Le luci di posizione di Schick

24/07/2018 alle 12:50.
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LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Un anno fa in questi giorni la Roma si godeva bomber fresco capocannoniere della Serie A e dell’Europa League, prendeva confidenza con un ragazzino dalla faccia giusta proveniente dalla Turchia, contava Defrel come possibile cambio per la fascia o del bosniaco. E il tormentone da spiaggia correva fra la capitale e Leicester, alla ricerca di quell’esterno destro mancino di piede che ci rendeva quasi stalker di Mahrez, di cui Monchi a ogni conferenza stampa di presentazione dei nuovi giallorossi svelava un dettaglio di una trattativa mai condotta in porto.

Ad agosto infine sarebbe arrivato un diamante neanche troppo grezzo, Patrik Schick, elegante giovanottone che impiegato part time nella Sampdoria aveva fatto innamorare mezza Europa mostrando un talento puro, uno di quei calciatori in grado di fare venire giù uno stadio con un dribbling a rientrare propedeutico per un gol sotto al sette. Era della , anzi no, fermato da una quisquilia cardiaca, si allenava con Giampaolo ma Genova oramai gli stava stretta. Arrivava alla Roma da calciatore fra i più pagati di sempre dal club giallorosso. Il resto è cronaca di una stagione ancora più tormentata dell’estate.

Un anno dopo Schick non sta in nessuna probabile formazione di inizio stagione. Vice la sua mansione. Senza più discussioni sul ruolo. Anche perché la Roma corre sulle fasce all’insegna della gioventù di talento. Intanto è arrivato Kluivert. Talento d’oro. Oro nero. Di Schick si parla meno. Meglio. Si allena, segna in amichevole, ride. Lavora per il gol. Perché alla Roma della meravigliosa stagione della semifinale europea e del grigio terzo posto (grigio perché la squadra si è piazzata a mille punti dalle prime due) sono terribilmente mancati i gol del nazionale ceco.

Si pensava che la squadra avrebbe incassato parecchi gol e li avrebbe restituiti con gli interessi agli avversari, invece in Serie A la Roma ha blindato la difesa (prima imprescindibile regola per vincere in Italia) faticando troppo sotto porta. Aggrappata a super Edin e a Under, esploso nel 2018. Ora tocca a Schick. Nell’estate da acquolina in bocca pregustando le giocate dell’olandesino volante e del brasiliano proveniente dalle rive della Garonna, sta per cominciare la stagione che potrebbe essere sua. Di Schick. Spenti i fari abbaglianti, Schick viaggia con le luci di posizione, è a disposizione dal primo giorno di ritiro, ha meno peso sulle spalle. Convive con equivoci sul ruolo. Presupposti ideali per colmare quella lacuna alla voce “gol fatti” dalla Roma.

In the Box - @augustociardi