
LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Se i calciatori della Roma credono di avere meritato un rigore, facciano come quelli dell’Udinese dopo il gol annullato, quando pur avendo torto marcio hanno accerchiato l’arbitro con la bocca schiumante rabbia. Invece i calciatori della Roma allargano le braccia come massimo gesto di dissenso, e poi ridono come dire “non ce lo date mai”. La gestualità è importante. Non quella dell’allenatore della Roma che al minuto ottantasette, sotto di un gol con la terzultima in campionato (le pericolanti vorrebbero sempre giocare con la Roma di Di Francesco per nutrire chance di salvezza), continua a urlare schemi affidandosi ai movimenti delle mani, coi giocatori che in quel frangente, da che calcio è calcio, tra stanchezza, trance agonistica e disperazione tutto sentono fuorché indicazioni tattiche urlate da bordo campo.
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