DI FRANCESCO: "Un vantaggio lavorare con tutta la rosa. I giovani vanno aspettati e accompagnati nella crescita. Con Monchi c'è sintonia totale " (VIDEO)

11/07/2018 alle 09:09.
trigoria33-09-07-18

ROMA TV - Ai microfoni dell'emittente ufficiale di casa romanista oggi è turno del tecnico giallorosso, Eusebio a commentare questi primi giorni di ritiro. "Dopo l'intervento sto bene, l'ultima cosa che faccio è giocare con i miei ragazzi perché chi gioca non vede", esordisce.

Abbiamo visto già il pallone in campo nei primi allenamenti.

"I tempi sono cambiati, il calcio è in evoluzione. L’importante è il lavoro con il pallone senza trascurare la parte fisica che è sempre importante. Qualche anno fa la palla la vedevi dopo una settimana, ora invece ci si avvicina da subito cercando l’attenzione ai particolari effettuando allenamenti più brevi. Diventa tutto troppo neuromuscolare".

C'è differenza anche da Pinzolo: si può lavorare con il 90% della rosa.

"E' un gran vantaggio lavorare con la rosa, avere quasi tutti a disposizione, anche che i ragazzi conoscano i miei metodi di lavoro l'adattamento è più facile. L'anno scorso la rosa non era completa, poi siamo stati subito in turnée negli Stati Uniti non facendo nessun allenamento e non siamo stati facilitati nella fase di apprendimento, in questo caso a Trigoria tutto risulta più scorrevole".

Ieri Monchi in conferenza stampa ha detto cose interessanti sul significato di questo ritiro. Quanto è importante anche a livello personale la stima del ds nei suoi confronti?

"Fa piacere,  il conoscerci è fondamentale, è cresciuta la stima e la sintonia, siamo in simbiosi: valutiamo anche altre qualità dei giocatori, parliamo spesso di senso di appartenenza che si acquisisce con il tempo, ma è importante capire quando si arriva in una società come questa che la prima cosa è amare la maglia e capire quello che si sta facendo. Credo che per fare questo ci vuole tanta disponibilità anche nei momenti negativi, non solo positivi".

Dal mercato è stata aggiunta qualità che serviva, che è mancata.

"Sì, la nostra volontà era di inserire giocatori con qualità tecniche, ma ci vuole anche la capacità di sacrificarsi, di unire giocatori tecnici e qualità con l'allenamento: per essere competitivi bisogna lavorare sulle due fasi, non dico alla stessa maniera ma quasi".

Sono arrivati giocatori giovani come Coric e Kluiver che sono rapidi, poi penso a Cristante e Marcano che sono giocatori fisici e alti, la scelta è stata fatta a tavolino?

"Guardate i Mondiali, tipo la semifinale di ieri: la fisicità è importante, unita a cervello e tecnica aiuta".

Rispetto all'anno scorso in cui c'era allenatore nuovo, la preparazione a Pinzolo e la rosa non completa, quest'anno ci si prepara a Trigoria. Avverte questi aspetti positivi in campo?

"E' un vantaggio, hai maggor tempo nel preparare tutto, si corre di meno e i vantaggi della struttura, che ha fatto grandi rinnovamenti, l'unico peccato è non avere il contatto diretto con i tifosi ma questa scelta è stata fatta per poter lavorare meglio, per poter affrontare una turnée e valutare i giocatori per il campionato. Poi ci saranno anche gli allenamenti aperti al Tre Fontane per avvicinarsi a loro".

CR7 alla , si può giocare comunque?

"Secondo me è un valore aggiunto alla Serie A, già il fatto che si esporti il marchio della A in tutto il mondo può essere solo un bene, poi certo quando ci giocheremo contro avremo un pizzico di attenzione in più, perché riesce a trovare i gol con facilità".

Lei era un giocatore generoso, a cui piaceva la fatica, lo vuole trasmettere ai suoi?

"Secondo me non fanno niente (ride, ndr). Stanno lavorando il giusto, prima si cercava più quantità che qualità, oggi il contrario. Stiamo cercando di fare questo, mi auguro di poterlo fare, ma non posso fare a meno di trasferire i miei concetti anche sulla quantità, stando addosso ai miei calcitori".

Ha in mente qualche cambiamento tattico rispetto alla scorsa stagione?

"I principi sono gli stessi, ma potrei cambiare anche, il fatto che possa spostare in avanti e indietro di qualche metro qualcuno non è un problema mio ma degli altri: è tutto relativo, sono discorsi per far parlare tutto, ma l'intelligenza sta nel capire i momenti, trovare la continuità e il cambiare tanto non aiuta. Spostare i giocatori avanti e indietro di qualche metro a me non cambia".

Emblema del discorso è Pastore, si è parlato se sia mezzala o se sia possibile schierarlo in altri ruoli.

"Intanto si deve allenare bene e deve conquistare la maglia da titolare, ma ritengo che abbiamo bisogno di diversi elementi. Non sono stupido, so bene o male quale sia la squadra ideale in questo momento per me, ma El Flaco deve allenarsi bene con continuità. Mi piace come ha approcciato, poi che giochi qualche metro avanti o indietro l'importante è che riesca a mettere quelle palle importanti che facciano male agli avversari".

Nelle interviste , ed  hanno sottolineato l'importanza dell'allenamento giornaliero, glielo sta inculcando anche lei?

"Sono convinto che le partite si preparino durante la settimana e non un giorno prima della partita stessa, il ritiro è fondamentale soprattutto i primi 15 giorni, poi ovviamente ci saranno giocatori alcuni che saranno affaticati di meno o di più, dipende dal fisico. Voglio portare tutta la squadra ad una condizione ottimale per competere per il campionato".

Ieri l'abbiamo vista intrattenersi con giovani come Bianda e Kluivert, da allenatore le dà gusto parlare più con giocatori come Pastore o plasmare i giovani?

"Il giocatore più giovane ha più facilità di apprendere, sono più puliti come giocatori perché hanno meno passato alle spalle e questo facilita il mio lavoro con loro ma in tanti hanno bisogno di mettere basi importanti. Bisogna comuqnue fare diverse delle valutazioni a seconda di chi è il giovane e da quale campionato e tipo di calcio arriva. E' normale che venendo da un calcio diverso devo dare le mie idee".

Si cerca anche freschezza dal punto di vista atletico?

"I giovani hanno pro e contro, ne abbiamo uno che l'anno scorso ha fatto fatica all'inizio ma poi è venuto fuori alla grande con disponibilità e adesso è considerato un giocatore da Roma, che può cambiare i momenti della partita, non un giocatore qualsiasi".

Wenger disse che si prendeva un anno e mezzo per considerare un giovane, anche lei si dà un tempo mentale?

"Specialmente con i giovani ci vuole pazienza. In questo mondo frettoloso abbiamo il desiderio che il giocatore arrivi subito, spesso si riesce con qualcuno, con altri meno. Ma i giovani vanno aspettati e accompagnati nel percorso di crescita, cercando di far capire loro che i giudizi lasciano il tempo che trovano".

Se le serve un esterno c'è Tonetto...

"No, no ha i capelli bianchi ora (ride,ndr)".

Cosa si sente di dire ai tifosi della Roma in vista della prossima stagione?

"Mi auguro ci siano soddisfazioni. Hanno dimostrato di essere il 12° uomo in campo, mi auguro che ci siano vicini in tutte le partite. Abbiamo bisogno del loro sostegno anche per partite che sulla carta sembrano più facili da vincere non solo in quelle importanti, ma sta sempre a noi trascinarli con i nostri atteggiamenti e il desiderio di vincere".