Vedi Napoli...e poi, Mario?

10/07/2017 alle 11:13.
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Duecentotrentasette chilometri separano in linea d'aria Empoli dalla Capitale, eppure quel breve tratto ha rappresentato il passaggio dalla realtà provinciale in perenne lotta per un posto tra le grandi, ad una dimensione europea dove duellare per affermarsi nell'élite del calcio italiano.
Arrivasti sorridente e fiducioso a Fiumicino, faceva piuttosto caldo ma le dimostrazioni d'affetto non mancarono.
Perché qui chiunque è benvenuto. Chiunque.
Il primo volo transoceanico con i nuovi compagni, smanioso di dimostrare che quel posto era il tuo posto nonostante i mugugni e le perplessità altrui. Poi lo scontro con il giovane Seck, il che cede - ancora un altro, l'ennesimo, una persecuzione - come una cianchetta dopo aver percorso i primi cento metri di una Maratona.
Mesi di lavoro coccolato tra le mura di
Trigoria, le partitelle con la Primavera e
il rientro in campo al cospetto di un giovane ragazzo capace di ribaltare le idee catastrofiste di molti e le successive - sacrosante - giornate passate in panchina.
Darebbero fastidio a chiunque, ma nelle grandi squadre funziona così: nessuno ha il posto assicurato.
Si deve sudare in ogni allenamento, secondo dopo secondo e forse, forse si riuscirà a riconquistare ciò che si vuole.
E invece il procuratore decide di fare il procuratore in un mondo del calcio dominato da figure di dubbio gusto intellettuale. E son occhiolini verso Sud mentre la Roma spinge per segnare sotto la Sud, e ancora dichiarazioni su dichiarazioni, richieste e prese di posizione.
Vedi ...e poi, Mario?

Gianvittorio De Gennaro - 'In The Box' per LR24