E' Alisson il bello della Roma

09/10/2017 alle 07:04.
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IL MESSAGGERO (S. CARINA) - « Airlines» pronta al decollo. La battuta, postata su una foto che ritrae il giallorosso volare da un palo all’altro intercettando in modo spettacolare un pallone, non è di un tifoso giallorosso ma di Thomas Strakosha, numero uno della Lazio. Sì, proprio del dirimpettaio biancoceleste. Un complimento che, arrivando da un collega e vista la rivalità cittadina, vale doppio. ringrazia e continua a stupire. Anche chi, come Skorupski, poteva diventare – in caso di qualche difficoltà iniziale palesata dal brasiliano – un potenziale avversario in casa: «Quando l’ho visto in ritiro non mi sembrava così bravo. E invece lo è». Quello del polacco è il pensiero di molti, media inclusi. doveva non far rimpiangere e ci sta riuscendo.

Se è vero che la stagione è appena iniziata e forse è presto per stilare giudizi definitivi, sia in positivo che in negativo, alcune prestazioni dell’ex Internacional hanno già convinto. Su tutte quella contro l’Atletico , ma non solo. A Milano è stato chiamato in causa una sola volta su Bonucci e ha risposto bene, facendo sembrare facile quello che facile non era. Era accaduto anche in vittorie larghe, leggi Udinese, dove prima di subire il gol al 90’ per un errore di Moreno, il aveva provveduto a realizzare almeno due parate molto belle. Merito del lavoro quotidiano e della professionalità di un ragazzo che da giovane, più volte, ha rifiutato numerose offerte da parte di agenzie di moda che lo invitavano a sfilare. Occhi azzurri, fisico da nuotatore (193 centimetri), 'o goleiro muso’ ha invece detto no. Il cuore del portierone è tutto per il calcio e soprattutto per Natalia Loewe, conosciuta grazie ad un amico a Porto Alegre e divenuta sua moglie e madre di Helena. Proprio la vicinanza della famiglia lo ha aiutato a superare la passata stagione. Per un numero uno è difficile vedere gli altri giocare. Ma anche in questo caso, si è dimostrato un professionista esemplare.Ma se la Roma avesse confermato , il ragazzo sarebbe andato a giocare altrove. Tuttavia, appena Monchi è arrivato, lo ha rassicurato: «Il titolare sei tu». E lui non ha deluso le attese, mettendosi alle spalle critiche e diffidenze. È un perfezionista e sa per primo che, nonostante i miglioramenti già evidenti, deve ancora fare un passo in avanti nel gioco con i piedi. Un paradosso per un brasiliano ma la vita di è caratterizzata da singolarità. Basti pensare che il ragazzo dal sorriso gentile ha tolto il posto da titolare nell’Internacional al fratello Muriel, ora al Belenenses. Oppure che normalmente la Seleçao è un punto d’arrivo. Per lui invece è stata un punto di partenza che gli ha permesso di diventare il titolare della Roma.

IL NOME Anche il nome sulla maglia, Becker, merita un capitolo a parte. Becker è un nome tedesco, come tedesche sono le origini di . Porto Alegre, infatti, capitale dello stato Rio Grande do Sul, fu fondata con il nome di Porto dos Casais nel 1742 da coloni provenienti dalle Isole Azzorre ,per poi iniziare ad essere popolata soprattutto da immigrati tedeschi nel 1800. Gli antenati di , nato a Novo Hamburgo (nome che dice tutto) arrivarono proprio dalla Germania. Radici delle quali va fiero e che la Roma ha cercato di utilizzare per farlo diventare comunitario, al momento senza risultati. Con lo 0-0 del Brasile in Ecuador l’altra sera, è arrivato a mantenere la porta inviolata per la sesta volta in stagione. Anche grazie alle sue parate, la Roma ha la seconda miglior difesa del campionato e in , quel pareggio racimolato contro l’Atletico , porta la sua firma. Nove parate, non una in meno,che gli sono valse la menzione della formazione settimanale della e la fiducia della gente. ringrazia. Pronto a stupire nuovamente. Magari,aspettando il , già mercoledì notte contro il Cile.