LA SFIDA NELLA SFIDA: Dzeko vs Belotti

19/01/2019 alle 09:48.
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LAROMA24.IT (Chiara Ciotti) - Start again. Alle spalle la sosta, all’orizzonte un nuovo anno da scrivere. E nel mezzo una finestra di calciomercato ancora aperta, ma finora scarna per i giallorossi, che proiettano suggestioni e sogni  al caldo estivo. Nella lista di Monchi tra idee e presunti desideri, dicono, campeggia la lettera ‘B’, che risponde a Barella del Cagliari e si replica con Belotti del Torino. Incroci di mercato, risvegliati dal “Mi piace”, battuta del ds spagnolo a domanda precisa sul Gallo nell’intervista alla “Gazzetta dello Sport”, e anticipati dall’incontro in campo, oggi all’Olimpico, quando i riflettori saranno puntati sulle maglie numero 9 di Dzeko e Belotti.

Sin dall’approdo in giallorosso nell’estate del 2015, per finalizzazione e partecipazione alla costruzione della manovra giallorossa, Edin per la Roma è pedina imprescindibile. Importanza, tra l’altro, fotografata dalle 80 firme sul tabellino, dai 32 assist ai compagni nelle 158, finora, apparizioni con la maglia della Roma. E se il primo anno nella Capitale aveva fatto storcere bocche e sparare sentenze, Edin ha lucidato l’artiglieria con le 39 reti stagionali del secondo anno in giallorosso prima di guidare la Roma nel sogno europeo targato 2017/2018. E tra gol e riscatti, il richiamo minaccioso delle sirene inglesi, pronte a strapparlo alla Roma e portarlo nell’olimpo Blues di Stamford Bridge. Gennaio 2017, il Chelsea bussa alla porta di Trigoria, che apre, tratta, tentenna, accetta, ma Edin gioca, segna e chiude la valigia: cronaca di un addio sventato. Che torna, nuovamente, d’attualità. A suonare alla porta del classe ’86 e della Roma son sempre gli inglesi, anche stavolta da Londra: il West Ham dell’ex allenatore di Dzeko ai tempi del City, Manuel Pellegrini. 

Come la Roma, anche Dzeko ha vissuto all’ombra la prima parte di stagione: 2 soli gol (proprio contro il Torino nella gara d’andata con l’elegante colpo di classe su assist di Kluivert che regalò la vittoria ai giallorossi, ed Empoli) e un assist racimolati in 15 presenze in campionato, complici l’andamento balbettante della squadra e l’infortunio muscolare al flessore della coscia sinistra rimediato contro l’Udinese il 24 novembre e che l’ha tenuto fermo un mese, fino al rientro contro la Juventus. Brillante, invece, in Europa con 5 timbri siglati a spese del Plzen e del Cska.

E’ classe ’93, invece, Andrea, circolato come eventuale erede di Edin che è legato alla Roma sino al 2020. Da Calcinate in provincia di Bergamo, passando per l’AlbinoLeffe e il Palermo, si afferma al Torino, dove sbarca, come Edin, nell’estate del 2015. 4 stagioni condite da gol, infortuni, rumors di mercato fino all’investitura di capitano. Ma, se due stagioni fa mandò in subbuglio operatori di mercato e tifosi quando chiuse il campionato con 26 timbri (più due in Coppa Italia), Belotti, a giro di boa appena concluso, è fermo a quota 7 in 19 presenze nel campionato in corso, l’ultimo di rigore alla Lazio nella giornata di chiusura del 2018 sul prato dell'Olimpico. Attaccante affamato, Andrea, che dopo la delusione della mancata qualificazione al Mondiale sotto Ventura e una stagione scorsa in chiaroscuro, è pronto a lucidare il volto migliore che aveva spinto Cairo a imporre il marchio dell'incedibilità. Al fiuto dei 9 il duello sul campo: Edin, come Andrea, alla ricerca di riscatto. L'estate può attendere.