10 marzo 2002: 15 anni fa Lazio-Roma 1-5 con la maglia "6 unica" di Totti (VIDEO)

10/03/2017 alle 11:13.
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LAROMA24.IT (Francesco De Sio) - E' una Roma in lotta per il titolo e con lo scudetto ancora cucito sul petto quella che arriva alla stracittadina con la Lazio del 10 marzo 2002. I giallorossi, terzi in classifica e a +14 sui biancocelesti di Zaccheroni, devono assolutamente approfittare del big match di San Siro che ha visto pareggiare e per 2-2 per agganciare i nerazzurri in vetta. Clamorosa la scelta dell'ultima ora a Trigoria: Capello sceglie di escludere Batistuta dall'undici iniziale e di schierare Montella accanto a . L'argentino non la prende bene, e rifiuta addirittura di andare a sedersi in panchina.

Migliaia di tifosi si mettono in fila davanti alle biglietterie dell'Olimpico per accaparrarsi l'agognato tagliando del match e sono addirittura in 75mila a comporre la cornice di pubblico al fischio d'inizio del signor Rosetti di Torino.

Già i primissimi minuti di gara giustificano pienamente ogni scelta tattica del tecnico di Pieris: il centrocampo giallorosso domina su quello biancoceleste, la Lazio sembra non scendere mai davvero mentalmente in campo ed il primo tempo è il perfetto specchio del dominio della Roma. Al minuto 13 Montella apre quella che sarà, probabilmente, la miglior serata della propria carriera finalizzando un'azione da manuale del calcio: libera con una magia di tacco Candela, il francese mette in mezzo per l'Aeroplanino che insacca da rapace. "La preparazione del gol è stata spettacolare, l'esecuzione di Montella, all'altezza" (cit. Corriere dello Sport, 11 marzo 2002).

I giallorossi nel primo tempo spadroneggiano in lungo e in largo in uno dei confronti più impari della storia dei derby della Capitale e, inevitabilmente, trovano il raddoppio con lo stesso numero 9 con un gol che è il manifesto del predominio soprattutto psicologico di Montella sul suo diretto marcatore, Nesta. taglia in due la difesa avversaria in slalom e scaglia un destro che Peruzzi respinge corto, "Nesta, in grande anticipo, ma ormai stordito e imbambolato, riesce a farsi rubare il pallone da Montella, che furbo e rapido come un folletto, l'ha uccellato deviando in rete. Incredibile l'errore del laziale, straordinaria la reattività del romanista" (cit. Corriere dello Sport, 11 marzo 2002).

L'ira dell'attaccante di Castelcisterna si scatena di nuovo contro l'ormai inerme capitano biancoceleste, che si fa beffare al 37esimo anche di testa su cross di Cafu per il 3-0: è l'apoteosi giallorossa e non siamo nemmeno a metà gara. La stella di un Montella in giornata di grazia, però, non offusca la grande prestazione di , che sforna assist e giocate in tutto il primo tempo con gli avversari che si limitano a fare da birilli.

L'inizio della ripresa, che priva la Lazio di un Nesta in stato confusionale, regala a Zaccheroni anche un insperato gol di Stankovic dalla distanza al 55esimo. Partita riaperta? Macchè: Capello richiama in panchina Delvecchio rinforzando il centrocampo con Tommasi, e come d'incanto, cinque minuti dopo, Montella fa poker con un siluro da fuori che scheggia l'incrocio e fredda l'immobile Peruzzi chiudendo, se mai fosse stata ancora in discussione, la contesa.

E ? Il capitano romanista si prende la strameritata ribalta personale con un gol ed un'esultanza che rimarranno nella storia del derby tanto quanto il poker dell'Aeroplanino. Minuto 73: il riceve palla dai 25 metri, alza la testa, vede Peruzzi leggermente fuori dai pali e lo beffa con il suo marchio di fabbrica, un cucchiaio dolcissimo che la mano del Dio del Calcio non può far altro che accompagnare all'incrocio dei pali. Gol, 1-5, ed esultanza a mostrare di nuovo una maglia con scritta, tre anni dopo lo storico "Vi ho purgato ancora" del '99, questa volta per l'allora fidanzata del Ilary Blasi: "6 unica".

L'esibizione giallorossa contro lo sparring partner biancoceleste si conclude di fatto qui: " ha segnato il gol che ognuno di noi sogna nella vita. Mancava solo questo gioiello per completare la festa romanista, che ha assunto proporzioni davvero imbarazzanti". (cit. Corriere dello Sport, 11 marzo 2002). Lo stesso numero 10 poi confermerà nel post partita: "Voi sapete che sono sempre rimasto un ragazzo umile, ma stavolta mi voglio lasciare andare, ho fatto un gol da fantascienza". E come dargli torto...