IL ROMANISTA (D.GIANNINI) - Siamo a quota 210. Tanti sono i gol realizzati da un immenso Francesco Totti con la maglia della Roma. Con la rete di ieri (la prima in casa dopo 9 mesi) quelli in Serie A sono diventati 169. Alla faccia di chi diceva che, dopo il secondo grave infortunio della sua carriera e con 32 anni, avesse già imboccato il viale del tramonto. E invece il capitano è lì, più forte di sempre. Non è unesagerazione, ma la fredda analisi dei numeri della sua stagione, migliori addirittura di quelli del 2006-2007, quando si aggiudicò il titolo di capocannoniere..
Alla faccia di chi diceva che, dopo il secondo grave infortunio della sua carriera e con 32 anni, avesse già imboccato il viale del tramonto.
E invece il capitano è lì, più forte di sempre. Non è unesagerazione, ma la fredda analisi dei numeri della sua stagione, migliori addirittura di quelli del 2006-2007, quando si aggiudicò il titolo di capocannoniere
con 26 centri e la Scarpa doro. Era il campionato successivo al mondiale di Germania e Francesco era reduce dal crac alla caviglia del febbraio dello stesso anno. Ma partì titolare sin dalla prima giornata giocando sempre per la necessità di recuperare la condizione migliore. Ci mise sette turni per ritrovare il gol in campionato (il 22 ottobre contro il Chievo), poi di fatto non si fermò più.
Questanno, ancora una volta reduce da un terribile trauma, è entrato per la prima volta nel tabellino dei marcatori a Udine, ovvero allottava giornata (26 ottobre). Ma con una bella differenza, perché di
queste otto partite lui ne ha giocate solo 3 (e nella prima, contro la
Reggina, appena 13 minuti). Nel 2006-2007 alla 14esima giornata
(quella appena disputata) Francesco era stato in campo per 1223 minuti,
realizzando 9 reti (ovvero una ogni 136), alla stessa giornata
del campionato in corso ha disputato solo 516, realizzando comunque
4 reti (una ogni 129). Dopo gli stessi 516 minuti, nellanno della
Scarpa dOro era ancora a quota zero. E la media gol? Due anni fu
di 0,64 a partita, ora è di 0,5 ma inserendo nel conteggio sia il match
con la Reggina (e i già citati 13 minuti) sia i 6 minuti della partita con
la Sampdoria sospesa per pioggia.
Numeri straordinari. E non è dunque un caso che la rinascita della
Roma sia coincisa con il suo ritorno a tempo pieno. Ormai viaggia
praticamente alla media di un gol a partita, e se non sono gol, sono
assist decisivi. A Bologna aveva segnato la rete del successo (poi cè
stato lincredibile autogol di Cicinho), con la Lazio è partito dai suoi
piedi il cross per il colpo di testa di Baptista, a Lecce oltre al cucchiaio
cè stato il passaggio-tunnel per l1-0 di Vucinic. Stesso discorso a
Cluj con la punizione e lispirazione per il 3-1 (tocco per Taddei che
ha servito Brighi). Ieri, poi, un gol (dedicato a Edoardo e Matteo, due
ragazzi che sono andati a trovarlo sabato a Trigoria), un palo e una
super parata di Frey a negargli un bottino di reti più ricco. Insomma,
il capitano è tornato a tutti gli effetti: fisicamente e moralmente. Basti
pensare a come è scattato in difesa di Cassetti (vittima di un bruttissimo
fallo) nel gelo romeno, o a come ieri dopo la sostituzione è
rimasto in piedi a vedere i 2 minuti più recupero che mancavano alla
fine di una partita fondamentale per risalire la classifica. Presente,
voglioso, determinato, con una forma (facendo i debiti scongiuri)
in costante ma inesorabile crescita. Un Totti così si può divertire
ancora per tanto tempo. E noi insieme a lui. Alla faccia di chi diceva
che era finto.