Dimenticando Coric

11/08/2018 alle 17:04.
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LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Nel gioco delle coppie per il centrocampo della Roma, aspettando il nuovo innesto che verosimilmente prenderà il posto di Gonalons, ci si dimentica di Ante Coric. Meglio così. Talento puro, faccia da bambino, in campo diventa un impunito, perché sa di essere dotato, perché sa di poter andare lontano, perché sa di avere avuto su di sé gli occhi dell’Europa che conta. La Roma è stata brava e tempista mettendolo sotto contratto a cifre basse considerando che oggi il primo sbarbato che tratta con eleganza il pallone costa almeno venticinque milioni di euro. Ecco, dimentichiamoci tutto. Tranne Cengiz Under. Che c’entra con Coric? Molto.

Benevento-Roma, stanco match infrasettimanale di un tiepido pomeriggio di fine settembre 2017. Under titolare. La giuria di qualità dei filmati YouTube lo aveva esaltato. Gli scettici a prescindere lo aspettavano al varco.

La Roma quella partita la vince in scioltezza, il Benevento i gol se li faceva da solo. Bastava che Kolarov mettesse una palla in mezzo e i difensori di Baroni facevano a gara a chi segnasse per primo nella propria porta. Quattro a zero. Under gioca il primo tempo. Timido, non entra in partita. Apriti cielo.

Dalla sera stessa ai giorni successivi un tiro al bersaglio: “è Ucan che si è tagliato i boccoli”, “aridateme ”, “mai più in campo e poi a gennaio mandiamolo in Serie B”. Solita storia. A gennaio Under ha iniziato a mostrare ciò che è e ciò che sarà. Non in Serie B, nella Roma. Serviva soltanto il tempo necessario che devi garantire a un ragazzo giovane.

Bravo a vedere in lui doti non indifferenti. Bravissimo Cengiz a tenere duro e lavorare sodo. Il nuovo talento viene da un posto un po’ meno decentrato rispetto alla Turchia. La Croazia è terra che dà del tu al pallone. Coric troverà la sua collocazione. Senza fretta. , , Pellegrini, Pastore, Cristante e, al momento, Gonalons. Serve un semaforo per la mediana della Roma. Meglio così. Il primo anno non è abbuonato, il primo anno è per la palestra. Un certo Wenger ha sempre ripetuto come un mantra che per i ragazzi occorrono due anni per una completa valutazione. Se poi bruciano le tappe, tanto meglio. Mijatovic, Stimac, Ban, Vlaovic, Stojkovic: negli ultimi mesi su di lui si sono espressi molti ex illustri provenienti da quelle terre. Parere comune: futuro campione. Pareri in attesa di verdetto: il ruolo.

C’è chi lo vede trequartista, chi intermedio (dove sostanzialmente ha giocato finora a Zagabria), chi lo vede playmaker alla Pirlo. Nel mentre, dimentichiamocelo. È il modo migliore per proteggerlo dalle intemperie dialettiche.

@augustociardi - In The Box