Che facciamo? Smettiamo di giocare a pallone?

11/07/2018 alle 15:12.
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LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Metti Cristiano Ronaldo alla . Non basta lo spazio di questa rubrica per elencare tutto quello che ha vinto l’uomo d’oro del calcio mondiale e quello che il tiranno della Serie A si è portato a casa negli ultimi sette anni. Metti Cristiano Ronaldo alla e pensi al che ha scelto il meglio per sostituire Sarri. Alla Roma che ha rialzato la testa grazie a una stagione in Europa da tramandare ai posteri. All’ che sta consegnando a una squadra molto più forte di quella che ha raggiunto la con un finale da infarto. Metti #CristianoRonaldoallaJuve (come da hashtag su ) e ti assale una depressione cosmica. Stai attento ai conti, organizzi un gioco riconoscibile che ti conferisce una identità ben definita, mantieni le promesse fatte a Nyon rispettando il Fair Play Finanziario. E i cannibali ingaggiano il più affamato campione del pianeta. L’unico più insaziabile di loro. Roba da smettere di giocare a pallone. Ma è questo che vogliamo? Anche se lo volessimo, si giocherebbe lo stesso. E allora giochiamo. Al pronti via le distanze sembreranno incolmabili. Disarmante. Ma se amiamo il calcio è perché il calcio in fondo ha la stessa natura dell’uomo. Meschina. Perché quando meno te lo aspetti ti presenta un conto ben più salato di quello che la paga per portare a casa un extraterrestre. Farà specie vedere Cristiano Ronaldo giocare al Castellani di Empoli, con le tribune fatte coi tubi innocenti. Te lo immagini fare tripletta e a fine partita presentarsi alle telecamere con un assegno da dieci milioni di euro mentre dice “caro Empoli, questi sono per lo stadio nuovo”. Pensi ad che è stato l’allenatore che CR7 ha più amato. E che va a dove hanno comprato Verdi e Inglese. Pensi a Di Francesco che candidamente dice “puntiamo allo scudetto”. A che non fa in tempo a gioire per come Ausilio si è fatto beffe (legali, per carità) del FFP, e ora vede la squadra da inseguire che mette in rosa più forte di tutti. Che fare? Risposta banale. Giocare. Chi punta allo scudetto non potrà permettersi mai più la crisi che ha avuto per due mesi la Roma. In balia di quell’insopportabile senso di immobilismo che la attanagliava tra gennaio e febbraio mentre regalava punti a chiunque. Chi punta allo scudetto sa che quando capiterà un errore arbitrale come quello che ha deciso -, il giorno dopo non potrà dimenticarsi di uscire dall’hotel regalando la partita agli avversari subendo un contraccolpo psicologico che chi insegue la di Cristiano Ronaldo non dovrà mai mettere in conto. Smettere di giocare non si può. Rispondere comprando neanche. Sarà ancora più difficile di quanto lo sia stato finora. Si giochi. Anche se sembrerà di stare al tavolo da poker con uno dei quattro che ha in mano otto carte e gli altri tre giocano a carte scoperte. Comanda chi ha più soldi. Vince quasi sempre chi comanda. Bisogna far leva su quel “quasi”. Ogni tanto capita quello che nessuno si aspetta. Perché il calcio sa essere meschino. In barba anche alla ricchezza. Ecco perché ci piace. Ecco perché si continuerà a giocare. Nonostante Cristiano Ronaldo.
In The Box - @augustociardi