Essi vivono

12/11/2018 alle 11:48.
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LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Venticinque gradi quasi a metà novembre sarebbe un’anomalia ma il clima è cambiato quindi è la norma. A vedere ciò che è successo all’Olimpico uno poteva pensare che nevicasse. Partita anomala, perché la Roma ha vinto, è perché hanno convinto quei calciatori che per molti sembrava dovessero solo aspettare l’apertura del mercato di gennaio. Per andarsene. Sotto utilizzati o accartocciati su se stessi. Schick segna, Kluivert pennella calcio, Cristante dà sostanza e il la al primo gol.

La Roma non è sprovvista alla voce risorse. Errori sul mercato sono stati commessi, ma ritenere fallimentare la campagna acquisti è una forzatura. Così come pensare che per guarire il mal di gol bastasse togliere Schick e puntare decine di milioni su Berardi. Idiozia. Una squadra di calcio non deve fungere da nave scuola ma finora troppi elementi erano stati troppo poco “dentro” la squadra stessa. Al punto che si era costretti a parlare di emergenza. Non solo per gli infortuni.

Non basta un gol per decretare la rinascita di Schick, ma era ingiusto officiarne il funerale quasi a voler mettere il bollo sul fallimento dell’operazione più onerosa della storia della Roma. Kluivert umilia più che gli avversari tutti coloro che hanno passato l’estate, stizziti, a sentenziare che potesse giocare solo sinistra, ostentando la favoletta dei piedi invertiti, mistificando la realtà affermando che nell’Ajax dei giovani giocasse soltanto a sinistra. Cazzate. Scusate, ma non esiste termine migliore. Cristante è quello che in negativo finora ci aveva messo del suo più degli altri, fra gli ultimi arrivati. La più che sufficiente partita contro la Sampdoria è una perla rispetto a ciò che non aveva saputo mostrare.

La Roma ha l’obbligo di sfruttare tutte le risorse. L’allenatore non può prescindere da una rotazione che riguardi tutti i principali calciatori, da mandare però in campo con convinzione e non agendo per tentativi. Apparire e poi sparire per settimane non aiuta. Venirsi incontro sì. Anche nella definizione del ruolo. Un mese e mezzo fa Lorenzo Pellegrini era un fantasma. Oggi sta diventando un leader della squadra. La classifica resta un paradosso, ancora troppo brutta per essere vera. Fa sempre troppa rabbia non poter dimostrare con la classifica che la rosa della Roma non è inferiore o così nettamente inferiore a quella dell’, per tacere di Milan e Lazio. Per completezza, assortimento, risorse. Sperando che servisse l’estate di San Martino per fare iniziare un nuovo campionato, è necessario adesso insistere su chi contro la Sampdoria ha meritato una piccola riabilitazione. Ed è opportuno dopo la sosta provare a rilanciare anche Karsdorp. Perché i calciatori non possono sparire per sempre. Non i calciatori forti. E la Roma di calciatori forti ne ha. Vanno sfruttati.

@augustociardi - In The Box