Il romanismo spiegato da mio figlio

10/01/2018 alle 13:33.
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LR24 (GIANVITTORIO DE GENNARO) - Che ci fai ancora sveglio a papà?
- Non prendo sonno, tanto domani è domenica e lunedì gli insegnanti scioperano. Ci guardiamo la tv insieme, pà?
- Manco io riesco a dormire in effetti. Daje va, però mettiamoci in cameretta tua ché se la mamma se sveja so' dolori. Domattina tocca andare fuori, a casa dagli zii, ti ricordi sì?
- Sì che mi ricordo, mi sto preparando psicologicamente...
- A chi lo dici, là su è pieno di quellilì...
- Forza papà non ci pensiamo, mettiamoci sul lettone e vediamoci qualcosa.
- Eh bravo metti un bel film va, non me fa' vede' calcio che oggi non è aria.
- Veramente io volevo rivedere la partita, sai l'ho messa a registrare. Mi piace rivederla dopo lo stadio. Allo stadio non vedo niente.
- E ti credo, stai sempre a zompà de qua e de là bello de papà. Sei paro paro a me quand'avevo l'età tua. Comunque no, non me fa vede' la Roma che dopo oggi sia benedetta la sosta che almeno per due settimane posso sta' un po' tranquillo senza avvelenamme il sangue.
- A papà davvero pensi che ti passerà così facilmente? Vedrai che martedì già ti mancherà la Roma.
- No no, fidati che dopo st'ultimo mese non mi mancheranno pe' niente. Ma l'hai visti oggi? Ma te sembra il modo di scendere in campo dopo tutto quello che è successo 'sto periodo? E prima vai fuori dalla Coppa Italia col Torino e poi perdi a Torino con quelli e ancora sto bestemmiando per il gol mangiato alla fine. Altro che , se sapessi come funziona 'sto avoja te a santi che sarebbero volati. Per non parlà del e di oggi. So' stanco a papà, so' stanco di vederli sempre crollare e rovinare una stagione. So' stanco di...
- Papà, papà stai buono mi stai facendo sanguinare le orecchie. Pensa a me che martedì a scuola mi dovrò sorbire gli sfottò di quellilì.
- Eh, mo ce stanno pure sopra e chi li po' azzittì?
- Io
- Ma che stai dicendo, siamo indifendibili.
- Pure se fosse così io da quelli non mi ci faccio prendere in giro. Sono sopravvissuto a due anni di elementari dopo la finale di Coppa Italia, non sarà certo questo a buttarmi giù.
- La fai facile te, sei ancora piccolo mica hai subito tutte le umiliazioni che ho subito io.

- Quand'è il mio compleanno pà?
- Ma che hai bevuto senza permesso? Ma che domanda è?
- Quando sono nato pà?
- Il 22 maggio, pensi che me lo posso scordare?
- E che succedeva mentre la mamma entrava in sala parto pà?
- E chi se lo scorda: con una mano tenevo quella di tua madre che urlava come Giannini sotto Sud dopo aver segnato alla Lazio e con l'altra...
- E con l'altra papà?
- Tenevo la cuffietta della radiolina. Però ci salvammo eh, quel giorno a Bergamo ci salvammo non potevo non sentirla. Certo, tua madre non m'ha rivolto parola per un giorno. Ma ne è valsa la pena.
- Ecco, sono nato il giorno in cui la Roma si salvava dalla B per il rotto della cuffia. Penso che basti per farmi passare anche questa delusione, no?
- Eh no invece, te manco l'hai vista quella Roma.
- Beh, no in effetti. Però ricordo la sconfitta con la Samp e poi l'eliminazione con lo Slovan e il 26...te le devo elencare tutte o mi fermo?
- No no, fermate fermate che se ce ripenso me vie' voglia di strappare l'abbonamento.
- Ma che sei matto, senza il tuo io con chi entro? M'hai promesso che fino a 14 anni m'avresti portato tu e poi, finalmente, potrò andare in Sud. Non fa scherzi pà.
- Ci tieni eh? Avoja a cresce' amore mio, te manco t'immagini in che casino ti sei messo. Anzi in che casino ti ho messo. Ma almeno per me era tutto più facile, in fondo quando avevo la tua età era tutto meno difficile. Tifare la Roma intendo. La Sud poi era uno spettacolo, non che oggi non lo sia ma purtroppo non c'è paragone. Entravamo ore e ore prima, i fumogeni, gli striscioni. Anche se non vincevamo o vincevamo pochissimo c'era un'atmosfera unica. Oggi è tutto più difficile, lo stadio sembra sempre più un palazzetto del basket americano. Mettici che questi giocano da far schifo. Io mi sa che l'anno prossimo manco m'abbono, tanto per quanto pago una tribuna meglio metterli per saldare le rate della macchina.
- Se provi a dirlo un'altra volta sveglio la mamma e le dico che il vaso che le piaceva tanto non l'ha rotto Apollo, ma tu. Per quanto era furibonda voleva staccargli la coda povero piccolo. Tu allo stadio ci vai, e ci vieni con me. Anche a costo di vedere la Roma non vincere ancora. Un giorno mi hai fatto vedere un video per spiegarmi l'antiromanismo, oggi pà ti voglio ricordare una cosa. Tu ti lamenti, sbraiti, urli, bestemmi e ci stai male. E non hai torto, sia chiaro. Stiamo tutti male per colpa della Roma, per colpa di tutti. Però te sei stato fortunato, io che dovrei fare secondo te? Da quando sono nato non ho mai visto la Roma vincere qualcosa, e quellilì sì. Ogni santo giorno sui social mi prendono in giro, a scuola manco te lo dico. Io che dovrei fare se ragionassi come fai tu ora? Papà non ci possiamo far nulla, o almeno tutto ciò che facciamo e faremo non potrà cambiare le cose. Le cose le deve cambiare chi di dovere, chi realmente può. E se così non fosse, se tutto questo non cambierà e dovrò aspettare altri dieci anni, io aspetterò. Come tu hai aspettato vent'anni per vedere lo scudetto, io ne aspetterei quaranta.

- Ai miei tempi era diverso, era meglio.
- No pà, era uguale. La Roma è sempre la stessa, un'eterna incompiuta. La più bella delle eterne incompiute. E ci fa rodere l'anima e ci fa restare insonni, tristi e incazzati a fissare il soffitto. E vorremmo sfidare a brutto muso tutti, anche i nostri per fargli capire quanto le loro mancanze e certi proclami disattesi generino dolore dentro di noi. Ma sai che c'è papà? Io potessi tornare indietro a quel giorno in cui per la prima volta ti chiesi di andarci, te lo griderei ancor più forte "Papà mi porti allo stadio". Perché un giorno arriverà quel giorno in cui 'ste lacrime di rabbia saranno gioia, quella vera, quella che non conosco ancora. E quel giorno magari sarò in Sud e te in Tribuna e dopo la partita andremo a festeggiare per ore, giorni. E la mamma dovrà chiamare la Polizia per ritrovarci.
- Lo sai che quel giorno potrebbe non arrivare così presto? Come fai a sognare se questa Roma sembra essere capace di toglierci anche il sogno?
- Perché ho imparato da te, anche se sembra che tu ti sia dimenticato. Noi non saremo i più forti ma non è per questo che siamo ciò che siamo. Noi non abbiamo nessuna sfida da rispettare, noi romanisti lo siamo e dobbiamo esserlo sempre. Ché non vuol dire non voler vincere, anzi. Io voglio vincere più di tutti voi insieme, più di tutti i giocatori insieme. Papà, un giorno voglio vincere e festeggiare con te. Questo è il mio sogno, sei sicuro che l'ennesima stagione che si prospetta fallimentare possa togliermi 'sto sogno?

@g_degennaro - In The Box