FLORENZI: "Vorrei essere un capitano come De Rossi e Totti. Chi mi ha sorpreso dei compagni? Zaniolo e Lorenzo Pellegrini" (VIDEO)

08/01/2019 alle 14:00.
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SPORTMEDIASET - Il vicecapitano della Roma Alessandro Florenzi ha parlato ai microfoni della redazione sportiva del ritorno in campo dopo le vacanze natalizie e della seconda parte di stagione che attende i giallorossi. Questo uno stralcio delle sue parole:

La Roma è guarita?
La Roma ha finito il 2018 con il piglio giusto. Sappiamo che possiamo e dobbiamo fare meglio. Nel 2019 serve più continuità e più risultati positivi.

Come è possibile ritrovare la continuità?
Dobbiamo ritrovarci noi come gruppo. Anche se il gruppo è sempre stata la nostra base da dove siamo ripartiti, il gruppo ti può salvare in qualsiasi circostanza. Fare vittorie tutti insieme deve essere il nostro obiettivo. Da soli le partite non si vincono.

La Coppa Italia?
Potrebbe essere un obiettivo importante per la Roma, ma non dobbiamo levare i sogni dalla nostra testa. Anche se sappiamo che è una cosa impossibile abbiamo anche un altro obiettivo, che è quello della Champions. Ripercorrere quanto fatto l’anno scorso non dico che è un’utopia ma sarebbe un sogno, ovviamente non sarà facile migliorarsi.

C’è poca cattiveria nella squadra?
Non penso, basti vedere alcuni allenamenti nostri. Alle volte siamo mancati sotto alcuni profili, non siamo stati magari concreti tirando tante volte in porta. Parlo di tutta la squadra, me incluso. Non parlo solo degli attaccanti. In questo siamo un po’ mancati, come siamo mancati nella voglia di non prendere gol, e qui non parlo solo dei quattro difensori, ma di tutta la squadra. Cosa che l’anno scorso c’era un pochino di più e dobbiamo ritrovarla.

Chi ti ha sorpreso di più dei tuoi compagni?
Sicuramente Nicolò (Zaniolo ndr) è entrato molto bene nella nostra filosofia. Adesso è sulle ali dell'entusiasmo, ma gli ho già detto di rimanere con i piedi per terra, anche se credo che abbia alle spalle una famiglia che lo può aiutare. Lorenzo Pellegrini è un '96 e sta facendo grandi cose e questi due giocatori potrebbero essere i pilastri della Roma.

Si può dare una definizione dell'assenza di De Rossi? Tu invece che capitano sei e vorresti essere?
Mi piacerebbe essere un capitano che sia vicino a Daniele. So che non è una cosa facile. Davanti a me ho una strada difficile da percorrere per arrivare a quello che è Daniele e quello che è stato Francesco (Totti ndr) per 20 anni. Essere come loro ci vogliono tanti anni.

Sei stato un giocatore contestato da una parte della tifoseria: come vivi il rapporto con il gradimento?
Lo sento e lo faccio ovviamente passare perché so che posso fare un qualcosa in più in campo. È giusto che i tifosi facciano la loro parte, ma la cosa che ci accomuna è la maglia della Roma e il bene della Roma. Sono rientrato dopo 11 mesi di assenza e dico la verità alcune volte non dovevo giocare. L'amore per questa maglia mi ha fatto fare cose che non dovevo fare: ho preso antinfiammatori che era meglio non prendere per poter giocare una determinata partita che poteva non essere Roma-Juventus o Roma-Real Madrid. In quel momento arriva un'altra cosa che mi accomuna ai tifosi, ovvero la maglietta della Roma.

Sul razzismo.
Quando mia figlia viene allo stadio a vedermi non vorrei mai che sentisse gli ululati per un giocatore, non sono cose che insegnano. Detto questo non facciamo dei tifosi di tutta l'erba un fascio. Vorrei che allo stadio andassero più famiglie e rendere lo sport una delle cose più belle della vita.

Potrebbe essere un segnale interrompere la partita come chiede Ancelotti?
Ci sono posizioni discordanti: chi si vuole fermare diventa il salvatore, chi pensa che sia una cosa sbagliata e non si ferma diventa un bersaglio. Non lo so se questo può aiutare.

Cosa devi a Eusebio Di Francesco?
Al mister gli devo la fiducia che mi ha dato. Sono rientrato dopo più di 11 mesi di assenza e alla fine ho giocato 40 partite. Neanche io me lo aspettavo e il mister mi ha dato grande fiducia e ho cercato di ripagarla dando il massimo e facendo buone prestazioni per la squadra.

Vi sentite più solidi in questo inizio 2019 rispetto a questo autunno di crisi?
Siamo noi che dobbiamo finire di scacciare via le nubi che magari sono rimaste. La prossima partita sarà veramente importante contro l'Entella perché già qualche anno fa abbiamo avuto una brutta esperienza con una squadra di categoria inferiore. Non dovremo sottovalutare questa partita perché la Coppa Italia è un nostro obiettivo.

Per la corsa al quarto posto sarà sostanzialmente un derby? Si può puntare l'Inter?
Non dobbiamo precluderci niente fino a quando la matematica non ci condanna. Dobbiamo iniziare a vincere partita dopo partita per raggiungere l'obiettivo di quest'anno che è quello di qualificarci in Champions League. Arrivarci da quarta o da terza qualcosa può cambiare, ma l'importante è arrivarci.

Quell'alchimia trovata nella gara col Barcellona c'è ancora negli spogliatoi?
Penso che sia rimasta in noi giocatori, nei tifosi, nella città, nella storia della Roma. Resta una pagina importante della storia della Roma e non dico che cambiamo quando sentiamo quella musichetta, però è sicuramente uno stimolo in più, dandoci quell'1%-2% in più che ci fanno cambiare le partite.

Che Nazionale ti immagini nel 2019?
Una Nazionale partita con il piede giusto. Siamo un buon gruppo con tanti giovani e con alcuni esperti, e poi ci sono le vie di mezzo. Vado per i 28 anni, quindi io mi reputo una via di mezzo ma verso il grande. Abbiamo riportato grande entusiasmo attorno alla squadra che tanto tempo mancava. A marzo ci saranno subito 2 partite importanti dove vogliamo fare 6 punti e iniziare bene il girone.

Ha ragione Kolarov quando dice che i tifosi capiscono poco di tattica?
Ci sono tante variabili e tante persone. C'è un mio amico tifoso che penso sia un intenditore del calcio, c'è il mio migliore amico che è il più passionale che esiste ma di calcio veramente capisce poco.

Ti aspetti che il mercato invernale aiuti a rinforzare la Roma?
Stiamo riprendendo tante pedine importanti che ci sono mancate in questo autunno, siamo rimasti un po' corti per gli infortuni che abbiamo avuto e che si stanno riprendendo. Poi la società fa il suo lavoro e deciderà se rafforzare la Roma.

Ieri Davide Astori avrebbe compiuto 32 anni. Ci hai pensato?
Sì ci ho pensato... Penso che questa domanda possa finire qui
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