La realtà da accettare

04/02/2019 alle 12:33.
ddr-itb

LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Un giorno non lontano smetterà. Nella vita meglio essere schietti. A che serve premettere “mettiti seduto che devo darti una notizia”. Sai che la notizia sarà brutta, sederti non allevierà quel diluvio di emozioni che ti raderanno al suolo e ti stracceranno il cuore. Un giorno non lontano smetterà e quel giorno ti si straccerà il cuore. Il tempo è un cravattaro. Ti concede proroghe sapendo che riscuoterà gli interessi. Perché postdatando la scadenza aumenta i ricordi, quindi le emozioni. Un giorno non lontano smetterà e non saprai come fare. Che tu sia un tifoso della Roma, il suo allenatore o un suo compagno di squadra. Raccontano di lui che accoglie i nuovi arrivati, che fa da guida ai ragazzini delle giovanili. fa gli onori di casa. La sua.

Un giorno non lontano smetterà e speri che il giorno dopo diventi l’allenatore della Roma. Poi rifletti e ti assale un dubbio. Quanti sono gli allenatori che hanno sfidato e battuto il tempo? Pensi a Ferguson, a Roux, a Wenger. Manchester United, Auxerre, . E poi? Esiste il rischio che se diventasse allenatore, correremmo il rischio di vederlo anche su altre panchine? Magari da avversario? E ritorni alla notizia brutta.

Un giorno non lontano smetterà. E se non avevi mai avuto il dubbio che potesse giocare in un’altra squadra, nel post carriera non avrai certezze. Se diventerà allenatore non avrai certezze. Ti sforzi di non pensare a lui come allenatore e torni all’ansia di cui sopra.

Un giorno non lontano smetterà. E amaramente constati che nel frattempo la Roma non ha imparato a fare a meno di lui. Non che sia semplice, ma non è neanche questa una bella notizia. Perché il fatto che un calciatore un giorno non troppo lontano smetterà, anche se fosse il più forte del mondo, impone alla squadra, al suo allenatore, alla società, di recidere il cordone ombelicale. E torniamo alla schiettezza iniziale. La Roma in determinati momenti è dipendente. Lo ha ammesso il suo allenatore. Lo abbiamo capito col Milan più che in altre occasioni, mentre da dentro il campo dava più indicazioni ai compagni di quelle che l’allenatore stesse dando da bordo campo. Pessima notizia. Per paradosso. La Roma ha il dovere di evolversi.

Perché un giorno non lontano smetterà. E scriverlo per la millesima volta in poche righe non allevierà mai il diluvio di emozioni che quel maledetto giorno ti stracceranno il cuore.

In the box - @augustociardi