GASPORT - Strana la vita. Appena tre giorni fa Francesco Totti aveva detto che gli piacerebbe presto giocare in uno stadio di proprietà della Roma e invece non sapeva di farlo ormai da una quindicina d'anni. Già, perché la nuova casa della squadra giallorossa potrebbe essere quella vecchia: cioè l'Olimpico. Ovviamente, però, l'ingresso non sarebbe più da affittuari (a dire il vero graditissimi), bensì da padroni di casa, seppure in condominio col Coni. Insomma, dietro i (presunti) ritardi con cui si sta muovendo la dirigenza giallorossa sul fronte dei progetti per un nuovo impianto, si è rispolverato un piano che pareva accantonato: l'Olimpico.
I motivi sono tanti. Se è vero che le aree a cui si pensa per il un nuovo stadio sono 4 come dice Alessandro Cochi, delegato allo Sport per il Comune , c'è da dire che nessuna (da Tor Vergata alla Magliana) convince fino in fondo. Non solo. Per costruire un impianto "da Roma" c'è bisogno di finanziamenti importanti, cioè di partner più o meno invadenti, visto che la situazione economica della famiglia Sensi non lascia ipotizzare investimenti in proprio. E allora pare tornare in scena l'antico progetto: creare una joint venture con il Coni che consentirebbe al club di patrimonializzare una quota (da trattare) del valore dell'Olimpico stadio ormai a 5 stelle , che può aggirarsi attorno ai cento milioni. La dismissione di alcuni uffici delle federazioni già cominciata, permetterebbe in prospettiva di pensare a spazi dedicati al business destinato a tifosi e famiglie.




