Una risposta per mille domande!

20/09/2018 alle 13:13.
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LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Un grande, gigantesco, disarmante, avvilente boh! Una risposta sincera per mille domande. Un senso di vuoto davanti a questioni di cui non si conosce né l’origine né la soluzione ma di cui si percepisce la gravità.

Che cos’è la Roma in questo momento? È una squadra in crisi? Ma, prima di tutto, è una squadra? Ha un’anima? È allenata bene? Ha soltanto bisogno dell’ennesimo tempo? Quanto tempo? Ce n’è ancora di tempo a disposizione? Va avanti per tentativi? Crede in quello che deve fare? Ma, soprattutto, sa quello che deve fare? Ha le caratteristiche per fare quello che le si chiede di fare?

Domanda delle domande: c’è preoccupazione fra i tesserati della Roma? Fra i dirigenti, l’allenatore, i calciatori? Sono preoccupati? Perché dall’assenza di reazione a un inizio di stagione imbarazzante non sembrerebbe. Sanno dove mettere le mani? Le stanno mettendo? Che significa “Zaniolo ha giocato anche perché volevo dare un segnale alla squadra”? Un segnale? A metà settembre siamo già a questo punto? Al ruotare tutti i centrocampisti a disposizione fino a mandare in campo il più giovane per lanciare segnali? Siamo alle schermaglie? Segnali alla squadra che tu hai voluto dando il benestare a cessioni di elementi di peso, selezionando i componenti della rosa in totale accordo col Direttore sportivo?

Che senso ha evidenziare i problemi della Roma negli ultimi venticinque metri di campo? Che esistono, ok, ma si sommano ai problemi dei cinquantacinque metri centrali e a quelli dei primi venticinque metri? Quelli in cui chiunque, da Bale a Rigoni passando per Giaccherini, Cutrone, Asensio e Stepinski, ci entra senza dover sgomitare per ritrovarsi davanti a un che per la seconda volta consecutiva risulta il migliore in campo?

L’allenatore vede da bordo campo quello che è evidente da fuori? Che la Roma in campo ha 105 metri di problemi? Perché la Roma concede lo stesso numero di palle gol che subisce il ? Perché la Roma è l’unica squadra, oltre al , a non avere uno straccio di identità? Perché chi ieri fa gol o gioca benino oggi sparisce fra panchina e tribuna? Perché non si dà continuità e minuti a un blocco di squadra? Perché se non segna nessuno riesce a fare gol? Perché le mezze ali da quindici mesi faticano a dare un contributo decente considerando che in quei ruoli hanno giocato almeno una mezza dozzina di calciatori, da a , da Gerson a Pellegrini passando per Cristante, Pellegrini e Pastore? Perché si fanno esperimenti in partite da tre punti? A cosa sono serviti i due mesi pieni da inizio luglio a inizio campionato? Fino a che punto l’allenatore si sente responsabile? Domenica c’è il . C’è qualcuno che non è preoccupato? C’è la consapevolezza che senza esagerare rischiamo di essere, alla quinta giornata, all’ultima spiaggia? Boh!

In the box - @augustociardi