Stadio Roma, critiche dagli urbanisti: "Assoluta latitanza della politica"

07/12/2017 alle 09:27.
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Altre voci critiche nei confronti dello . L'associazione Emergenza Cultura, assieme ad urbanisti e personalità di spicco del mondo accademico, ha sottoscritto un comunicato fortemente critico nei confronti del progetto del nuovo impianto. Tra i firmatari tanti nomi illustri dell’urbanistica e dell’università italiana, una trentina in tutto. Tra i nomi di spicco Vezio De Lucia, ex segretario generale dell’Istituto nazionale di urbanistica, Enzo Scandurra, ex direttore del dipartimento di Urbanistica della Sapienza, l’architetto Pierluigi Cervellati, Carlo Cellamare e Paolo Berdini, ex assessore all’Urbanistica della giunta Raggi.

"Vogliamo attirare l'attenzione dell'opinione pubblica su un'operazione di rilevante impatto ambientale e di utilizzo di risorse pubbliche a favore di interessi privati - esordisce il comunicato, pubblicato online lunedì 4 dicembre (il giorno precedente all'ok arrivato dalla Conferenza dei Servizi) e ripreso oggi dai quotidiani 'Il Manifesto' e 'Il Messaggero' - Nessuno ha più parlato del famigerato , ci eravamo illusi che fosse su un binario morto, è invece prossimo all’approvazione. Come abbiamo scritto a suo tempo si tratta della più grossa operazione di urbanistica contrattata del nuovo millennio. La capitale non si smentisce, è sempre quella dell’Hilton e chiunque sia insediato al Campidoglio non sa resistere al richiamo degli interessi immobiliari. Il M5S, quando era all’opposizione, durante l’amministrazione Marino, si era tenacemente battuto contro, presentando addirittura una denuncia penale per fermare lo scempio. Adesso, con spregiudicata e sospetta inversione di marcia, ha dato l’assenso. Queste sono le credenziali di chi si accinge a governare l’Italia»

«Rispetto al primo progetto, bocciato dalla conferenza dei servizi dell’anno scorso - prosegue la nota - , la principale novità è la consistente riduzione delle previsioni relative alle attività direzionali e commerciali, un volume comunque superiore a quanto consentito dal piano regolatore. Ma alla riduzione della cubatura corrisponde un drastico ridimensionamento delle infrastrutture a servizio dello stadio e degli insediamenti connessi. Con la conseguenza che la viabilità di accesso è limitata alla sola via Ostiense-via del Mare senza una seconda uscita indispensabile in caso di emergenza. A questo punto, in soccorso di (presidente della Roma e proponente) e di Luca (nel comunicato originale è invece chiamato Paolo, ndr), che costruirà lo stadio e il resto con l’impresa Eurnova, accorre il ministro Luca Lotti che suggerisce di realizzare a spese dell’erario un nuovo ponte sul Tevere (previsto nel primo progetto e cancellato a seguito della riduzione delle cubature) che risolverebbe i problemi dell’accessibilità e della sicurezza. Circa cento milioni, questo il costo del ponte, a esclusivo servizio di un insediamento privato, perché privati sono lo stadio, il business park, ecc. Il tutto, tra l’altro, in contrasto con le prescrizioni di legge che pongono a carico del proponente tutte le opere necessarie alla funzionalità degli interventi. Una soluzione che ci pare inaudita. E inquietante è l’assoluta latitanza della politica e dei mezzi d’informazione»

«Politica e mezzi d’informazione sono stati assenti anche nei mesi scorsi quando il Mibact ha fermato il vincolo sulle tribune dell’ippodromo di (costruito per le Olimpiadi del 1960) proposto dall’allora soprintendente Margherita Eichberg. Vincolo fermamente condiviso dai comitati di settore del Mibact per l’archeologia, per il paesaggio, per le belle arti, per l’arte e l’architettura contemporanea. Secondo Ugo Carughi, presidente di Docomomo Italia – associazione per la documentazione e la conservazione degli edifici e dei complessi urbani moderni –, le tribune sono state ottenute “attraverso l’accostamento aereo di pensiline, travi a mensola, pilastri sagomati, gradonate, vetrate […] composti in un miracoloso quanto precario equilibrio”. L’ex soprintendente Eichberg svolge adesso funzioni ispettive al ministero»

(emergenzacultura.org)

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