L'ennesimo articolo su Totti

11/07/2017 alle 12:00.
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Un giorno, forse. Un giorno ci riusciremo. Forse. A guardare senza cercare. A rinunciare a quel rito tribale che pretendeva ogni anno la stessa sequenza di racconti tra le vacanze al mare, quindi la settimana di depurazione, l’ultima esemplare tenuta fisica al raduno, la battuta alla partenza, quella alla presentazione. Chissà se le campane di Pinzolo suonano ancora. O hanno congelato anch’esse il loro battito il 28 maggio, all’ultima devastante apparizione.

Dove stai capità? Come stai? Che fai il giorno? C’è chi ha fatto finta di andare avanti ma in realtà sta ancora là, allucinato sul seggiolino dello stadio o sperduto sul divano davanti alla televisione, con gli occhi di un bambino, consapevole di dover crescere ma in realtà sempre più piccolo. La saggezza dei nonni, la spensieratezza degli zii, la maturità dei padri strappati e riportati all’originale innocenza, quella dei bambini. Gli occhi incantati di chi ha ricevuto, per sé e per tutti, il sogno della fascia di capitano erano gli occhi di nonni, zii, padri, fratelli, miei.

Che fai capità? Come stai? A che pensi? Anche adesso che il ciclo è ricominciato, i giornali disegnano i campetti con la nuova formazione e la clessidra che porta ai calendari è già semivuota, l’organismo fatica a regolarizzarsi. E quando s’innalza la gigantografia della rockstar del momento, Monchi, per parlare dal palco della presentazione, uno stomaco s’intorcina a tal punto da emettere la preghiera “Portace . Portace . E’ vero, mancano un terzino, un , un’ala. Lo avrà imparato anche quel tifoso. Non è un impostore a chiederlo, né un disturbatore, un fanatico o come da classificazione moderna, un vedovo. Chissà che radio ascolta, magari adesso pronuncia parole come “business plan”, ha la “plusvalenza” nell’intercalare, sa cos’è una conferenza di servizi. Chiede di , qualcosa in grado di divorargli le interiora.

Che pensi capità? Come stai? Hai più toccato un pallone? Non ha mai smesso, in fondo. C’è la nuova maglia con la stampa 10”, che al di là del bieco marketing assume valore incalcolabile quando finisce in taglia extra small sulle spalle di chi ancora dorme con mamma e papà e non sa, ma lo sa, cos’è . Gliel’hanno spiegato i grandi, quelli che i miglior riflessi li dimostrano nel cambiare canale quando compaiono immagini del 28 maggio.

E’ il tempo, ci hai provato a spiegare. Il tempo, te lo ricordi? Ma a casa tua, quando vennero ospiti i meno abbienti, un giorno fu ricordato: “Amor che vince il tempo e resta intatto”. E prima o poi dovremo tornare a casa. Quel giorno, stamose vicini.

@MirkoBussi - In The Box