LIVE - Coronavirus, Spadafora: "Sport pronto a ripartire quando sarà possibile". Malagò: "Non ci saranno risorse per aiutare tutti". Gravina: "Abbiamo già chiesto all'Uefa di poter sforare oltre il 30 giugno". Al vaglio della FIFA l’ipotesi di estendere i contratti di giocatori e allenatori

26/03/2020 alle 18:40.
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26 marzo 2020, 15° giorno dal momento in cui l'Italia è stata decretata interamente "zona rossa" e gli spostamenti limitati ulteriormente. Si continua a discutere, nel mondo dello sport, sulla possibilità e le eventuali tempistiche di una ripartenza del campionato. Tra i temi del momento, viste le difficoltà economiche che coinvolgono anche il pianeta calcio, i tagli allo stipendio dei calciatori.

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21.30 - Mentre l'emergenza coronavirus continua a bloccare i massimi campionati europei, in Italia si ragiona anche sul da farsi con le squadre di Serie B e C, che verranno pesantemente colpite a livello economico dallo stop delle partite. Per provare a risolvere questo problema l'idea sembra essere quella di mettere in cassa integrazione tutti i tesserati con stipendi inferiori ai 50mila euro. Inoltre sembra essere in esame anche la possibilità di creare un "Fondo Salva Calcio", con il quale la Figc destinerebbe risorse alla ripartenza dei club in crisi di liquidità.

(ilmessaggero.it)

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20.40 - Secondo quanto riportato dalla giornalista spagnola, Arancha Rodrìguez, l'ECA e la UEFA starebbe svolgendo degli incontri per delineare la strategia da adottare in merito al fair play finanziario, che a causa dell'emergenza coronavirus potrebbe portare conseguenze molto negative ai club.

20.00 - Il presidente del Torino Urbano Cairo è intervenuto ai microfoni dell'emittente satellitare soffermandosi sull'attuale situazione del calcio italiano in questi giorni di emergenza coronavirus. Queste le sue parole:

Sui calendari...
Secondo me va bene salvare i campionati e le coppe, ma andare troppo in là con i tempi e quindi andare oltre il 30 giugno sarebbe un problema perché si rischia di intaccare una stagione futura. Se parlassimo del 30 giugno vuol dire che ad agosto i giocatori riposeranno, poi si avrebbe un mese di preparazione e alla fine si andrebbe a giocare a metà ottobre. In questo modo si rischia di compromettere due stagioni. Cerchiamo di poter giocare e finire il campionato entro il 30 di giugno. Il contagio internazionale rischia di essere molto pericoloso. Non possiamo giocare a tutti i costi mettendo a repentaglio la salute di chi gioca e lavora o dei tifosi.

Difficile pensare di chiudere tutto entro il 30 giugno...
Lo penso anche io perché chiudere tutto entro il 30 giugno vorrebbe dire ricominciare ad allenarsi a partire dalla metà di aprile, quindi fra 20 giorni. Per come vedo le cose oggi penso sia un'ipotesi difficile. C'è anche il tema riguardo la salute economica dei club da fare. È importante trovare un punto di incontro affinché tutti i sacrifici vengano ripartiti un po' tra tutti e si possa ripartire con una nuova stagione. Oggi mi sembra più produttivo cercare di trovare delle soluzioni ipotizzando che non si possa finire, se poi le cose andranno meglio ben venga.

L'indebitamento del calcio italiano rischia di essere fatale con le perdite derivate dal Coronavirus. Cosa ne pensa?
L'indebitamento è un fatto innegabile, però siamo di fronte a un problema mondiale, che coinvolge tutti e oggi dobbiamo capire cosa ci consente di fare. L'indebitamento c'è e c'era anche prima, il problema è provare a risolvere una situazione epocale, totalmente imprevista e mai vista prima.

Dal punto di vista della classifica, come assegnerebbe Scudetto e promozioni in Serie A?
La classifica... io non lo so, va discussa in FIGC, in Lega, per trovare delle soluzioni. Ci vogliono anche rimedi senza precedenti per una situazione senza precedenti: in queste prime riunioni fatte via Skype, qualcuno diceva che gli allenamenti sarebbero continuati, ma io avvisavo che i numeri dicevano altro.

Il calcio italiano non ha fatto una splendida figura in questi giorni, c'è chi pensa sempre al proprio interesse.
Io vedo più unione, chi si muove in maniera isolata li conto sulle dita di una mano. C'è chi antepone i propri interessi a quello generale, è avvenuto per tanti anni in Lega e questo ci ha fatto perdere terreno rispetto ai grandi campionati europei. Questo atteggiamento di bottega ha penalizzato i ricavi e sta dando una pessima immagine del calcio italiano.

Lei ha sempre sostenuto l'idea dei campionato nazionali rispetto a quelle di Superlega, ora sembra anche la UEFA sia sulla stessa lunghezza d'onda.
Mi fa piacere, si è parlato molto di questa SuperChampions e ora mi sembra che la strada maestra imboccata sia quella giusta.

(Sky Sport)

19.00«Ho superato la quarantena preventiva in Italia, con l'autorizzazione del club, del medico del club e delle autorità sanitarie. Hanno permesso agli stranieri di raggiungere il loro Paesi e le loro abitazioni. Ho deciso di venire in Uruguay, ovviamente senza risultare positivo al Covid-19». Lo dice Diego Godin in un video pubblicato su , una volta arrivato in Uruguay. «Ora mi tocca fare la quarantena preventiva in casa, qui in Uruguay, essendo responsabile e cosciente della situazione. Raccomando a tutti di restare in casa chi deve fare la quarantena la porti a termine, è l'unica cosa per lottare contro questa pandemia. Restate in casa questa situazione ne usciamo tutti insieme», aggiunge Godin. Il difensore ha lasciato l'Italia come altri sei giocatori dell': Brozovic, Handanovic, Eriksen, Lukaku, Moses e Young.

18.45 - In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione in onda sull'emittente radiofonica, è intervenuto Mattia Grassani, avvocato del : "Il dogma del 30 giugno è assolutamente prorogabile, mi sembra difficile concludere qualcosa entro il 30 giugno. Se la UEFA sposa Europeo e finali di ed Europa League, bisogna sfruttare questo assist per giocare anche a ferragosto: l'obiettivo è quello di far partire anche il calcio quando il Paese ripartirà, senza arroccarsi. La missione è quello di tenere i giocatori quanto più vicini alla società, agli allenatori, mental coach, grazie anche agli strumenti utilizzati per tenersi in forma in casa. Ma questo può succedere solo se la squadra resta qui, senza che tutti scappino. Ogni società fa ciò che meglio crede, ma lasciar andare i giocatori oggi, non è produttivo per una ripresa domani. E' vero che siamo uno dei Paesi più colpiti, ma non siamo gli unici, quindi quando torneranno i giocatori scappati dovranno fare ulteriore quarantena. Giorni di ferie? Tutti i calciatori professionisti italiani hanno già usufruito delle ferie attraverso le settimane di luglio 2019 ed il periodo di stop natalizio. Ciò che si sta verificando adesso, è talmente nuovo che certamente è consentito prolungare le ferie, ma siamo di fronte ad un periodo d'emergenza in cui non si sta svolgendo il lavoro. Siamo di fronte all'impossibilità della prestazione. Il periodo in cui la negoziazione della riduzione dei compensi operi. È nascondersi dietro una foglia di fico andare avanti con la questione delle ferie".

"Interrompere il campionato qui? Non voglio credere che un presidente di Serie A sia favorevole ad un certo tipo di orientamento per interessi personali. Secondo me si stanno scontrando con una realtà in cui tra le varie ipotesi c'è anche quella di fermarsi qua perché il virus non è possibile da debellare in tempo utili. Ci sono tante opinioni, alcune contraddittorie, ma tutte finalizzate a dialogare e cercare la soluzione migliore, anche dovendo giocare sotto al sole e una volta ogni tre giorni", ha aggiunto. "Decurtazione dello stipendio? E' un tema che nelle prossime settimane diventerà centrale. Abbiamo già tantissime società in Serie B e Serie C in grande sofferenza, quindi credo che il sistema calcio debba far fronte comune e mettersi in discussione. Decurtazione stipendi al ? Quando il campionato riprenderà parleremo ancora di stagione 2019-20, il contratto riprenderà e la retribuzione qualsiasi mese sarà, dovrà essere corrisposto. Sotto dibattito ci sono le mensilità, il periodo di inattività, quindi preparazione, ritiri, disputazione di gare. Veniamo già da tre settimane di stop totale, così come già successo in altre Federazioni", ha concluso.

(Radio Punto Nuovo)

18.40«Voglio ringraziare il presidente del Coni, del Cip e tutti i membri della giunta per aver accettato la mia richiesta di confronto e aver creato questa importante occasione di dialogo. È stata molto utile per raccogliere dalle rappresentanze del mondo dello sport tutti gli elementi necessari per ragionare al meglio sui prossimi provvedimenti. Dobbiamo e vogliamo essere pronti a ripartire non appena sarà possibile: per il suo ruolo e per la sua capillarità nel tessuto sociale ed economico, lo sport sarà uno dei motori che ci permetteranno di rilanciare il Paese dopo la crisi sanitaria». Sono le parole del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora che oggi ha partecipato alla Giunta straordinaria del Coni in videoconferenza. «Ho avuto conferma della grande collaborazione dimostrata da parte di tutti in questo momento difficile, e ho chiesto al Coni di raccogliere le richieste, i suggerimenti e le proposte nei prossimi giorni. Presto mi confronterò con tutti i rappresentanti dello sport di base, come ho fatto sin dall'inizio del mio mandato e di questa emergenza», ha aggiunto Spadafora.

18.30 - Nessuna promozione né retrocessione: tutto il calcio dilettantistico inglese, ormai fermo da diverse settimane, non ripartirà più per concludere l'attuale stagione, che di fatto viene cancellata definitivamente. Il calcio di base non ha voluto attendere le indicazioni delle massime autorità per decidere il suo futuro. Mentre Premier League, la Football League (le tre leghe professionistiche minori) e le prime tre divisioni dilettantistiche restano in attesa di scoprire quando e se ricominceranno, i campionati amatoriali sono già terminati.

(thefa.com)

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18.20 - E' tornato a scrivere su Arturo Diaconale, portavoce della Lazio, sulle polemiche per la ripresa del campionato al termine dell'emergenza Coronavirus. Le sue parole:

"TACCUINO BIANCOCELESTE

I virologi egoisti e quelli virtuosi

La ha autorizzato alcuni suoi giocatori ad allontanarsi da Torino e tornare nei Paesi d’origine per essere vicini ai propri familiari ammalati. Lo stesso ha fatto l’ con motivazioni simili a quelle della società presieduta da Andrea Agnelli. Nessuno dei dirigenti delle due società aveva previsto che una volta deciso il rientro degli atleti questi ultimi sarebbero stati costretti a seguire una quarantena di almeno due settimane e che al ritorno avrebbero potuto trovare una situazione compromessa dalla scoperta di alcuni compagni affetti da coronavirus.

La pandemia ha colpito giocatori di altre squadre ponendo quest’ultime, oltre che ed , in una condizione di difficoltà nel caso venisse deciso la ripresa degli allenamenti oltre, ovviamente, quella del campionato. Di qui l’interesse di alcune società ad annullare il campionato in corso come se per tre quarti non si fosse mai giocato ed a rinunciare non solo alla assegnazione dello scudetto ma anche alla indicazione delle squadre destinate alla retrocessione. Un interesse del genere, che può anche essere considerato legittimo o almeno comprensibile, poggia però sulla previsione che la pandemia del coronavirus sia destinata ad andare avanti senza sosta per tutta la primavera ed anche per l’intera estate costringendo il governo ad allungare a dismisura il tempo del blocco delle persone e delle attività, delle attività scolastiche e di quelle sportive. Ma su quale base scientifica si fonda una previsione del genere? Le esperienze di Cina, Corea del Sud e Giappone lasciano sperare che l’offensiva del virus non sia destinata a durare così a lungo ma, anche grazie alle misure di contenimento realizzate, possa esaurirsi secondo i ritmi seguiti dalle altre influenze di massa che si sono manifestate negli anni passati. Le pressioni del blocco del campionato, quindi, si fondano sugli interessi particolari delle squadre che se si ripartisse si troverebbero con i ranghi ridotti dalle quarantene e da una preparazione necessariamente carente e su quelli delle altre squadre che con l’annullamento del campionato vedrebbero annullato il rischio di retrocessione in serie B.

Il bizzarro della situazione è che se Claudio Lotito, Aurelio De Laurentiis ed altri presidenti chiedono la ripartenza per concludere regolarmente il campionato ed evitare il rischio di pesanti conseguenze economiche sulle società e sull’intero settore, vengono accusati di egoismo ed il Presidente della Lazio, che conosce la situazione degli ospedali del Lazio per ragioni di lavoro ma anche perché ha sempre manifestato grande attenzione e solidarietà per chi vi opera e per chi vi è ricoverato, viene irriso come neo-virologo da Andrea Agnelli e dal cugino Lapo Elkann.

Per cui se Lotito spera nell’esaurirsi breve del contagio è un virologo egoista mentre se Agnelli ed Elkann puntano sul contagio prolungato non sono anche loro dei virologi senza titolo scientifico bensì dei difensori della salute e della pubblica virtù. Ma se i giocatori di ed non fossero partiti e non ci fossero stati dei contagiati, chi sarebbero i virtuosi e chi gli egoisti? Quelli che badano solo ai propri personali interessi proponendo l’annullamento del campionato o quelli che pensano che i propri interessi coincidano con quelli di un settore che oltre alla salute dei giocatori e dei tifosi deve anche preoccuparsi di non cadere nel baratro dei fallimenti?".

17.45«È impossibile far ripartire questa stagione», così il virologo tedesco Jonas Schmidt-Chanasit che ha scatenato un acceso dibattito in Germania. L'ex ds dello Schalke 04, Christian Heidel ha commentato al quotidiano: «Al momento non riesco a pensare al calcio. E faccio fatica a credere che si possa riprendere nei prossimi mesi, anche senza spettatori. Tutta l’economia deve far fronte ad una situazione di emergenza. E questo riguarda pure il calcio. La crisi dimostrerà quanto il mondo del pallone è forte e solidale. Squadre, calciatori, tv e sponsor sono tutti sulla stessa barca per superare la crisi. Se si riuscirà a farlo, il calcio sarà cambiato». Ha aggiunto: «Nel calcio puoi investire i soldi che guadagni. Le entrate, così come i trasferimenti e le commissioni diminuiranno drasticamente. Ma quando cresceranno di nuovo, i costi del personale aumenteranno di conseguenza».

(ilmessaggero.it)

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16.40 - Coverciano come il Bernabeu. Per fronteggiare l’emergenza Covid-19, la Federcalcio, si legge in una nota, mette a disposizione delle autorità fiorentine il Centro Tecnico Federale di Coverciano. La decisione del Presidente Gabriele Gravina è stata comunicata al Sindaco di Firenze Dario Nardella, che sta coordinando le attività sul territorio del capoluogo toscano. La FIGC, dopo aver già aperto le porte del Centro ad un presidio dei Vigili del Fuoco, ha offerto la disponibilità della ‘Casa delle Nazionali’, in particolare l’albergo e l’Auditorium (ex palestra), per ospitare persone sottoposte a sorveglianza sanitaria e per allestire alcuni posti letto per i pazienti bisognosi di ricovero. Coverciano, luogo iconico per il calcio mondiale, casa delle Nazionali azzurre, dell’Università del calcio con i suoi corsi per allenatori e dirigenti, centro di preparazione degli arbitri e della futura control room del VAR, nonché sede del Museo del Calcio Italiano, adesso è anche un simbolo dell’emergenza sanitaria.

“Il mondo del calcio sta mostrando grande sensibilità e forte senso di responsabilità – dichiara il Presidente della FIGC Gravina – siamo tutti scesi in campo contro l’emergenza, Federazione, Leghe, Club, calciatori e allenatori, raccogliendo fondi e amplificando i messaggi delle autorità governative. La salute è il bene primario che va tutelato, per questo la FIGC apre agli italiani in difficoltà il Centro di Coverciano. Ora non si gioca a calcio, per tornare a farlo vinciamo insieme la partita più importante contro il Coronavirus”.

(figc.it)

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16.10 - All'emittente sportiva ha parlato l'ex della Roma, ora alla , Wojciech  sul Coronavirus e non solo. Le sue dichiarazioni:

Come hai passato queste due settimane e come trascorri il tempo in casa?
"Sono ovviamente un po' annoiato visto che sono passate due settimane dall'inizio della quarantena a casa. Sono da solo a Torino perché la mia famiglia è andata in Polonia. Detto questo, però, devo dire che sto passando questo periodo in maniera tranquilla. Dormo tantissimo, mi sto rilassando un po' ma ogni giorno mi alleno per farmi trovare pronto quando riprenderà il campionato".

Ci sono stati tre casi di positività nella . Hai sentito i tuoi compagni di squadra?
"Sì, subito dopo che abbiamo avuto la notizia. Dispiace, ma tutti stanno abbastanza bene e non hanno sintomi gravi. Gli auguriamo di tornare presto in gruppo. Invece, per quanto riguarda il mio tampone, ero tranquillo e abbastanza sicuro di essere negativo. Poi, in ogni caso, ero chiuso in casa e non sarebbe cambiato tanto".

L'8 marzo avete giocato -, che ricordo hai?
"È stata una partita molto strana, giocare contro l' a porte chiuse non è normale. Ma l'abbiamo vinta e festeggiata, ma senza i tifosi non è la stessa cosa. Nel calcio viviamo di emozioni e di momenti bellissimi, questo è il bello dello sport".

In Italia hai la miglior percentuale di parate, in Europa c'è che ha fatto meglio di te. Cosa pensi di questa statistica?
"La percentuale delle parate è una statistica che non m'interessa tanto. Una delle cose che deve fare il è parare, ma è solo uno dei tanti aspetti. È sempre bello stare in alto nelle classifiche, ma il lavoro di un si giudica in un altro modo. al momento è il più forte del mondo, ho avuto il piacere di giocare con lui, era giovane ma si è visto subito che sarebbe diventato uno dei migliori".

Un tuo messaggio ai tifosi che non vedono l'ora di tornare allo stadio...
"Vorrei soltanto dire che bisogna rispettare le regole perché più le rispettiamo, più presto potremo vederci sul campo. Il nostro sacrificio, in questo momento, può salvare le vite delle persone più fragili. Rimaniamo tutti a casa, ci vediamo presto".

(Sky Sport)

15.45«Tornare in campo appena possibile ma senza pubblico? Tutto ciò che c'è attorno al calcio, anche dal punto di vista economico, è qualcosa da valutare. Però non è semplice garantire agli addetti ai lavori che sarà tutto ok allo stadio». Lo afferma Alessandro Del Piero in collegamento con «Tutti in campo». «Mi auguro che prevalga la gioia di tornare finalmente a giocare che è quello che spinge ad iniziare questa carriera. Ci sarà timore in alcune situazioni, ma l'atleta è forte, prende il problema, la competizione, come qualcosa da superare».

(Radio 24)

15.40 - I quattro club più ricchi e potenti di Germania, ovvero Bayern Monaco, Borussia Dortmund, RB Lipsia e Bayer Leverkusen hanno messo a disposizione un contributo complessivo di 20 milioni di euro per aiutare gli altri club calcistici con le maggiori difficoltà economiche a causa dello stop imposto dal coronavirus. Lo ha annunciato il presidente della Bundesliga, Christian Seifert, precisando che «queste quattro società hanno rinunciato a 12,5 milioni dei loro prossimi diritti televisivi, lasciandoli agli altri, e 7,5 che usciranno direttamente dalle loro casse. Questo gesto significa che in Bundesliga la parola solidarietà ha un significato reale». I soldi a disposizione saranno ripartii fra coloro che, fra massima serie e torneo cadetto, la 2-Bundesliga, hanno i maggiori problemi di natura finanziaria. «In questo periodo così difficile - ha detto il del Bayern Karl-Heinz Rummenigge - è giusto che i più forti aiutino i più deboli». Secondo il dirigente del Lipsia Oliver Mintzlaff «affinché ci sia un campionato interessante bisogna che gli uni dipendano dagli altri. I due principali campionati dalla Germania sono composti da 36 società che devono remare tutte nella stessa direzione».

15.15 - "Il ministro Spadafora ha voluto sottolineare in Giunta Coni il suo preciso impegno sulla legge delega sullo sport: tutti i decreti delegati saranno oggetto di un unico decreto del Governo che dovrà arrivare entro e non oltre il mese di luglio". Così il numero uno dello sport italiano, Giovanni Malagò, si è espresso in una videoconferenza stampa al termine della Giunta straordinaria andata in scena oggi, riferendosi alla legge che dovrà emanare i decreti attuativi per il mondo dello sport. "Anche se il calcio è per certi versi un mondo a sé, per popolarità e numeri, ritengo estremamente improbabile che ci possano essere distinzioni fra attività professionale e attività di base, e fra le varie discipline sportive. Il ministro Spadafora, presente in video conferenza, è stato molto chiaro: non ci saranno risorse per aiutare tutto e tutti. Lo stesso ministro ha chiesto che ci siano condivisione e complicità fra tutti i soggetti sportivi in questo momento difficile".

Malagò ha poi aperto al possibile ritorno alla sponsorizzazione di aziende legate al mondo delle scommesse da parte delle società sportive: "Siamo in emergenza, le risorse non potranno esserci per tutto e per tutti, dunque bisogna pensare a qualcosa di alternativo. Anziché chiedere soldi, ritengo logico avanzare richieste su quanto non si era riusciti finora ad ottenere: mi riferisco per esempio alla ripresa del marketing con le agenzie di scommesse. Quando era stata negata questa possibilità mi ero dichiarato da subito contrario. Era una forma di indebolimento per i club e per gli impianti, a cui le grandi compagnie di scommesse non potevano dare il nome, soprattutto quando in tutta Europa tutti gli altri lo potevano fare. Vedevi -, o -, o Milan-Bayern Monaco: i nostri dovevano cancellare le scritte sulle maglie, quando sui rulli dello stadio o sulle maglie degli avversari gli stessi nomi comparivano in maniera molto chiara".

Si è parlato anche di Olimpiadi: "La data migliore? Tutto passa dal via libera che deve dare l’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’obiettivo del Cio è farla il prima possibile". Riguardo alla decisione della Federcalcio, che ha messo a disposizione il centro di Coverciano per l’emergenza, Malagò ha poi spiegato che "da noi fino a pochi giorni fa nei centri sportivi c’erano gli atleti che si allenavano per l’Olimpiade. Faremo delle valutazioni anche noi, a questo proposito".

15.10 - C'è il primo caso di coronavirus nel . Secondo quanto riportano i quotidiani 'La Vanguardia' e 'Sport', si tratta di Ramon Canal, della prima squadra, quindi professionista che lavora a stretto contatto con e compagni. Canal è stato ricoverato in ospedale, così come un altro medico della polisportiva blaugrana, Josè Antoni Gutierrez, che si occupa del team di pallamano. Il ha sospeso ogni arttività da una settimana, e i giocatori si trovano tutti nelle rispettive abitazioni.

14.40 - È al vaglio della FIFA la possibilità di estendere gli attuali contratti di giocatori e allenatori fino alla fine delle rispettive stagioni calcistiche nazionali, quindi oltre il 30 giugno. La decisione ufficiale potrebbe arrivare già nella serata di oggi

(Reuters)

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13.15 - Importante iniziativa del che per fronteggiare l’epidemia Coronavirus, che sta mettendo la Spagna allo strenuo, ha deciso di “trasformare” il Santiago Bernabeu in uno spazio per contenere materiale sanitario

(realmadrid.com)

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13.00 - "Ci siamo gia' attivati per chiedere a Uefa e Fifa la possibilita' di sforare la deadline del 30 giugno. L'ipotesi e' arrivare fino al 30 luglio con ripartenza del campionato nel mese di maggio". Lo ha dichiarato il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina in collegamento. "Noi vogliamo dare priorita' assoluta al valore della competizione sportiva, vorremmo arrivare a definire gli organici sul campo, ma certo dobbiamo rispettare le ordinanze, le indicazioni che arrivano dalle massime autorita' politiche e scientifiche, perche' non possiamo pensare di prevaricare le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanita' - ha osservato Gravina - Se non si potra' giocare, faremo una serie di riflessioni per salvare comunque il valore della competizione sportiva finora raggiunta sul campo. Ma non abbiamo ancora dato grande attenzione a questa ipotesi perche', pure in un momento di grande difficolta', permettetemi di essere ottimista. Se verra' assegnato lo scudetto se non si riprendera' a giocare? Nel caso ne parleremo in Consiglio federale".

"Una serie A a 22 squadre? Sarebbe un campionato ingestibile": prosegue il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina. "Di ipotesi ne sono state fatte tantissime, ma la stella polare sono le nostre norme, e non è facile modificare il format dei campionati", ha aggiunto parlando dello stop ai campionati per l'emergenza coronavirus e degli scenari per la ripresa, tra i quali c'è chi pensa anche a uno stop alle retrocessioni.

(Sky Sport)

12.30 - "I pazienti Covid 19 positivi sono in tutto 214. Di questi, 24 pazienti necessitano di supporto respiratorio. – si legge nella nota –  In giornata sono previste ulteriori dimissioni di pazienti asintomatici o paucisintomatici. I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali, sono a questa mattina 114. Si conferma ulteriormente il trend di diminuzione del numero di nuovi ricoveri presso lo Spallanzani ed i suoi spoke contemporaneamente  all’aumento del numero di pazienti dimessi o trasferiti in Strutture a bassa complessità assistenziale. Da oggi, d’intesa con la Direzione generale della ASL Roma4, è attiva la Clinica Madonna del Rosario di Civitavecchia che accoglierà pazienti Covid 19positivi a bassa intensità assistenziale".

11.55 - I giocatori e lo staff tecnico del Leeds United hanno deciso spontaneamente di rinunciare agli stipendi per consentire al club di pagare gli altri dipendenti regolarmente in questo momento di emergenza a causa del Coronavirus. Lo ha annunciato il club leader della Championship, la Serie B inglese, in una nota pubblicata sul sito ufficiale. «Dovevamo farlo, per un futuro più sereno», è stato il commento del tecnico al gesto suo e dei giocatori. I quali, a loro volta, hanno emesso un comunicato per dire che «stiamo affrontando un periodo difficile ed è importante che lavoriamo tutti insieme per trovare un modo affinché il club possa attraversare questo periodo e finire la stagione nel modo in cui tutti speriamo».

10.45 - I giocatori del hanno detto no, per il momento, alla riduzione salariale proposta dal club per il periodo di tempo in cui dura lo stop dell'attivita' dovuto alla pandemia di Covid-19. Il presidente dei blaugrana, Josep Maria Bartomeu, che ha convocato per oggi un consiglio di amministrazione, secondo quanto riporta 'As' avrebbe proposto a e compagni, in virtu' delle maggiori entrate legate al calcio, un taglio del 50% degli stipendi rispetto al 70% pensato per le altre sezioni, come ad esempio il basket. Proposta che sarebbe stata rigettata dai capitani del .

8.30 -  'Sei settimane e mezzo'. E' il piano dell'Uefa che sa di omaggio a Kim Basinger e in realtà prevede la chiusura del campionato - la speranza è di farcela in tutta Europa - in 45 giorni, dal 30 maggio al 15 luglio, giocando le 124 partite che restano in Serie A a porte chiuse e a ritmi serrati alla domenica e al mercoledì. Poi, dal 15 luglio, tutti i giocatori d'Europa in ferie, tranne quelli che giocano nelle squadre impegnate in Europa, perchè ripartono ed Europa League, con le finali previste ad agosto inoltrato. Il progetto dell'Uefa, come riporta l'agenzia di stampa, è questo, Covid-19 permettendo. Dopo la cancellazione dell'Europeo, Coppa America e delle Olimpiadi di Tokyo, c'è dunque un piano ufficiale per trasformare la prossima estate in una lunga, serrata corsa verso il titoli nazionali e continentali. L'estate a tutto calcio rappresenterebbe un gran respiro di sollievo per il mercato del betting - sicuramente per l'online, in attesa della riapertura degli esercizi - che si ritroverebbe a "recuperare" i match congelati nelle ultime settimane a causa dell'emergenza coronavirus, dopo aver fatto i conti con le decine di cancellazioni di eventi in tutti gli sport e in tutto il mondo e scongiurando così lo stop definitivo al pallone e alle scommesse.

(agipronews)