Da Stekelenburg ad Alisson, la porta è diventata girevole

14/07/2017 alle 07:41.
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IL MESSAGGERO (A. ANGELONI) - Dal 2011 a oggi, un solo nome: Bogdan . L'importanza di essere costante davanti a molte variabili. La porta della Roma è un cancello automatico: entra ed esci, il rumeno è la costante. Da Luis Enrique, prima ora americana, a , i portieri non trovano pace. L'unico sempre verde, appunto, , che è ancora qui e lotta assieme a noi a 39 anni e mezzo (40 li compirà a gennaio). Morgan e Wojciech i titolari più longevi, con il secondo mai di proprietà della Roma. Morgan arriva da in età avanzata (36), gioca due buone stagioni da guida della difesa e una la vive da secondo. Non poteva lui rappresentare la continuità negli anni. E così, cambi continui.
IN ORIGINE FU ORANGE - Si era partiti con le buone intenzioni ai tempi di Luis Enrique: acquista il della nazionale olandese, Maarten Stekelenburg (dopo aver corteggiato Kameni...). Un portierone, a detta degli esperti, ma l'olandese si perde subito, anche per la tremenda botta in testa rimediata da Lucio durante un'-Roma di inizio campionato. Stek arriva ad agosto 2011 (esordio nell'amichevole del 12 a Valencia, 3-0: sostituisce nella ripresa e fa in tempo a prendere il terzo gol), mentre nel ritiro di Riscone Luis aveva a disposizione , Curci e il giovane Pigliacelli. Anno dopo, ecco Zdenek Zeman, che sui portieri ha sempre avuto idee particolari. La Roma tiene Stek e Zdenek chiede/pretende Mauro Goicoechea. Goicoechea, sì: uruguaiano sconosciuto ai più. Che poi lo tradirà con una paperona nella partita che ha sancito l'esonero del boemo, Roma-Cagliari. Goicoechea prende il posto di Stekelenburg nel secondo tempo di Parma-Roma (3-2) e diventa titolare, come voleva Zeman, che rompe definitivamente con l'olandese. In quella stagione, il boemo comincia la preparazione in Val Pusteria con , Stek e Svedkauskas. Andreazzoli poi (sostituto di Zeman) pian piano si libera di Stek e Goicoechea e punta sul vecchio , schierato pure nella finale di Coppa Italia contro la Lazio. Confusione all'inizio e confusione alla fine. Un'annataccia. Ciak, si ricomincia. Ecco , che vuole De Sanctis, esperto e caratteriale: due anni fatti bene per poi ricominciare dal via. Alle spalle ha Skorupski, mentre in ritiro a Riscone, prima del suo arrivo, c'è anche Julio Sergio (oltre a ), agli sgoccioli in giallorosso (dopo un anno in prestito a Lecce). Il secondo anno di parte male con , reduce da un intervento al gomito. Rudi ogni tanto fa giocare Skorupski in nome del . Il polacco cresce bene ma la Roma ci crede poco e lo gira l'anno dopo all'Empoli, chiamando , che non trova spazio all'. Il terzo anno lo guarda dalla panchina, in porta c'è il numero 1 dei Gunners. diventa il secondo (sei presenze totali, solo 4 in campionato), il terzo. Morgan, intanto, dopo un'annata al Monaco sta per rientrare a Trigoria ma come dirigente. Intanto la Roma, che parte la stagione con (2016-2017) punta forte su per volontà del tecnico, ma la società già ha acquistato (che ora sta pure per diventare comunitario). ? C'è, è sempre il terzo. In ritiro a Pinzolo, con Lucio, non c'è ancora il polacco, e con il brasiliano e il rumeno viene testato Lorenzo Crisanto. è l'investimento che finisce in panchina, gioca solo le coppe (15 presenze in tutto), è l'uomo di Lucio. E sempre il terzo. Quest'anno tocca a . Manca ancora un secondo vero, ma si sa già il nome del terzo: .