Kostas to Kostas

05/09/2017 alle 15:18.
manolas-ciardi

LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Ci fu un tempo in cui Kostas aveva iniziato il percorso di santificazione, saltando a piedi pari lo status di beato. Giocava accanto a onesti prestatori d’opera come Astori e Yanga-Mbiwa, ed era chiamato a tenere alto il muro di una difesa che aveva perso e si apprestava a perdere , i baluardi, già santi protettori, di . Il greco avrebbe dovuto sostituire il marocchino, e fare coppia col brasiliano. Che fece però i conti con un male fortunatamente scacciato, ma che alla lunga gli ha minato la carriera, quantomeno quella nella Roma. E così la coppia - dura un tempo, quello di Empoli. Poi l’ex Corinthians esce di scena. E il tifoso della Roma si aggrappa a quel viso modellato dal meltemi. I 15 milioni bonus compresi fanno stampare un sorriso beffardo sulle facce di chi è consapevole di aver fatto un affare (l’Olympiacos manterrà per due stagioni il diritto sul 50% dei proventi di un’eventuale cessione).
è il simbolo di una difesa che con
in panchina rimarrà un punto di forza anche in tempi più o meno grami (nelle coppe). Con lui in difesa la Roma ottiene due secondi posti e si piazza una volta al terzo posto. Dopo , e , è il quarto calciatore acquistato dalla proprietà americana che vanta più stagioni in maglia giallorossa. Ha appena iniziato la quarta. Ma molti non vedono l’ora che cali il sipario sul 17-18 per vederlo partire.

Carattere particolare, . Soglia del dolore che viaggia rasoterra. Un pestone lo fa saltare in aria manco avesse acciaccato una mina, un dito in un occhio durante uno scontro fortuito di gioco lo trasforma nella vittima di una sparatoria. Un allungo un po’ forzato e dalla reazione temi che debba star fuori per i successivi sei mesi. Poi però torna in campo, brontolando, rinnegando il cielo, prendendo a sassate tutti i sogni ancora in volo (semicit.), quelli degli attaccanti avversari, che speravano uscisse dal campo. Perché Kostas dalla partenza di e dal cambio rotta della carriera di , ha dimostrato di essere un difensore valido. Non è Vierchowod, ma nemmeno Loria (con tutto il rispetto). Un anno con Astori e Mapou, due con , uno con , tipologie e storie diverse, rendimenti diversi, destini condivisi con il lamentoso Kostas, che fino a un anno e mezzo fa sui social appariva in versione santino Panini, vestito di tutto punto (con una storica casacca della Roma) e con l’esortazione “ovunque proteggimi”. prega per noi. Che noi preghiamo te.

Coast to coast sta per da Kostas a Kostas: un percorso strambo. Dal processo di santificazione a quello nel tribunale virtuale delle chiacchiere. Dove non ci sono santi, se finisci alla sbarra difficilmente te la cavi. La goccia scava la roccia e l’ottimo (i campioni sono altri, sia chiaro) diventa per molti una sorta di sciagura. Addirittura un calciatore di cui disfarsi nell’estate in cui all’altare del bilancio è stato già sacrificato . Che ha preso il suo posto dopo il giallo di San Pietroburgo, concluso con il no in greco nel giorno in cui tutti aspettavano a Villa Stuart per le visite mediche prima del trasferimento alla squadra di Roberto Mancini. Storie di mercato. Succede. Un no quando tutti aspettano il sì. resta. Tutti a guardarlo in volto quando scende in campo. Come sta? Je va o nun je va? Nun je va, sentenziano. Molti. Perché qualsiasi cosa faccia, oramai in molti sperano che il meltemi che spazza via le coste greche spiri così forte da spazzare via Kostas da Roma. E chi se ne frega se la voce proveniente dal suo Paese che lo avrebbe visto in scendere in campo infortunato in Nazionale (col rischio di pregiudicare le prossime settimane in giallorosso) fosse solo ed esclusivamente una voce. A molti piace pensare che sia andata proprio cosi. Caso anomalo di meltemi che porta burrasca.

@augustociardi  - In The Box