Scontri a Prati, indagati 3 ultrà

11/01/2019 alle 09:53.
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IL TEMPO (V. DI CORRADO) - Per gli scontri avvenuti durante la festa per i 119 anni della Lazio, la Procura di Roma ha iscritto tre persone sul registro degli indagati per lesioni, resistenza e minacce a pubblico ufficiale, aggravate dal travisamento del volto. Hanno un'età compresa tra i 35 e i 25 anni e tra di loro c'è anche una donna. Le fotografie la ritraggono vestita con jeans, anfibi e un bomber con un tricolore sulla spalla. Nell'informativa consegnata dalla Digos ai pm, viene ricostruita la dinamica di quella che è stata una vera e propria aggressione alle forze dell'ordine. Otto i poliziotti rimasti feriti. Circa 200 dei 2.500 tifosi che martedì sera si erano riuniti in piazza della Libertà, a Prati, per festeggiare l'anniversario della fondazione della società sportiva romana, si sono staccati dal gruppo e, dopo essersi coperto il viso con sciarpe e cappucci, hanno marciato verso gli agenti Reparto Mobile, armati di spranghe, bottiglie di vetro, pietre e bombe carta. Tanto che ora gli identificati dovranno rispondere anche del reato di possesso di materiale esplodente. «Sui teppisti che hanno fatto casino l'altra sera - ha assicurato ieri a "Radio 24" il ministro dell'Interno Matteo Salvini - farò tutto il possibile perché non mettano più piede in uno stadio, ma mettano piede in galera». In realtà i ministri non possono avere nessuna voce in capitolo sull'applicazione delle misure cautelaci, potere che spetta esclusivamente alla magistratura. In questo caso specifico, poi, il giudice che mercoledì ha processato per direttissima il quarto tifoso biancoceleste indagato e arrestato per gli scontri, ha deciso di non mandarlo in galera. Gli inquirenti sospettano che l'aggressione degli ultrà alle forze dell'ordine possa essere una vendetta per l'indagine sugli adesivi a sfondo xenofobo attaccati dai laziali nella curva sud dell'Olimpico: una foto di Anna Frank con la maglia della Roma, e le due scritte «Romanista Aronne Piperno» e «Romanista ebreo». Episodio che ha portato la Procura a chiedere il processo per dodici tifosi laziali accusati di discriminazione e incitamento all'odio razziale. Lo stesso reato che verrà contestato dai pm a chi ha affisso sui muri dei quartieri Balduina e Prati i volantini con sopra stampato: «Lazio, Napoli, Israele. Stessi colori, stesse bandiere».