Er canto de sto popolo tenore (è n'armonia de favola passata)

07/12/2015 alle 17:31.
pallotta-pezzo-dario

La Roma é un fiume carsico. È così che decide di inabissarsi, all'improvviso. Non é arida di acque ma si ostina a non confluire nel mare. La Roma fa perdere tracce di se' e ti sfida. La Roma ti illude. E ti conduce alla pazzia.

Passiamo il tempo a caccia di colpevoli da livellare al suolo e forse nemmeno siamo così interessati a trovare le soluzioni. A trovarne, di soluzioni, deve pensare chi continua a definire quella con il Bate Borisov "La Grande Partita". Come se a Verona, era agosto, non fossero stati già pesanti come macigni quei due punti persi. Come se tra , Atalanta e Torino, avessimo noi sacramentato per nulla.

Per arrivare dov'è arrivato, ha il fiuto per gli affari. Conta soldi di mestiere. Ed è uno sveglio. Troppo sveglio per non capire che atterrare a Ciampino alla fine di Torino-Roma e andarsene prima della trasferta di (se così sarà, come sembra) lascia perplesso anche chi perplesso non era.

Vada a , . Ci sia lui in Tribuna Posillipo. Nessuna emanazione, nessun derivato. Ci sia il presidente della Roma, nella trasferta più ostile dell'anno. Boston puó attenderlo. Proceda con le consultazioni, finisca con le confessioni, poi vada a . In maniche di camicia e col gilet, la barba di tre giorni. Manco la giacca appresso. Arriva la Roma col suo presidente incattivito. E presente. Cosa cambia? Forse niente. Ma arriva la Roma col suo presidente.

Con la Roma, di soldi ne ha spesi e ne ha ripresi. Ora si tratta di chiedersi cosa sará di lui. Cioé di noi, cioè della Roma. Si tratta di riprendersela in prima persona. Mó. Hic et nunc. Non a stadio fatto. Si tratta di continuare a progettare il nuovo e di ripopolare il vecchio. La Roma esce dalla palude di negatività solo con la sua gente. A patto che la sua gente non si sia votata, nel frattempo, allo sfascismo nichilista più smodato.

Perchè la democrazia nel calcio genera mostri a tre teste. E a Tor Tre Teste, pure.
Per molti, è ora relegato al rango di un mezzo bidone arrivato in Italia a svernare.
Ecco, va protetto come l'orso marsicano: se si estingue da Roma lui, dovremmo estinguerci noi. Possibilmente un secondo prima. Per arrossire in gran segreto.

Se ho , non posso rimpiangere . E basta. Invece di passare il tempo a chiedermi perché non sia definitivamente esploso a Roma e Milano, mi risponderei che magari è a Siena o che deve giocare. Fino al resto dei suoi giorni.

Se ho preso , pagando un'Audi come una Seat, quello che fa Doumbia in Russia, a chi segna, come e quando, cosa puó importare? Se davanti mi giocano e quel Gervinho di ottobre e novembre, se ho preso Iago (sì, pure Iago ), io a non ce penso proprio. A lui e ai suoi capricci che per un attimo fanno rivalutare gli sganassoni presi da un suo ex allenatore. Erano pure pochi, me sa.

Allo stesso modo, non si puó non esser contenti per il primo gol da grande del piccolo Lorenzo Pellegrini, ma da lì a recriminare per non averlo visto al posto di o chissà chi altro in mediana, ce ne corre.
Sanabria tripletta? Bene, complimenti. Bravo Tonny. Bravo ma 'sti cazzi ah Tonny. Giochi ar Gijón giochi, ma che davero davero?

La Roma è stata costruita per il vertice e al vertice puó ancora arrivare.

A - Con .
B - Non necessariamente con .
C - Malgrado .

Dario Bersani
@DarioBersani