Olimpico dei sogni

11/12/2010 alle 10:49.

IL MESSAGGERO (A. ANGELONI) - Con Roma-Bari, l’Olimpico saluta i giallorossi (o viceversa). Arrivederci al nuovo anno, il 6 gennaio, quando arriverà il Catania. Saluti e baci. E’ stato bello, si dice in questi casi. Certo, poteva andare meglio, si aggiunge sempre. Del resto è sempre così. Tante belle vittorie, ma all’Olimpico ci sono state pure Roma-Sampdoria e Roma-Inter finale di coppa Italia. Emozioni anche quelle, che restano

L’Olimpico pesa nell’annata della Roma, soprattutto in questa stagione. Se non ci fosse lo stadio romano, chissà cosa sarebbe la squadra di Ranieri adesso. Quanto di buono fatto fin qui, profuma di quell’erba, di quelle zolle, di quegli spalti. Il re dell’Olimpico 2010 è Vucinic, ben dodici i gol del montenegrino, tutto compreso, campionato e coppe varie. Poi, Borriello, l’ultimo arrivato. Più i vari , Brighi, Toni e Totti: Francesco non segna su azione a Roma dalla gara con il Cagliari del 9 maggio scorso. Su azione, dicevamo. L’ultima rete all’Olimpico porta la sua firma: rigore in contro il Bayern Moncaco, altra sfida da trasmettere ai posteri.

Nel 2010 la Roma è tornata a imporre quella vecchia e famosa legge dell’Olimpico che, in tante occasioni, si è rivisto pieno e festante. In quest’anno ci sono state alcune partite che rimarranno per sempre impresse nella testa della gente, tifosi e appassionati di calcio. Si è esultato e sognato dopo quel gol di Toni lo scorso 27 marzo: l’Inter di Mourinho crolla davanti a settantamila spettatori davanti a una Roma che sembrava sempre più un carrarmato. , pareggio di Milito e, appunto, Luca Toni a dare la zampata finale. Stessa intensità qualche settimana dopo, quando si giocava sempre all’Olimpico un sentitissimo Lazio-Roma. La squadra di Reja voleva sgambettare i giallorossi, ci ha provato e ci stava quasi riuscendo. Invece, altra magìa e vittoria della Roma. Segna Rocchi, Floccari sbaglia il rigore: nel frattempo Ranieri aveva tolto dall’undici titolare capitano e vice capitano, e , che nella prima frazione si erano visti ben poco, così come tutta la squadra. Entra Menez e spacca in due la partita. Pareggia su rigore Vucinic e sempre Vucinic raddoppia su calcio di punizione.

Come detto, emozioni forti anche la sera di Roma-Sampdoria 1-2, la partita del crollo. Emozioni forti, in negativo. Una partita, sì anche questa, entrata nella storia giallorossa. Come non menzionare anche la spettacolare rimonta contro il Bayern. L’ultima giocata all’Olimpico e guarda caso l’ultimo successo della Roma, che come non mai quest’anno soffre in trasferta: una sola vittoria, in con il Basilea. Per il resto, più o meno quasi tutte batoste. Tranne quella con la Lazio, se la vogliamo considerare in trasferta, lo scorso 7 novembre. Vucinic, come detto, è il re di quest’anno romano. Dieci gol in campionato e due in Coppa Italia. Domani con il Bari ci sarà, anche se non sta benissimo, pare. Ieri ha abbandonato l’allenamento per un problemino muscolare (con botta sul ginocchio), ma assicurano non sia nulla di grave. Ci raccontano di un Vucinic un po’ imbronciato per qualche panchina di troppo. Bene. Non è l’unico, però. Poi c’è , che con il Bari potrebbe pure partire dalla panchina. Sarebbe un peccato, visto lo score contro il Bari: 10 reti in undici sfide con i biancorossi, quasi uno a partita. Bene, no? Benissimo. L’importante, visti i tempi, è che si giochi all’Olimpico.