poco lavoro di prevenzione"

19/03/2009 alle 17:51.

TUTTOSPORT - I numeri sono im­pietosi: 61 infortuni la Juve, 49 la Roma, senza tralasciare In­ter e Milan che arrivano a ruo­ta. I numeri tradiscono una mancanza. Così le squadre ita­liane hanno pagato dazio e so­no uscite dalla Champions, ac­cusando una moria di ko. Così il campionato del Belpaese è anche il campionato dove vin­ce chi limita i danni (in ogni senso). Numeri, già. Numeri che dicono e accusano. C’è uno spetta­tore (dis)interessato che conti­nua a vivere nella capitale ma che si occupa dell’Inghilterra di Fabio Capello. Si chiama Massimo Neri, è il preparato­re atletico dei Leoni di Sua Maestà ed è anche un ex di Ju­ve e Roma. E siccome sabato si gioca proprio il big match... «Bianconeri e giallorossi han­no raggiunto il record - ha det­to ai microfoni di Radio Capi­tal -.

La svolta negativa. «Troppi infortuni, mentre una volta si contavano sulle dita di una mano. Per­ché? Intanto, ci potrebbe esse­re una carenza del lavoro di base che di solito va svolto in preparazione precampionato. Adesso le squadre lavorano poco in preparazione perché vogliono partire forti, chi ha i preliminari, chi vuole mettere il turbo in campionato, chi ha vari impegni pressanti. Si tra­scura a mio avviso un aspetto fondamentale che poi si por­terà appresso durante l’intera stagione, un errore al quale difficilmente si può porre ri­medio. Si svolgono pochi lavo­ri di potenza aerobica e pochi lavori di forza. Ovvero la base per una stagione anche di no­ve- dieci mesi. Questo è il pri­mo limite per una lunga anna­ta da sostenere».

Altri nei. «Si svolge poco lavo­ro di prevenzione. Ma è fonda­mentale per i club del livello top, quelli che devono giocare in , campionato, Coppa Italia e per di più han­no giocatori impegnati nelle varie nazionali. Loro hanno poco tempo a disposizione per l’allenamento. Servono sedute differenziate e di prevenzione: vengono fatte? Mi risulta ci sia poco controllo dell’allenamen­to da parte dei responsabili. Gli strumenti non mancano...».