Passa il tempo non cambia la gente

09/08/2018 alle 13:27.
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LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Un anno fa, in questi giorni, la Roma si faceva spezzare le reni da Iago Aspas e Pione Sisto, in venticinque minuti due gol a testa, tra il quindicesimo e il quarantesimo del primo tempo. Celta Vigo-Roma quattro a uno. per i giallorossi. La mattina seguente sembrava fosse passato un uragano. Tutto da buttare, tutto da rifare, niente da conservare. “ ci pensi bene, così è meglio che la stagione non la cominci”, “ ci sta pensando, forse lascia”, “ non può fare il centrale nella difesa a quattro”, “Under farà la fine di Ucan”. Social, radio, giornali: ogni mezzo di comunicazione era buono per urlare la disperazione, attirare l’attenzione di una task force che rimettesse in piedi una squadra in grado di non prenderne cinque dall’Atalanta, qualche giorno dopo. Attizzava il fuoco lo stesso , che a fine partita tuonava contro i calciatori richiamandoli verbalmente affinché fossero più concentrati, maggiormente convinti. Era il 13 agosto. Tredici agosto. Tredici. Agosto. La reazione più naturale, fra chi non impazzì, fu quella di difendere proprio , slancio fisiologico avuto anche da chi non lo avrebbe neanche ingaggiato.

Il 13 agosto sembrava il 13 maggio di una stagione fallimentare, clima da resa dei conti. Invece si doveva ancora giocare la prima di campionato. Follia da solleone, roba da insolazione, Avoja a ricordare di bere molto e non uscire nelle ore più calde. Un delirio. Per un’amichevole persa. A rileggere quella formazione, in campo c’erano soltanto due titolari, e Kolarov, con Under che titolare sarebbe diventato cinque mesi dopo. il titolare lo avrebbe fatto proprio da difensore centrale nella retroguardia a quattro. La coppa d’attacco era formata da e Defrel. Roba che manco al Benevento. Maledetto calcio d’estate. Passa un anno, perdi due amichevoli con e Tottenham, e scopri che sei di nuovo a un passo dal baratro. Eppure non dovrebbero servire delle partite trasmesse in piena notte per dimostrare che Olsen non sarà mai , che non fa la differenza, che Marcano non è fuori dalla Nazionale spagnola in quanto boicottato. Non serve un’imbucata di Gareth Bale per certificare che se compri una dozzina di calciatori, e ipotizzi che rispetto all’anno precedente avrai almeno quattro nuovi titolari, serve tempo per trovare l’amalgama.

Questo è il fulcro della discussione. Il tempo necessario per completare il rodaggio. Che aumenta se i nuovi sono tanti. È fisiologico. Necessario. La domanda è: era necessario cambiare così tanto? O sarebbe stato preferibile asciugare il numero di acquisti da inserire in una squadra che negli ultimi tre mesi della scorsa stagione ha cambiato marcia? Poi magari fra dieci giorni sbanchi Torino, la squadra è già in condizione, e ti dimentichi subito per l’ennesimo anno le maledette partite del calcio estivo. Come un anno fa, quando al gol di Kolarov a Bergamo, Celta Vigo-Roma fu cestinata. E chi aveva esagerato con le critiche post amichevole, magari sarà pure un po’ arrossito.

@augustociardi - In The Box