
LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Qual è il confine tra la ponderata convinzione e l’ottusità? È la domanda che forse si sono già posti coloro, fra cui il sottoscritto, che nonostante tutto continuano a essere certi che la Roma non sia una squadra debole, o così poco forte. Nonostante sei mesi in cui, a metà settembre come a fine febbraio, ha continuato a partorire partite orrende. Sei mesi di autolesionismo feroce, da psicanalisi. Sei mesi che sono bastati a molti per il salto della barricata, per farsi accogliere, previo bagno purificatore, tra la schiera di chi va predicando da fine agosto che la squadra sia debole, e che quindi è giusto che al limite possa giocarsi punto a punto il quarto posto. O tra coloro che addirittura hanno abdicato dopo aver visto il Milan non solo rafforzarsi a gennaio, ma iniziare a inanellare vittorie e prove convincenti.
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