Dalla panchina alla banchina. Come pescare in acque straniere

29/05/2018 alle 15:26.
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LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Nei paesi di mare ti insegnano che si può fare un’ottima minestra di pesce o un sugo delizioso anche col pescato che non è di primo livello, quello che non viene esposto fra i crostacei, in vetrina, che attirano i villeggianti che poi il lunedì in ufficio si vantano coi colleghi dicendo “me so andato a mangià il pesce al porto de Anzio”. C’è il pesce cosiddetto povero. O quello sì da vetrina, ma che finisce nelle cassette da dieci euro al chilo in quanto un po’ ammaccato, un po’ più sfigatello.

Dal mercato del pesce a quello del calcio, ciò che avanza nei mari più pescosi, sulle nostre tavole può fare la sua gran bella figura. Chiedere alla per Tevez, o alla Roma per , e Kolarov. Minimo comune denominatore, quell’oceano blu che è il Manchester City. Che alleva splendidi esemplari rinnovando continuamente le razze, e spedendo di rimando sul mercato calciatori a prezzi ribassati. Che magari nel recente passato hanno fatto le fortune delle squadre italiane dopo aver chiuso il proprio ciclo in grandi club. Barzagli, Cambiasso ed Evra fra i protagonisti dell’ultimo decennio di Serie A.
La stagione appena archiviata ha partorito delle grandi deluse. Il Manchester United su tutte. Ma in parte anche l’altra di Manchester, il Bayern Monaco, il PSG, persino il . Dando un' occhiata alle rose di queste potenze continentali salta agli occhi la chance di poter organizzare un mercato intelligente. Laddove risparmi sul cartellino, puoi allargarti sull’ingaggio. Giochi di incastri.

Darmian, Blind, Herrera, Martial, persino Matic; Danilo, Gundogan, Yaya Touré; Denis Suarez, Andrè Gomes, ; Areola, Meunier, Draxler, persino Di Maria; Vidal. E poi Kovacic, David Luiz, Pedro, Mustafi, Moussa Sissoko, Vrsaljko. Una batteria di calciatori costati anche 78 milioni (Di María al Manchester United) o 63 milioni (sempre Di Maria, ma al Paris Saint-Germain) o 36 milioni (indovinate chi? Esatto, Di Maria, quando lo comprò il ). Gente che può arrivare a guadagnare anche 8 milioni di euro (inutile che vi scriva il cognome).

Gente che per tante ragioni fa le valigie, messa all’angolo dai tecnici, per fine corsa, o in rotta di collisione col club per questioni contrattuali. Bisogna saper scegliere. Con chi farebbe il salto di qualità la Roma pescando fra i giocatori elencati? Con chi impreziosire il mercato che finora ha portato in giallorosso l’enorme talento di Ante Ćorić? C’è da sbizzarrirsi. Può essere un gioco estivo, di quelli che fanno ingannare l’attesa prima del Mondiale e prima del ritorno del campionato. Può essere gustoso. A patto che nella cassetta di pesce che compri sul ciglio della banchina a ridosso delle paranza e dei gozzi al ritorno dalla battuta sui mari più pescosi, fra un’arzilla e un’alicetta non finisca un Ashley Cole. Perché anche il pesce può risultare indigesto.

@augustociardi - In The Box