17 giugno 2001 - Il terzo tricolore giallorosso

17/06/2017 alle 10:18.
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LAROMA24.IT (M. Salvitti) - “…il tempo ha deciso. Maledetto tempo... E' lo stesso tempo che il 17 giugno 2001 avremmo voluto passasse in fretta. Non vedevamo l'ora di sentire l'arbitro fischiare tre volte.” Di tempo dal triplice fischio di quel 17 giugno del 2001 ne è passato. Ben 16 anni. E in questi 16 anni nessuno ha dimenticato nemmeno per un attimo quei momenti: il missile al 18’ che gonfia la rete, via la maglietta, la corsa sfrenata sotto la sud, quel “è vostro” col dito rivolto ai tifosi. L’aeroplanino che decolla al minuto 40. Il ruggito finale del Re Leone a ricordare a tutti chi è il più forte. 3-0 per la “Roma Campione d’Italia”. Con tanto di magliette celebrative. Eh si, perché del gol di Di Vaio non tutti hanno memoria. Ma poco importa se quel gol da molti non venne visto, perché in quel momento gli occhi di tutti erano gonfi di lacrime di gioia pronte a scendere giù, per liberarci dal peso di un’attesa durata troppo e farci tuffare in un fiume di piacere che avrebbe inondato la città per i mesi a venire. In questi lunghi 16 anni i tifosi romanisti hanno sempre visto quel ricordo “correre” sul prato verde dell’Olimpico, attraverso qualcuno che quel titolo lo ha vinto sul campo, insegnando a noi tutti cosa significa essere Campioni d’Italia. Il 28 maggio scorso però l’ultimo eroe di quella gloriosa annata ha salutato l’Olimpico, palcoscenico delle sue gesta, per entrare da dio nell’Olimpo del calcio. L’indomani ognuno di noi si è sentito un po’ più solo e ciascuno di noi ha realizzato che sul quel rettangolo verde nessuna traccia di quel caldo pomeriggio di giugno di 16 anni fa era ormai rimasta, a parte il ricordo. Bellissimo. Indelebile. Da quell’Olimpo però qualcuno ha gettato uno sguardo su Roma e i romanisti e ha deciso di inviare una guida che ricordasse a tutti la gloria di Roma. Non quella di Giulio Cesare o Augusto; ma quella del “mai scudetto fu più meritato”, del Circo Massimo gremito, delle strade colorate di giallo e rosso, dei caroselli, delle feste nei quartieri, da Garbatella a Borgo Pio, di una gloria che tutti ricorderanno e che tutti racconteranno. Ed ecco allora che Eusebio , la guida inviataci dal Giove del calcio, è tornato a Roma per ricordare a tutti chi siamo e per non lasciarci soli. Lui che quell’anno registrò solo 5 presenze in maglia giallorossa a causa di un brutto infortunio. Lui quello scudetto se lo ricorda bene e quello scudetto è anche suo, come di tutti noi, che in tutti questi anni, dopo tutto questo tempo, non abbiamo mai smesso di ricordarlo, emozionandoci ogni volta come fosse la prima. Come allora anche oggi aspettiamo che il tempo passi in fretta. Perché il 20 agosto vogliamo ricominciare a sognare e a sperare che il tempo nostro arrivi ancora una volta. E fermarlo poi nei nostri cuori, di nuovo, per sempre.