La rivoluzione senza il megafono. Così DiFra ha cambiato la Roma

20/11/2017 alle 14:44.
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Aria fresca a Trigoria. In quattro mesi Eusebio  ha creato un gruppo di ferro e cancellato Luciano  dalle fotografie giallorosse (..).  è stato quasi perfetto, riducendo giorno per giorno il numero delle «vedove» dell’allenatore toscano. Un lavoro a 360 gradi, a partire dalla valorizzazione della rosa a disposizione:

1) aveva preteso la conferma di , relegando  alla panchina e adesso il brasiliano ha dimostrato tutto il suo valore;
2) Gerson era un «desaparecido» ed è diventato un giocatore utile alla causa;
3) prima c’era una specie di muro tra titolari e riserve, pagato con il crollo verticale a marzo, quando la Roma perse tutto in dieci giorni, e ora il  è la marcia in più della squadra;
4) la differenza più impressionante riguarda il cammino europeo della Roma: si fece eliminare nel preliminare dal Porto,  vede il traguardo dellaqualificazione agli ottavi e ai milioni di euro della , raggiungibili con un pareggio a contro l’Atletico (mercoledì prossimo) o con una vittoria all’Olimpico contro gli azeri del Qarabag il 5 dicembre;
5) più che una «rosa» più ampia, questa Roma sa sfruttare al meglio quello che ha: per colpa degli infortuni (e della gestione degli infortuni stessi, per dirla tutta) non ha mai potuto utilizzare 
Schick e Karsdorp, che dovevano essere i sostituiti di  , due punti di forza della Roma di ;
6)
ha svelenito un ambiente che , con la sua guerra personale contro 
, aveva lacerato e incattivito. se ne andò da Trigoria urlando «Forza Roma!» in un megafono e adesso ha detto del pubblico interista: «La vostra clausola rescissoria non ha prezzo». Comportamenti e parole a effetto, mentre l’abruzzese usa modi più bruschi ma più sinceri.

(..)

(corsera)

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