Roma-Juventus, Allegri: "Campionato duro, complimenti al Napoli. Rischiavamo di perderlo, fondamentale mantenere la calma"

13/05/2018 alle 23:06.
allegri

Il posticipo della trentasettesima giornata tra Roma e finisce in pareggio. Lo 0-0 dell'Olimpico consegna alla squadra di Massimiliano Allegri il settimo scudetto consecutivo. A fine gara è intervenuto il tecnico bianconero per rispondere alle domande dei media. Queste le su dichiarazioni:

ALLEGRI A PREMIUM SPORT

C’è un segreto per cui lei è qua e non a festeggiare?
"È giusto che festeggino loro così abbiamo una settimana in più di vacanza. È una stato un campionato duro e complimenti a che anche oggi ha vinto e noi dovevamo fare il nostro"

C’è una scorta per festeggiare nello spogliatoio.
"Quattro anni in questo modo difficilmente possono ricapitare. Faccio perciò i complimenti a tutti quelli che hanno lavorato con noi, ma il merito è dei ragazzi che sono artefici delle vittorie"

Non ha ancora detto “Ringrazio i ragazzi”.
"Sì, lo faccio sempre. Vincere non è mai semplici, ma è sempre straordinario. Dopo la Coppia Italia a distanza di 3 giorni non era facile. Oggi l’abbiamo gestita dopo aver subito i tiri nel primo tempo"

Dove si trovano ancora le motivazioni dopo 4 anni di vittorie?
"Non sono ancora lucido per rispondere bene a questa domanda, ma alla le motivazioni si trovano, l’anno prossimo ci saranno giocatori che andranno via e arriveranno e quindi l’obiettivo di vincere c’è. La società ti spinge a questo e dopo devi lavorare su te stesso per trovare gli obiettivi personali anche all’interno di un gruppo"

Una bella emozione.
"Sì, ci sono ragazzi nel gruppo che ne hanno vinti 7 consecutivi quindi sabato meritano la passerella con i tifosi, questa settimana non ci alleniamo ma aspettiamo sabato per festeggiare"

Qual è il merito dei ragazzi secondo lei?
"Di aver mantenuto sempre la calma, bisogna fare sempre un passo alla volta per arrivare all’obiettivo finale, nel momento anche in cui le cose non vanno bene bisogna sempre continuare a lavorare. Importante è l’equilibrio psicologico: con gli sbalzi d’umore non si va da nessuna parte"

Un nome per il salto di qualità?
"Non avrebbe senso fare un nome ora ma sono contento per un ragazzo che è Pinsoglio, che è si è ambientato bene ed è stato molto importante per il gruppo"

Un voto per lei?
"Non sono bravo con i voti neanche a scuola (ride, ndr)"

Douglas Costa?
"È straordinario, ma a volte mi fa arrabbiare, ad esempio oggi è entrato come in un circo"

Sarà l’ultima di Buffon?
"Questo non lo so, lo deciderà lui con il presidente. Io posso dire di aver avuto un giocatore straordinario"


ALLEGRI A SKY SPORT

Alla fine quando c’è da celebrare c’è sempre lei...
"Ho una squadra importante con giocatori bravi e che fanno una cosa fondamentale, riescono a passarsi la palla tra di loro. Una società che ha sostenuto me e i ragazzi nei momenti difficili. Abbiamo passato momenti difficili come all’andata a , dopo il in casa siamo rimasti sereni. C’è da fare i complimenti al , 88 punti, una stagione straordinaria ma l’importante era arrivare qui"

I minuti finali di - ce li racconta. Cosa si prova in quei momenti?
"Ho una squadra di giocatori che hanno cuore, nel calcio se non hai cuore non vinci. In quel momento lì serve fortuna ma te la devi anche andare a cercare e nel calcio, che è cambiato dal 1992 quando hanno tolto il passaggio indietro al , gli ultimi 10 minuti sono altre partite. Prima non si giocava più a calcio, ora o hai palla e la gestisci o devi difendere bene contro una squadra che attacca. In quel momento i ragazzi sono stati molto bravi perché sono riusciti a portare la palla nell’area dell’ che aveva fatto 20 minuti straordinari e rimanendo in 10. Nel calcio le cose possono cambiare in un minuto"
Avete spiegato a Betancur che avete vinto lo scudetto?
"Ha iniziato bene. Devo ringraziare il gruppo che da quando sono arrivato mi ha accompagnato in queste vittorie, sono contento perché sabato faranno passerella davanti ai tifosi. Vincere 7 scudetti credo sia una cosa molto difficile, da quel gruppo mancano anche giocatori andati via o che hanno smesso."
Quest'anno la tua mano è stata decisiva
"Tutti gli anni sono diversi, l’anno scorso ho messo dentro giocatori con la tecnica che avevo a disposizione, rischiavamo di perdere il campionato. Li ho responsabilizzati., siamo arrivati in finale di e abbiamo vinto campionato e Coppa Italia. Quest’anno ho capito che non si poteva più giocare in quel modo lì e mettere qualcuno in discussione, quando non lo sei cominci a fare un metro in meno. La competizione tra di loro è fondamentale, le scelte le ho fatte nell’interesse della squadra e per andarli a stimolare"
E’ difficile accontentare i tifosi dal punto di vista estetico?
"Giocare bene o male è relativo. Siamo quasi il miglior attacco e la miglior difesa, la cosa che non riesco a spiegare è che si sta riducendo il calcio a troppa teoria. I vecchi allenatori sono stati troppo da parte, questo vale anche per gli allenatori delle giovanili che fanno crescere i ragazzi come polli da batteria. Il calcio è estro e libertà. Se alle 22.15 la partita è messa male per il risultato non è che devo fare l’esteta per far felici i tifosi, li faccio contenti vincendo. L’allenatore deve stare in panchina, tante volte dall’esterno vedi uno che gioca male ma dalla panchina capisci il suo spessore all’interno della partita. Ci sono talmente tante sfumature che ridurre tutto a giocar bene e giocar male ha poco senso, senza togliere merito a chi ha giocato meglio di noi. però alla fine deve arrivare il risultato. Dal corso di Coverciano mi è rimasto impresso che l’importante è arrivare, a volte andando dritti e a volte facendo curve. E’ quegli universitari che escono con 110 e lode perché imparano a memoria i libri. Il calcio è cambiato quando è stato tolto il passaggio al , le altre cose che servono a chiacchierare. Una volta a 15 dalla fine aprivano i cancelli, adesso dovrebbero far pagare il biglietti. Ho un’idea giusta o sbagliata, diversa da altre. Sento troppa teoria, mi dispiace soprattutto per i bambini del settore giovanili. Se dico cosi mi prendono per matto"
ALLEGRI A RAI SPORT
Settimo Scudetto, siete nella leggenda..
"Sono contento, i ragazzi ci hanno regalato una scudetto meraviglioso dopo un’annata bella. Per qualche anno verremo ricordati per questo"
Quando ha capito di vincerlo. Ha temuto di perderlo dopo il ?
"Dopo Il la squadra è rimasta serena, ci vuole grande forza mentale. Ho capito di vincerlo dopo il gol di Higuain e dopo la sconfitta del a Firenze, che ci ha dato una bella spinta"
Il calcio italiano è cambiato, è mancata la concorrenza delle milanesi?
"Mi fa piacere il fatto di avere numeri importanti in questi 4 anni miei, e nei 3 precedenti di . La ha fatto numeri importanti. È vero che è mancata Milano, ma in questi anni ha trovato la Roma e soprattutto il . che quest’ano che ha fatto un’annata importante, ma di fronte a questa era difficile"
Si ritiene uno dei miglior allenatori della ?
"No, mi ritengo un allenatore che si diverte ad allenare e che non sono monotono. Cerco di cambiare sempre e di far rendere al massimo i miei giocatori, In questi anni sono cresciuto molto, ma anche grazie ai dirigenti con cui ho lavorato. Da Cellino a Galliano e Berlusconi fino a Marotta e Agnelli. Nel momento in cui non mi divertirò più smetterò. Alla c’è sempre voglia di vincere, e di questo sono contento"
Perché cambi spesso modulo, a differenza di altri allenatori?
"Cambio in base alle partite, al momento della stagione. C’è sempre bisogno di tutti. A volte devi giocare con alcuni giocatori, altre volte con altri. Bisogna gestire bene le risorse umane. In base a chi gioca, sistemo la squadra"
Galeone le manda i complimenti..
"Il mister è di parte. Lui è stato importante per me . Mi ha trasmesso la semplicità e tanti concetti. Siamo molto legati"
ALLEGRI IN CONFERENZA STAMPA

 

Il concetto di appartenenza è stato più evidenziato quest'anno? E' stato lo Scudetto più sofferto...
"Non è questione di sofferenza, è questione che per vincere gli Scudetti devi fare dei punti, ci sono delle squadre come il che quest'anno ha tenuto botta fino alla fine. Quindi c'è da fare i complimenti al per la grande annata, c'è da fare complimenti ancora più grossi alla perchè stasera ha chiuso una stagione leggendaria, perchè vincere sette Scudetti - qualche giocatore ha vinto sette Scudetti -, gli ultimi quattro, quattro Coppe Italia,due finali di .... io credo solo per rispetto di quello che hanno fatto i ragazzi bisognerebbe solo fargli i complimenti. Poi non so cosa dire, perchè veramente voglio andare al mare, che si sta meglio, anche perchè il mare mi fa ritornare un po' la voce, il vento porta via tutte le robe che ho sentito quest'anno che mi hanno fatto anche divertire, perchè mi hanno fatto un sacco divertire. Però ora basta, ora si va al mare".

Se dieci anni fa ti avessero detto che avresti vinto la metà degli Scudetti nei successivi dieci anni da allenatore, cosa avresti risposto?
"Vi faccio un esempio di un mio caro amico che è mancato un anno e mezzo fa, che faceva l'allibratore di cavalli, io ho la passione per i cavalli. Una volta andai a giocare un cavallo - ti parlo di 40 anni fa - e lui faceva l'allibratore: si chiamava Minnesota. E io gli dissi: voglio giocare Minnesota. Lui mi rispose: è più facile che tu vada allenare in Serie A che vinca questo cavallo. Vinse il cavallo e io sono diventato allenatore in Serie A".

Quindi tu a 10 anni scommettevi sui cavalli...
"Sì, anche a 5, perchè a Livorno andavo con 'mi' nonna a cavalli. Avevo 5 anni e andavo alle corse dei cavalli. Purtroppo ora l'ippica è andata in disarmo, invece era tanto bello per i bambini. A Livorno poi c'è una grande passione. Ora hanno chiuso anche l'ippodromo e quindi non si può più andare".

Tra cavalli e giocatori ci sono analogie?
"Molte, infatti l'ho mandato al prato. Perchè i cavalli dopo un po' che vincono, si mandano al prato a riposare. Ci sono delle analogie".

 Sui grandi allenatori che vincono tantissimo, tra Trapattoni, , Lippi, Capello, Sacchi... c'è qualcuno al quale si sente più vicino? Sacchi vinceva un solo Scudetto e più coppe. Capello il contrario. E' un caso? Lei è arrivato due volte in finale come Lippi, che però ne ha vinta una.
"Diciamo che sono stati tutti grandissimi allenatori, che a modo loro hanno vinto. Sono stati un punto di riferimento. Poi io sono cresciuto con un allenatore che non ha vinto niente, a parte i campionati di Serie B, però mi ha insegnato tanto. E poi non scordiamoci che secondo me - sento parlare di tutto questo calcio che è cambiato, ma lo dico sempre e sarò noioso - nel calcio è cambiata solo una cosa: nel 1993, quando è stato tolto il passaggio indietro al . Lì è cambiato il calcio, tutto il resto sono bellissime chiacchiere che vengono fatte e che sono anche piacevoli".
Vista la letteratura che c'è intorno alle vittorie della , questo Scudetto è particolarmente gradito visto che è arrivato nell'anno dell'introduzione del Var?
"E' gradito perchè è il quarto, perchè è stato bello, perchè c'è stato un momento in cui siamo andati a , eravamo sotto di quattro punti e la squadra ha fatto una partita seria, giocando una partita giusta per vincere a , senza subire gol. E credo che la a , negli ultimi 20 anni, abbia sempre subito gol, solo in quella partita non abbiamo subito gol. Poi dall'andar bene, siamo scivolato sull'angolo  di Koulibaly e lì c'è stata una prova da parte dei ragazzi di grande equilibrio, perchè in quel momento bisognava vincere noi e vincere loro, vincere loro e vincere noi. Io avevo molta fiducia che la  riuscisse a sostenere queste pressioni e così è stato. Quindi direi che i ragazzi sono stati molto bravi, anzi bravissimi"
E' in vista l'incontro con Marotta dove deciderai il tuo futuro? Hai idea di quando e come?
"No, non ho assolutamente idea, però stasera bisogna festeggiare, poi ci vedremo, perchè non è questione di decisione futura, è questione di programmare quello che sarà il futuro della , perchè una volta che abbiamo festeggiato poi bisogna mettersi a tavolino con grande lucidità perchè quando riparte la stagione successiva si riparte tutti da zero punti e devi comunque continuare a dimostrare e a essere competitivo per arrivare a marzo nelle migliori condizioni. Poi spesso la c'è riusciuta, a volte hanno vinto gli altri, l'importante però è lavorare e avere degli stimoli giusti per fare questo".
Lei ritiene che il calcio sia molto semplice, ma non pensa che il calcio abbia una sua evoluzione? Forse nel calcio moderno è richiesto qualcosa in più, qualche schema in più, qualche idea in più, per spingere forse anche oltre il limite giocatori eccezionali come quelli della . Anche per ottenere qualcosa in più in Europa.
"Non siamo nella serata ed io non ho la presunzione di fare il professore. Dico solo che il calcio è un gioco di conoscenza, quindi più giocano insieme e più giocano meglio. Il è sei anni che sono sempre gli stessi, la  negli ultimi quattro anni ha cambiato una settantina di giocatori. Ho detto e ripeto, qualcuno non me ne voglia, perchè è un modo di pensare... non è che diverso... nel calcio c'era un allenatore, Giorgi, che quando faceva la formazione metteva i nomi, li attaccava e diceva: chi vince più duelli vince le partite. Ora il calcio è cambiato perchè c'è tutta questa evoluzione di schemi, di robe, di cose, che a me mi fanno venire l'orticaria queste robe. Perchè alla fine così vuol dire che i giocatori sono tutti uguali, ma i giocatori non sono tutti uguali, perchè, ripeto, che nel basket, che è un gioco di schema, a volte gli schemi non vengono, non riescono. E danno la palla al più bravo per fare canestro".