Ferrero: «Roma è triste e 'infartuata'. Comprare i giallorossi? Mai dire mai»

11/10/2017 alle 07:57.
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IL MESSAGGERO (S. CANETTIERI) - Roma che è calcio, politica e cinema. Tifo e finzione, rabbia e frustrazione. Tutto si tiene nella maschera di Massimo Ferrero, alias il Viperetta Ero ragazzo, un costumista mi chiese se volessi recitare con Pasolini: gli risposi magari, mi toccò il fondoschiena, io lo colpii e lui godendo per il dolore iniziò a dirmi: sei una vipera, continua»). Pausa teatrale, occhi zampillanti, mano tra la zazzera bianca. «Roma è una città 'infartuata'». Respiro profondo, sorriso beffardo: «Se Cristo si fermò a Eboli, la sindaca Virginia Raggi si è fermata a Ottavia, la sua borgata. Insomma, questa ragazza se ne dovrebbe anna', usare lo stesso coraggio con cui accettò la sfida per farsi da parte: re-set». Urla, gesticola, scherza, recita, si fa serio, Ferrero. L'imprenditore e patron della Sampdoria, testaccino doc di 66 anni, dal suo ufficio nel cinema AdrianoNon è in vendita, ma se mi offrono 60 milioni che faccio?») dice un sacco di cose. «Voglio salvare l'Atac, sono figlio di un ferrotranviere, altro che concordato: ho un piano». Ferrero sogna di comprare l'As RomaI ragazzi in giro mi fermano e me lo chiedono, ma io lavoro 24 ore al giorno per la Samp») ma boccia il nuovo stadio. Fuori dalla finestra piazza Cavour. Tono ieratico.
«A Roma non si ride più». 

Perché, Ferrero? 
«E' una città infartuata, sporca, insicura dove stuprano le donne a Villa Borghese, c'è malessere. Siamo passati dalla Dolce Vita ai thriller» [...].

 

E' pronto anche ad acquistare la Roma? 
«A Genova sto benissimo con la Sampdoria, ci sono amore e gloria. Nella vita mai dire mai, in giro per Roma tanti ragazzi mi chiedono di prenderla... Ma sto bene dove sto, eh».

Quando sembrava che il M5S dicesse no al nuovo stadio, era pronto a vendere il club e lei si era fatto avanti.
«A me non risulta...».

Poi il Campidoglio disse sì al nuovo progetto e saltò tutto. A proposito, le piace? 
«Ogni società deve avere uno stadio, da presidente di club è una battaglia che porto avanti».

Cosa ne pensa di quel progetto?
«Andavo a da ragazzino, c'era l'ippodromo. Per me non è proprio la zona ideale, ce n'erano di migliori. Io non avrei scelto quell'area, ma è la mia opinione».

Come finirà? 
«Temo possano nascere ancora troppi problemi, anche per colpa delle istituzioni, alla fine la Roma si stancherà e non si farà».

Ne ha parlato con
«Francesco è un amico e un genio. E' l'ultimo dei romantici: quando gli parli della Roma gli vengono gli occhi a bambola» [...]