30 maggio 1984: la notte della nostra storia, la notte di Ago

30/05/2018 alle 11:10.
di-bartolomei

Roma-Liverpool è la ferita più grande che c'è, che non si rimarginerà ma perché fiotta storia, spurga orgoglio, è aperta e va dritta al cuore. Fa male come fa male l'amore e nel ricordo è tremenda come la bellezza. [..] Ogni tifoso della Roma non deve permettere a nessuno di prendersi questa partita, di sbeffeggiarla. È il nostro vanto. Quantomeno lo deve al nostro . Questa partita è e sarà per sempre nostra, quella notte è ancora nostra, quel lo sarà per sempre. Sapete l'amore che può nascere da un dolore? Sapete l'attaccamento che può nascere da una perdita? È la vita che lo insegna e il Trenta Maggio è un giorno della nostra vita. Non l'abbiamo persa quella partita, contro l'avversario più grande, fino all'ultimo rigore possibile, è finita 1-1, dopo 90' e poi dopo 120'. Senza , Cerezo, Pruzzo, Malderaabbiamo perso la Coppa ai rigori. Roma-Liverpool 3-5 non è un risultato, ma una data: 3-5. Trentacinque. Trenta Cinque. 30 maggio. [..] Cinquantacinque secondi dopo il rigore di Kennedy, noi abbiamo scelto un'altra versione. Cinquantacinque secondi dopo, una specie d'inconscio che ha aspettato il tempo fra un rigore e l'altro prima di fare quel coro. «Roma! Roma! Roma!». Cinquantacinque secondi dopo era come se la tirasse il suo rigore. Era il suo turno. A chi cantavamo in quel momento? Per chi cantavamo? Per noi stessi? Per Dio? Per quello che era successo? Per quello che non era successo? Per tutti i nostro ricordi? Per quelle notti? Per un giocatore? Per il capitano? Io non lo so, ma cantavamo. Cantavamo «Roma! Roma! Roma!». Cantavamo per tutto quello che è e rappresenta per noi la Roma, cantavamo semplicemente per la Roma. [..] Ho i brividi se penso che il primo gol con la Roma Ago lo segnò una volta contro il e scopro che contro il , il 22 maggio 1977, Di Bartolomei ha segnato all'Olimpico l'ultimo gol prima che il Liverpool vincesse contro il Borussia quella Coppa dei Campioni. Prima del Liverpool. Che dopo quella finale, quella finale dove nacque un canto ascoltato per un giocatore gallese, la Roma tornò a giocare la sua prima partita ufficiale il 24 agosto 1977 contro la Sampdoria a Genova vincendo 2-1 con due gol di Agostino Di Bartolomei. Dopo il Liverpool. E pure il cielo un giorno avrà scoperto che la Roma è tornata a giocare in campionato all'Olimpico dopo la finale del Liverpool a Roma contro il Borussia, l'11 settembre 1977: 2-1,il primo gol della Roma è di Agostino Di Bartolomei. Su rigore. È il primo rigore della sua vita. Dopo il Liverpool. Prima e dopo il Liverpool all'Olimpico, Agostino Di Bartolomei. C'è sempre stato. Prima e dopo il Liverpool Agostino Di Bartolomei. C'è sempre stato. C'è. [..] Quella notte Ludovica del Commando Ultrà  consegna una lettera a nome di tutto il gruppo ad Agostino Di Bartolomei: «Quanto ti abbiamo ammirato caro Ago, quanto abbiamo capito il tuo modo di essere... È da te che abbiamo imparato...Quel braccio alzato e quella testa china... Qualcuno potrebbe dire, ma i giocatori vanno la Roma resta. D'accordo. Giusto. Ma tu non sei come gli altri per noi. Caro Ago, segna per noi oggi... vogliamo vederti sorridere sotto di noi, insieme a noi, rideremo e piangeremo tutti perché avremo avuto un grande uomo che ci ha voluto bene. Ciao ». Voglio vederlo sorridere. Io ho voluto bene ad Agostino per tutto quello che ho scritto e per tutto quello che non riesco a scrivere. Per tutto quello che gli ha scritto quella notte Ludovica e che io mai, mai avrei potuto scrivere meglio. Per me era il fratello maggiore che non ho mai avuto e mi dava sicurezza. La tranquillità che cerchi nella vita quando subisci un calcio d'angolo, io la ritrovo quando penso ad Ago. Se c'era lui in campo io avevo meno paura. Se c'era lui le cose si facevano sicuramente per bene. Io ho giocato una finale di Coppa dei Campioni avendo per Ago. E lui ha segnato il gol che ci ha portato in vantaggio per la prima e ultima volta quella notte. Lui ci ha fatto campioni d'Europa per 55 secondi e campioni nella vita col suo modo di dare serietà e amore. Io dirò sempre grazie a lui e a quella Roma. A lui e a quella curva. Io sarò sempre orgoglioso di Roma-Liverpool. È un vanto. È un racconto infinito. Pulito. Profondo. Pulito.

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(Il Romanista - T. Cagnucci)