11 GENNAIO 1942 - 75 anni fa il giorno di Faotto, il prequel di 'Paolo Negro gol'

11/01/2017 alle 10:05.
autogolfaotto-2

LAROMA24.IT (Federico Baranello) - L’11 gennaio 1942 allo Stadio del Partito Nazionale Fascista va in scena il derby tra Roma e Lazio, una partita importante per la classifica e non davvero per il primato cittadino che non è assolutamente in discussione. Infatti in ventiquattro incontri di campionato si registrano 13 vittorie giallorosse contro 4, oltre a 7 pareggi, e 40 gol di chi porta i colori di Roma contro la metà circa dei nati al “Pippanera”. “Il Littoriale” del 10 gennaio 1942, nel presentare la gara, è davvero profetico. Dopo aver analizzato i numeri dei derby precedenti tira le somme definendo la Roma come la squadra della “ripresa”, perché meglio sa gestire lo sforzo durante tutta la gara, mentre definisce gli avversari come squadra del “primo tempo”. E siccome una profezia non è mai fine a se stessa rincara la dose: “A questo riguardo, anzi si può aggiungere che la Roma è addirittura squadra da “Zona Cesarini”, avendo in ben quattro occasioni cambiato il volto al risultato negli ultimissimi minuti della partita”. Trentamila spettatori accorrono per uno dei Derby più sentiti dai tifosi della capitale. La partita si gioca subito in maniera rude e ne fa le spese Pantò che deve rimanere fuori per un quarto d’ora circa. La Roma sembra non reggersi in piedi sul terreno reso molle dal ghiaccio dell’inverno che si scioglie sotto il sole, “e allora pensammo che fosse accaduto ai giallorossi un guaio simile a quello che lamentano gli sciatori quando sbagliano la sciolina” (cit. Il Littoriale, 12 gennaio 1942).

Gli avversari hanno una palla gol importante che non riescono a concretizzare poi, al 17’, Amadei lascia partire un rasoterra che s’infila alle spalle del biancazzurro: “Fiammanti bandieroni giallorossi si levarono sulle gradinate, i tifosi colmarono l’aria con un boato gioioso (cit. “Storia Illustrata della Roma”, Olimpia Editrice, pubblicazione settimanale del 1953). Purtroppo la gioia dura poco e dopo 10 minuti Piola firma il pareggio. Prima della fine del primo tempo si registrano dapprima un gol annullato per fuorigioco ai biancazzurri e poi una buona occasione mal gestita da quest’ultimi. Taliepisodi consentono alla Roma di non capitolare e di rimanere aggrappata con i denti alla partita.

L’intervallo è utile ai giocatori della Roma per ritrovare il bandolo della matassa e tornano in campo con intenzioni molto diverse. Subito si rendono protagonisti di azioni importanti e la partita scorre su ritmi vertiginosi. Ancora un gol annullato per fuorigioco agli attuali residenti di Formello e poi un rigore sbagliato da parte della compagine giallorossa da parte di Mornese a soli 10 minuti dal termine. A questo punto la partita sembra volgere verso un finale già scritto, verso un classico pareggio che non scontenta nessuno. E invece, al 92’, un difensore in maglia azzurra anticipa il proprio e respinge il pallone. “La sfera andò a colpire la schiena di Pisa e tornò indietro, rotolando piano piano. In tre si avventarono sulla preda: Gradella, Pantò e il terzino Faotto. Proprio come nei drammi gialli, l’episodio decisivo accadde un attimo prima che calasse il sipario: si vide la palla rotolare sorniona in rete, spintavi involontariamente in autogol da Faotto…la palla era laggiù, in fondo alla rete e pareva far l’occhiolino ai giallorossi: “Beh, siete soddisfatti?”" (Cit. “Storia Illustrata della Roma”, Olimpia Editrice, pubblicazione settimanale del 1953).

La profezia de “Il Littoriale” si è avverata, la Roma vince in “Zona Cesarini”, anzi oltre. In questo momento Maximiliano Faotto è un precursore a cui Paolo Negro s’ispirerà ben 58 anni dopo. Vincere una partita con un autogol è un po’ il desiderio nascosto di tutti i tifosi, in un derby poi è il massimo. Se ciò accade anche nell’anno che ti consegnerà lo scudetto, beh allora è un sogno.

Maximiliano Faotto e Paolo Negro: quando i sogni diventano realtà.

(foto almanaccogiallorosso.it)