Quando Anzalone scortò Michelotti dall’Olimpico a Firenze

19/05/2018 alle 08:40.
michelotti

IL MESSAGGERO (U. TRANI) - «Mi chiese scusa, ma dopo otto anni». Gaetano Anzalone raccontò qualche anno fa la telefonata ricevuta da Alberto Michelotti, l’arbitro di Roma- del 17 dicembre 1972, finita con il successo nerazzurro (1-2) con rigore contestato (fallo di Morini su Mazzola) e invasione d’altri tempi . L’Olimpico fu squalificato per (poi ridotte a 2), anche perché Michelotti fu inseguito fino dentro gli spogliatoi e aspettato dai tifosi prima fuori dello stadio e, come raccontò poi il direttore di gara di Parma, atteso anche al casello di Roma Nord sull’A1.

A salvare Michelotti fu proprio Anzalone. Che, ospitando l’arbitro e i guardalinee sulla suaindimenticabile Mercedes berlina, lasciò l’Olimpico da un’uscita secondaria, usando il clacson per chiedere strada alla gente inferocita. Il presidente, generoso e signore pure nel pomeriggio in cui avrebbe voluto fare il tifoso, accompagnò Michelotti e i suoi collaboratori fino alla stazione di Firenze. La Roma, il 28 dicembre 1972, giocò il 1° match in campo neutro ad Arezzo con il Verona. Nuovo ko, ancora su rigore (di Mascetti che poi diventò ds con Viola). Fallo di mano fuori area e tifoseria pronta ad un’altra invasione. Anzalone scese in campo e in lacrime, aggrappandosi alla rete di recinzione, convinse la gente infuriata a fermarsi.