TUTTOSPORT - I numeri sono impietosi: 61 infortuni la Juve, 49 la Roma, senza tralasciare Inter e Milan che arrivano a ruota. I numeri tradiscono una mancanza. Così le squadre italiane hanno pagato dazio e sono uscite dalla Champions, accusando una moria di ko. Così il campionato del Belpaese è anche il campionato dove vince chi limita i danni (in ogni senso). Numeri, già. Numeri che dicono e accusano. Cè uno spettatore (dis)interessato che continua a vivere nella capitale ma che si occupa dellInghilterra di Fabio Capello. Si chiama Massimo Neri, è il preparatore atletico dei Leoni di Sua Maestà ed è anche un ex di Juve e Roma. E siccome sabato si gioca proprio il big match... «Bianconeri e giallorossi hanno raggiunto il record - ha detto ai microfoni di Radio Capital -.
La svolta negativa. «Troppi infortuni, mentre una volta si contavano sulle dita di una mano. Perché? Intanto, ci potrebbe essere una carenza del lavoro di base che di solito va svolto in preparazione precampionato. Adesso le squadre lavorano poco in preparazione perché vogliono partire forti, chi ha i preliminari, chi vuole mettere il turbo in campionato, chi ha vari impegni pressanti. Si trascura a mio avviso un aspetto fondamentale che poi si porterà appresso durante lintera stagione, un errore al quale difficilmente si può porre rimedio. Si svolgono pochi lavori di potenza aerobica e pochi lavori di forza. Ovvero la base per una stagione anche di nove- dieci mesi. Questo è il primo limite per una lunga annata da sostenere».
Altri nei. «Si svolge poco lavoro di prevenzione. Ma è fondamentale per i club del livello top, quelli che devono giocare in Champions, campionato, Coppa Italia e per di più hanno giocatori impegnati nelle varie nazionali. Loro hanno poco tempo a disposizione per lallenamento. Servono sedute differenziate e di prevenzione: vengono fatte? Mi risulta ci sia poco controllo dellallenamento da parte dei responsabili. Gli strumenti non mancano...».




