L’ora di Napoli

13/02/2014 alle 02:42.
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CORSERA (L. VALDISERRI) - Il va in finale di Coppa Italia (3 o 7 maggio, affronterà la ) con la benedizione di Diego Maradona e con i colpi da campionissimo del suo erede argentino al San Paolo, Gonzalo Higuain. Rafa Benitez batte , dopo due sconfitte, e si conferma tecnico perfetto per le competizioni a eliminazione diretta: una e una Coppa d’Inghilterra vinte con il Liverpool, due Europa League con Valencia e Chelsea. Finisce con un 3-0 persino troppo severo con la Roma, che nel primo tempo aveva tenuto botta. , però, dovrà riflettere su due particolari: 1) per la seconda volta di fila la squadra non è andata in gol; 3) in tutta la stagione ha perduto due sole gare, in trasferta per 3-0, finendo in inferiorità numerica contro le due avversarie più forti, e prendendo i colpi di grazia all’inizio del secondo tempo: allo Stadium il 2-0 arrivò al 2’ e ieri, al San Paolo, al 3’. La gara inizia con scelte coraggiose. Il schiera la massima potenza in attacco.

Ci sono Callejon, Hamsik, Mertens, Higuain e uno dei due incontristi del centrocampo è Jorginho. La Roma non ha , che non ha recuperato dalla «bastonata» presa da Lulic nel derby (ginocchio): va in panchina. scala a destra e Bastos fa l’esterno basso di difesa. La Roma gioca al San Paolo, nello stadio dove in hanno perso Borussia Dortmund e , con cinque giocatori di stampo offensivo, ma tra questi non c’è . Purtroppo per saranno proprio gli esterni «bassi» a crollare sotto i colpi del . C’è subito un’occasione per (3’), su assist di : bravi Albiol e Reina a contrastare l’attaccante e contestargli il tiro. Il risponde al 15’: sbaglia un passaggio in orizzontale e scatena Mertens nella prateria; (diffidato) è costretto a un fallo da giallo ai confini con il rosso. Il dà il meglio quando pressa alto per riconquistare palla, mentre la fase difensiva, quando è saltata la linea di centrocampo, è rivedibile. La Roma patisce la giornata nera di e la desuetudine al ruolo di Bastos.

Al 33’ il brasiliano cerca un improvvido anticipo e Maggio crossa indisturbato: lo stacco di Callejon, con che non fa la «diagonale », non lascia scampo. Quattordicesimo gol stagionale dello spagnolo: 9 in campionato, 2 in e 3 in Coppa Italia. La Roma accusa il colpo: Gervinho perde un altro pallone a centrocampo e Hamsik, negli spazi, potrebbe fare molto male, ma alza un pallonetto un po’ presuntuoso. Poi reagisce: Reina para un tiro di (37’) e Gervinho mette a metà strada, tra il serbo e , un assist che poteva essere vincente (43’). Nell’intervallo fa ancora un tentativo, perché capisce che la situazione è difficile. E lo diventa ancora più al 3’, quando il segna il 2-0, in concomitanza con l’ingresso di Diego Maradona nello stadio dei suoi trionfi. Il Pipita prima prova a mandare in gol Callejon, con un assist di tacco, e sul corner seguente schiaccia in porta di testa, travolgendo di forza . La differenza di incisività tra l’argentino e diventa il simbolo della gara. Subito dopo il gol, manda in campo al posto del greco frastornato. Troppo tardi. La Roma è in bambola. Mertens si infila indisturbato e serve Jorginho, che fulmina : 3-0, tripudio al San Paolo, in finale con merito. Benitez voleva un gol «legale», ne ha avuti tre